Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 101 del 12/11/2013





Penale Sent. Sez. 6 Num. 101 Anno 2014
Presidente: DE ROBERTO GIOVANNI
Relatore: DE AMICIS GAETANO

SENTENZA

sul ricorso proposto da:
PROCURATORE DELLA REPUBBLICA PRESSO IL TRIBUNALE
DI TARANTO
nei confronti di:
ARCHINA’ GIROLAMO N. IL 29/07/1946
avverso l’ordinanza n. 189/2013 TRIB. LIBERTA’ di TARANTO, del
14/05/2013
sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. GAETANO DE AMICIS;
Ar G_F
batte/sentite le conclusioni del PG Dott. a–; p v- A pe Arir h

a i/t : 44 4-o

riike. 4° éta

fl..srustAo

Uditi itdifensor Avv.; C-;‘fi – tkr A t-t.& V0

)(4.41-

eUJ

e A_

2._/2-14 e

L

e,(4,

Data Udienza: 12/11/2013


RITENUTO IN FATTO

2. Avverso l’ordinanza emessa dal Tribunale di Taranto in data 14 maggio 2013 ha
proposto ricorso per cassazione il P.M. presso il medesimo Tribunale, deducendo:
2.1. la violazione dell’art. 606, comma 1, lett. e), c.p.p., in relazione all’art. 275, comma 4bis, c.p.p., per la contraddittorietà e manifesta illogicità della motivazione in ordine alla
ritenuta incompatibilità delle condizioni di salute dell’indagato con il regime carcerario,
dovendo tale compatibilità essere valutata anche in concreto, nella “possibilità di effettiva
somministrazione nel circuito penitenziario” – e non solo presso la Casa Circondariale di
Taranto – di quelle terapie e di quei controlli dei quali si è accertato che l’indagato
necessita: il Tribunale ha infatti escluso che la misura potesse eseguirsi presso altre
strutture penitenziarie presenti nel territorio nazionale, limitando il proprio accertamento
unicamente in relazione al predetto istituto;
2.2. la violazione dell’art. 606, comma 1, lett. e), c.p.p., in relazione all’art. 275, comma 1,
c.p.p., atteso che il decorso del tempo e gli stati patologici dell’indagato sono
completamente estranei al giudizio di adeguatezza della misura, “rinnovato” dal
Tribunale con motivazione manifestamente illogica e contraddittoria.
CONSIDERATO IN DIRITTO
3. Il ricorso è inammissibile, in quanto manifestamente infondato.
4. Per quel che attiene al primo motivo di ricorso, deve rilevarsi come l’insegnamento
giurisprudenziale di questa Suprema Corte ha da tempo posto in rilievo il principio
secondo cui la valutazione della gravità delle condizioni di salute del detenuto e della
conseguente incompatibilità con il regime carcerario deve essere effettuata sia in astratto,
con riferimento ai parametri stabiliti dalla legge, sia in concreto, con riferimento alla
possibilità di effettiva somministrazione nel circuito penitenziario delle terapie di cui egli
necessita (Sez. 6, n. 25706 del 15/06/2011, dep. 28/06/2011, Rv. 250509).
E’ altresì noto, entro tale prospettiva, che lo stato di salute incompatibile con il regime
carcerario, idoneo a giustificare l’applicazione della detenzione domiciliare, non può
essere limitato alla patologia implicante un pericolo per la vita, dovendosi avere riguardo
ad ogni stato morboso o scadimento fisico capace di determinare una situazione di
esistenza al di sotto di una soglia di dignità, da rispettare pure nella condizione di

1. Con ordinanza del 14 maggio 2013 il Tribunale di Taranto ha accolto l’appello
presentato nell’interesse di Archinà Girolamo avverso l’ordinanza emessa in data 12 aprile
2013 dal G.i.p. presso il Tribunale di Taranto – che rigettava la richiesta di revoca e/ o
sostituzione della misura della custodia cautelare in carcere applicatagli in data 22
novembre 2012 per i reati di cui ai agli artt. 416, 434, 437, 439, 321 e 479 c.p. – sostituendo
la predetta misura coercitiva con quella degli arresti domiciliari presso l’abitazione di
residenza dell’indagato.

5. Avuto riguardo all’insieme delle indicazioni offerte dal quadro di principii in questa
Sede delineato, emerge con chiarezza dall’iter motivazionale dell’impugnata pronuncia
come il Tribunale del riesame, diversamente da quanto affermato dal ricorrente, abbia
dato ampiamente conto, con congrua e lineare esposizione logico-argomentativa, degli
elementi da cui ha tratto il proprio convincimento in merito all’attuale incompatibilità
delle condizioni di salute dell’indagato con il regime carcerario, individuandone la
presenza nel particolare quadro patologico di cui egli soffre – incidente su organi vitali,
per i quali una perizia medico-legale ha ritenuto necessario l’esperimento di ben
determinati trattamenti clinico-terapeutici – e nella mancata, ovvero estremamente
ritardata, esecuzione di questi ultimi, sebbene lo stesso medico che a suo tempo aveva
visitato in carcere l’indagato (in data 4 marzo 2013) ne avesse consigliato un sollecito
espletamento.
Logicamente assorbita alla stregua delle considerazioni or ora esposte deve ritenersi,
infine, la seconda censura dal ricorrente prospettata.

P.Q.M.
dichiara inammissibile il ricorso.
Così deciso in Roma, lì, 12 novembre 2013
Il Consigliere estensore

gI Presidente

i

restrizione carceraria, e quindi anche alla mancanza di cure mediche appropriate (Sez. 1, n.
16681 del 24/01/2011, dep. 29/04/2011, Rv. 249966).

Scarica il pdf originale della sentenza:

DOWNLOAD

LEGGI ANCHE

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA


Rob Kelley Womens Jersey