Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 1233 del 20/11/2015


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Penale Ord. Sez. 7 Num. 1233 Anno 2016
Presidente: SAVANI PIERO
Relatore: LIGNOLA FERDINANDO

ORDINANZA

sul ricorso proposto da:
PATUCELLI GIONATA N. IL 20/07/1970
avverso la sentenza n. 39/2013 CORTE APPELLO di L’AQUILA, del
20/12/2013
dato avviso alle parti;
sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. FERDINANDO
LIGNOLA,

Data Udienza: 20/11/2015

Lo RILEVATO IN FATTO

– che con l’impugnata sentenza, con parziale conferma di quella di primo grado,

PATUCELLI GIONATA è stato condannato per il furto di beni per il valore di
560€ sottratti dal negozio “Fattorie Masci” e condannato alla pena di otto mesi di
reclusione ed €200 di multa;
– che avverso detta sentenza ha proposto ricorso per cassazione il difensore

di legge in relazione al diniego dell’attenuante di cui all’art. 62 n. 4 cod. pen., in
considerazione del modesto valore di quanto sottratto e delle condizioni
economiche del soggetto passivo, nonché in relazione al giudizio di
bilanciamento delle attenuanti generiche, riconosciute con un mero giudizio di
equivalenza;

CONSIDERATO IN DIRITTO

– che il ricorso va dichiarato inammissibile, poiché l’attenuante di cui all’art. 62,
n. 4, cod. pen. è stata negata con motivazione logica, poiché è stato considerato
rilevante il valore di 560€ rispetto ad un “normale” esercizio commerciale, anche
alla luce della consolidata giurisprudenza di questa Corte, secondo la quale
l’attenuante in parola implica un danno patrimoniale subìto dalla parte offesa,
come conseguenza diretta e immediata del reato, di valore economico pressoché
irrilevante (Sez. 2, n. 15576 del 20/12/2012 – dep. 04/04/2013, Mbaye, Rv.
255791) e che tale non può certamente considerarsi il valore di 560€;

che anche il giudizio di bilanciamento delle attenuanti generiche e

congruamente motivato in considerazione dell’entità dei fatti (furto in piena notte
in un locale di proprietà altrui, previa effrazione della finestra) e dei precedenti
penali dell’imputato;
– che in generale il giudizio sulla sussistenza ed il bilanciamento delle attenuanti
generiche è rimesso alla discrezionalità del giudice di merito, per cui non vi è
margine per il sindacato di legittimità quando la decisione sia motivata in modo
conforme alla legge e ai canoni della logica e che d’altra parte non è necessario,
a soddisfare l’obbligo della motivazione, che il giudice prenda singolarmente in
osservazione tutti gli elementi di cui all’art. 133 cod. pen., essendo invece
sufficiente l’indicazione di quegli elementi che assumono eminente rilievo nel
discrezionale giudizio complessivo (Sez. 2, n. 3609 del 18/01/2011, Sermone,
Rv. 249163), come avvenuto nel caso di specie;
2

dell’imputato, avv. Annalisa Cetrullo, deducendo vizio di motivazione e violazione

- che la ritenuta inammissibilità del ricorso comporta le conseguenze di cui
all’art. 616 cod. proc. pen., ivi compresa, in assenza di elementi che valgano ad
escludere ogni profilo di colpa, anche l’applicazione della prescritta sanzione
pecuniaria alle cassa delle ammende, il cui importo stimasi equo fissare in euro
mille;

dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle
spese processuali ed al versamento di mille euro in favore della cassa delle
ammende.
Così deciso in Roma, il 20 novembre 2015
Il consigliere estensore

Il president

P. Q. M.

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