Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 12587 del 24/11/2017


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Penale Sent. Sez. 2 Num. 12587 Anno 2018
Presidente: CERVADORO MIRELLA
Relatore: DE SANTIS ANNA MARIA
Data Udienza: 24/11/2017

SENTENZA

sul ricorso proposto da
CUOCO ANIELLO n. a Salerno il 25/8/1963
avverso la sentenza resa dalla Corte d’Appello di Salerno in data 14/7/2016

Visti gli atti, la sentenza impugnata e il ricorso;
Udita nell’udienza pubblica del 24/11/2017 la relazione fatta dal Consigliere Anna Maria De
Santis;
Udita

la requisitoria del Sostituto Procuratore Generale, dott.Ferdinando Lignola, che ha

concluso per l’inammissibilità del ricorso;
Udito il difensore della p.c. Federconsumatori Campania, Avv. Agostino La Rana, che ha
depositato conclusioni scritte e nota spese;
Udito il difensore dell’imputato, Avv. Andrea Ruggiero in sostituzione dell’Avv. Agostino De
Caro, che si è riportato ai motivi, chiedendone l’accoglimento

1

RITENUTO IN FATTO E CONSIDERATO IN DIRITTO
l.Con l’impugnata sentenza la Corte d’Appello di Salerno assolveva l’imputato dai delitti ex art.
474 e 648 cod.pen. (per quest’ultimo limitatamente alla contraffazione dei marchi Ungaro Italy
e Ungaro), e rideterminava la pena per i residui addebiti in anni uno, mesi sei di reclusione ed
euro 600,00 di multa, accordando il beneficio della sospensione condizionale e confermando le
statuizioni in favore delle parti civili costituite.
2. Ha proposto ricorso per Cassazione l’imputato, a mezzo del difensore, deducendo:
2.1 la violazione di legge e il vizio della motivazione in relazione alla ritenuta sussistenza degli
elementi tipici del delitto di ricettazione. Il ricorrente assume che la Corte territoriale abbia
eluso le doglianze difensive che revocavano in dubbio la contraffazione della merce caduta in
sequestro, ritenendo, altresì, provato che il Cuoco avesse consapevolezza della presenza di
siffatta merce nei locali-deposito della società Eurotrading, trascurando di considerare che
all’epoca il ricorrente non si occupava più della gestione e degli affari della società, che faceva
capo alla coimputata Giraulo Maria mentre è del tutto irrilevante la circostanza che mantenesse
contatti con il commercialista, non potendosene inferire che, per ciò solo, avesse contezza di
quanto veniva prodotto nel laboratorio.
3. Il ricorso è inammissibile per manifesta infondatezza delle doglianze proposte, meramente
reiterative di quelle svolte in sede d’appello e disattese con un supporto argomentativo scevro
da criticità logiche. Invero, la Corte territoriale ha operato un accurato scrutinio del gravame
difensivo,pervenendo al suo parziale accoglimento e dando ampio conto delle ragioni della
reiezione dei residui rilievi. In particolare, la sentenza impugnata ha congruamente motivato
l’addebitabilità soggettiva degli illeciti al Cuoco, evidenziando come il prevenuto- all’epoca dei
fatti socio di minoranza della Eurotrading srl, dopo averne ricoperto la carica di amministratore
e legale rappresentante- avesse continuato di fatto ad occuparsi
compagine,

curando

i

rapporti

con

il

commercialista

cui

della gestione della

periodicamente

conferiva

la

documentazione contabile e fiscale. Costituendo la costante ed esclusiva interlocuzione con
siffatto professionista sicuro indice di internità alle dinamiche aziendali e agli aspetti tipici della
produzione, la valutazione dei giudici di merito risulta coerente con le emergenze processuali
e priva della denunziata illogicità.
3.1 Analogamente i giudici d’appello hanno correttamente giustificato la sussistenza del delitto
ex art. 648 cod.pen., sottolineando come nella produzione dei capi d’abbigliamento l’azienda
facesse largo uso di marchi, oggetto di contraffazione, di famose case di moda, senza averne
titolo.
6. Alla declaratoria d’inammissibilità del ricorso consegue, a norma dell’art. 616 cod.proc.pen.,
la condanna dell’imputato al pagamento delle spese processuali e della sanzione pecuniaria
precisata in dispositivo, tenuto conto dei profili di colpa ravvisabili nella sua determinazione . Al
2

ricorrente fanno, altresì carico, le spese di rappresentanza ed assistenza della parte civile
Federconsumatori Campania per l’odierno grado, liquidate in € 3.510,00 oltre accessori di
legge
P.Q.M.

Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali
e della somma di euro duemila in favore della Cassa delle Ammende nonché alla rifusione delle
spese in favore della parte civile Federconsumatori Campania, che liquida in euro 3.510 oltre
spese generali al 15%, CPA e IVA come per legge
Così deciso in Roma il 24 Novembre 2017
sentenza a motivazione semplificata

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