Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 13607 del 03/03/2015


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Penale Sent. Sez. 3 Num. 13607 Anno 2015
Presidente: SQUASSONI CLAUDIA
Relatore: GAZZARA SANTI

SENTENZA

sul ricorso proposto da:
PROCURATORE DELLA REPUBBLICA PRESSO IL TRIBUNALE
DI RIMINI
nei confronti di:
BASCHETTI MICHELANGELO N. IL 29/09/1940
avverso l’ordinanza n. 428/2014 TRIBUNALE di RIMINI, del
09/07/2014
sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. SANTI GAZZARA;
g e:i, • /
lette/se,0-te le conclusioni del PG Dott.
(L

Uditi difensor Avv.;

A-3

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Data Udienza: 03/03/2015

RITENUTO IN FATTO
Il Tribunale di Rimini, con ordinanza del 9/7/2014, ha dichiarato la nullità
del decreto penale di condanna n. 1804 del 22/11/2011, reso nei
confronti di Angelo Baschetti, perché costui, quale titolare della Baschetti
Escavazioni s.r.I., aveva violato la normativa sulla sicurezza nei luoghi di
risultava abnorme e reso in violazione di legge, in quanto non notificato
al civilmente obbligato per la pena pecuniaria.
Propone ricorso per cassazione il p.m. presso il Tribunale di Rimini,
eccependo che l’omessa notifica del decreto penale di condanna al
civilmente obbligato per la pena pecuniaria, nei casi in cui lo stesso
decreto non contenga alcuna indicazione di tale parte privata, non integra
alcuna nullità; conseguentemente la pronuncia gravata è da dichiararsi
nulla
Il Procuratore Generale presso questa Corte ha inoltrato in atti
requisitoria scritta nella quale conclude per il rigetto del ricorso.
CONSIDERATO IN DIRITTO
Il ricorso è fondato e merita di essere accolto.
Questa Corte ha avuto modo di affermare che il civilmente obbligato per
la pena pecuniaria è legittimato a proporre opposizione avverso il decreto
penale di condanna solo nel caso in cui esso contenga nei suoi confronti
una espressa statuizione di condanna al pagamento della pena
corrispondente alla sanzione pecuniaria inflitta all’imputato ( Cass.
20/11/2012, n. 17713).
Conseguentemente, nel caso in cui tale espressa statuizione non sia
disposta nel provvedimento in questione il civilmente obbligato non ha
ragione di dolersi della omessa notifica del decreto nei suoi confronti.

lavoro, con restituzione degli atti al Gip, in quanto tale provvedimento

Osservasi che l’art. 178, lett. c), cod.proc.pen., statuisce che è sempre
prescritta, a pena di nullità, l’osservanza delle disposizioni concernenti
l’intervento, l’assistenza e la rappresentanza dell’imputato e delle altre
parti private, con ciò riferendosi anche al civilmente obbligato per la pena
pecuniaria.

integrano, dunque, una nullità di ordine generale a regime intermedio,
sottoposte, quanto alle condizioni di deducibilità, alle previsioni di cui
all’art. 182 cod.proc.pen..
In tema di procedimento per decreto, l’art. 460, cc. 3, cod.proc.pen.
prevede che copia del decreto è comunicata al pubblico ministero ed è
notificata con il precetto alla persona civilmente obbligata per la pena
pecuniaria.
Detta previsione normativa, letta in combinato disposto con il citato art.
178, lett. c), trova applicazione solo nel caso in cui il decreto penale di
condanna riporti, a seguito di analoga richiesta del p.m., la indicazione del
soggetto civilmente obbligato per la pena pecuniaria, e esclusivamente in
tal caso, a fronte di una vocatio in iudicium, l’omessa notifica del detto
decreto integrerà la nullità sopra richiamata.
Laddove, per contro, il decreto penale di condanna non riporti tale
indicazione, il civilmente obbligato non andrebbe a subire alcun
pregiudizio, non essendoci nell’atto in questione alcuna statuizione nei
suoi confronti.
Peraltro, nella specie, la difesa dell’imputato non aveva alcun interesse,
giuridicamente apprezzabile, ad ottenere la regressione del procedimento
con la emissione di un nuovo decreto penale di condanna, potendo,
richiedere la citazione per il giudizio del civilmente obbligato per la pena
pecuniaria.

Le disposizioni che riguardano l’intervento di quest’ultima parte

Conseguentemente, questo Collegio ritiene di dovere annullare senza
rinvio la ordinanza impugnata, con trasmissione degli atti al Tribunale di
Rimini per il rituale proseguio.
P. Q. M:
la Corte Suprema di Cassazione annulla senza rinvio l’ordinanza

Così deciso in Roma il 3/3/2015.

impugnata, con trasmissione atti al Tribunale di Rimini.

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