Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 9966 del 15/04/2021

Cassazione civile sez. VI, 15/04/2021, (ud. 10/03/2021, dep. 15/04/2021), n.9966

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE T

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. MOCCI Mauro – Presidente –

Dott. CAPRIOLI Maura – rel. Consigliere –

Dott. LO SARDO Giuseppe – Consigliere –

Dott. DELLI PRISCOLI Lorenzo – Consigliere –

Dott. RAGONESI Vittorio – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 36534-2019 proposto da:

AGENZIA DELLE ENTRATE, (C.F. (OMISSIS)), in persona del Direttore pro

tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI 12,

presso l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che la rappresenta e

difende ope legis;

– ricorrente –

contro

M.D., RISCOSSIONE SICILIA SPA;

– intimati –

avverso la sentenza n. 3915/5/2019 della COMMISSIONE TRIBUTARIA

REGIONALE della SICILIA SEZIONE DISTACCATA di CATANIA, depositata il

24/06/2019;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non

partecipata del 10/03/2021 dal Consigliere Relatore Dott. MAURA

CAPRIOLI.

 

Fatto

FATTO e DIRITTO

Ritenuto che:

La CTR della Sicilia, sezione distaccata di Catania dichiarava inammissibile l’appello proposto da A.G. avverso la sentenza della CTP di Catania con cui era stato accolto il ricorso del contribuente relativamente a diverse cartelle di pagamento per tardività del gravame.

Rilevava che la decisione impugnata emessa il 13.10.2016 era stata notificata al contribuente in data 17.10.2017 ben oltre il termine lungo.

Avverso tale sentenza l’Agenzia delle Entrate propone ricorso per cassazione affidato ad un unico motivo con cui si deduce la nullità della sentenza ai sensi dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 4, per violazione dell’art. 327 c.p.c., in combinato disposto con del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 49, nonchè per falsa applicazione del principio di non contestazione.

Si rileva che la CTR sarebbe incorsa in errore ritenendo tardivo l’appello senza considerare che l’Ufficio aveva notificato l’atto in data 25.9.2017 presso lo studio del difensore secondo quanto risultava da interrogazione all’Albo professionale forense effettuata in data 22.9.2017.

Si osserva che l’Ufficio aveva provveduto a rinnovare la notifica presso altro indirizzo in quanto al primo accesso il difensore era risultato irreperibile.

Si evidenzia che diversamente da quanto affermato dalla CTR, l’Agenzia delle entrate con apposita memoria provvedeva a depositare al distinta di spedizione dell’appello al contribuente nonchè copia della cartolina postale prendendo posizione in ordine alla data e al luogo della notifica dell’appello.

Il motivo è fondato.

Giova ricordare che “In caso di notifica di atti processuali non andata a buon fine per ragioni non imputabili al notificante, questi, appreso dell’esito negativo, per conservare gli effetti collegati alla richiesta originaria deve riattivare il processo notificatorio con immediatezza e svolgere con tempestività gli atti necessari al suo completamento, ossia senza superare il limite di tempo pari alla metà dei termini indicati dall’art. 325 c.p.c., salvo circostanze eccezionali di cui sia data prova rigorosa” (Cass. S.U. n. 14594 del 15/07/2016, Cass. n. 19059 del 31/07/2017; 2019 nr 16820).

Ciò posto nel caso in esame la notifica dell’appello avviata presso il difensore R.S.A. in data 25.9.2017 a mezzo del servizio postale, non era andata a buon fine, risultando il destinatario irreperibile per fatto non imputabile all’Ufficio il quale come risulta dalla documentazione prodotta aveva prodotto copia dell’interrogazione dell’Albo forense eseguita in data 22.9.2017. L’agenzia delle Entrate, rilevata l’irreperibilità del difensore, ha rinnovato la notifica dell’appello entro un tempo pari alla metà del termine previsto per proporre appello giacchè l’atto è stato consegnato per la notifica in data 11.10.2017 come risulta dalla distinta di spedizione riprodotta nel corpo del ricorso in ossequio al principio di autosufficienza.

La sentenza va cassata e rinviata alla CTR della Sicilia sez. distaccata di Catania per un nuovo esame e per le spese di legittimità.

P.Q.M.

La Corte accoglie il ricorso; cassa la decisione impugnata e rinvia alla CTR della Sicilia sez. distaccata di Catania per un nuovo esame e per le spese di legittimità.

Così deciso in Roma, il 10 marzo 2021.

Depositato in Cancelleria il 15 aprile 2021

 

 

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