Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 13611 del 03/03/2015


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Penale Sent. Sez. 3 Num. 13611 Anno 2015
Presidente: SQUASSONI CLAUDIA
Relatore: GAZZARA SANTI

SENTENZA

sul ricorso proposto da:
SEFERI SHPETIM N. IL 12/01/1975
avverso la sentenza n. 631/2014 GIUDICE UDIENZA PRELIMINARE
di PADOVA, del 01/07/2014
sentita la relazione fatta dal Consigliere 11;i_ptt. SANTI GAZZARA;
lette/syvtite le conclusioni del PG Dott. l’a o

1%

Uditi difensor Avv.;

Data Udienza: 03/03/2015

RITENUTO IN FATTO
Il Gip presso il Tribunale di Padova, con sentenza dell/1/7/2014, su
concorde richiesta delle parti, ha applicato la pena di anni 3 di reclusione
ed euro 12.000,00 di multa a carico di Shpetim Seferi, imputato del reato
di cui all’art. 73, d.P.R. 309/90, per avere detenuto a fini di spaccio

Propone ricorso per cassazione il Seferi personalmente, con il seguente
motivo:
-vizio di motivazione in punto di disposta confisca dell’autovettura Audi
A4, targata EJ368XM, intestata allo stesso prevenuto.
Il Procuratore Generale presso questa Corte ha inoltrato in atti
requisitoria scritta nella quale conclude per il rigetto del ricorso.
CONSIDERATO IN DIRITTO
Il ricorso è inammissibile.
In estrema sintesi il Seferi lamenta l’erronea applicazione dell’art. 240
cod.pen. o il vizio di motivazione sulla confisca della autovettura, disposta
con semplice richiamo per relationem delle argomentazioni già svolte nel
provvedimento di sequestro preventivo, che, però, farebbe riferimento
unicamente a necessità istruttorie.
Orbene, il vaglio di legittimità, a cui è stata sottoposta l’impugnata
pronuncia, consente di rilevare la logicità e la correttezza della
argomentazione motivazionale, adottata dal decidente.
Rilevasi che il provvedimento di sequestro dell’Audi A4 trg. EJ368XM, al
quale fa letteralmente riferimento la motivazione della sentenza gravata,
contiene idoneo discorso giustificativo ex art. 240 cod.pen., dal momento
che qualifica la detta autovettura come oggetto di confisca facoltativa, ai
sensi del co. 1 della citata disposizione codicistica, in quanto mezzo in

f’

complessivi grammi 459,900 netti di eroina.

proprietà all’indagato e servito allo stesso per commettere il reato
contestato, utilizzato dal Seferi per raggiungere i luoghi dello spaccio e
per trasportare lo stupefacente; comunque, trattasi, ad avviso del
decidente, a giusta ragione, di mezzo la cui disponibilità agevolerebbe
l’indagato nella commissione di reati della stessa indole ( ex multis Cass.
17/6/2004, n. 34365).
Tenuto conto, di poi, della sentenza del 13/6/2000, n. 186, della Corte
Costituzionale, e rilevato che non sussistono elementi per ritenere che il
Seferi abbia proposto il

ricorso senza versare in colpa

nella

determinazione della causa di inammissibilità, lo stesso, a norma dell’art.
616 cod.proc.pen., deve essere condannato al pagamento delle spese
processuali, nonché al versamento di una somma, in favore della Cassa
delle Ammende, equitativamente fissata, in ragione dei motivi dedotti,
nella misura di euro 1.500,00.
P. Q. M.
La Corte Suprema di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso e
condanna il ricorrente al pagamento delle

spese processuali e al

versamento in favore della Cassa delle Ammende della somma di euro

1.500,00.
Così deciso in Roma il 3/3/2015.

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