Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 9944 del 15/04/2021

Cassazione civile sez. VI, 15/04/2021, (ud. 28/01/2021, dep. 15/04/2021), n.9944

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE L

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. LEONE Margherita Maria – rel. Presidente –

Dott. ESPOSITO Lucia – Consigliere –

Dott. PONTERIO Carla – Consigliere –

Dott. MARCHESE Gabriella – Consigliere –

Dott. DE FELICE Alfonsina – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 26639-2019 proposto da:

S.P., elettivamente domiciliato presso la cancelleria

della CORTE DI CASSAZIONE, PIAZZA CAVOUR, ROMA, rappresentato e

difeso dall’Avvocato MACELLARO ANTONIO;

– ricorrente-

contro

AREA PROGRAMMA VULTURE ALTO BRADANO, in persona del Commissario

Liquidatore pro tempore, elettivamente domiciliata presso la

cancelleria della CORTE DI CASSAZIONE, PIAZZA CAVOUR, ROMA,

rappresentata e difesa dall’Avvocato RUSSO ENZO;

– controricorrente-

avverso la sentenza n. 304/2018 della CORTE D’APPELLO di POTENZA,

depositata il 14/05/2019;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non

partecipata del 28/01/2021 dal Consigliere Presidente Dott. LEONE

MARGHERITA MARIA.

 

Fatto

RILEVATO

Che:

La Corte di appello di Potenza con sentenza n. 304/2018 aveva rigettato l’appello di S.P. avverso la decisione con la quale il Tribunale aveva a sua volta rigettato la domanda dallo stesso proposta, diretta al riconoscimento del diritto all’inquadramento nel 3 livello CCNL addetti lavoro di sistemazione idraulico-forestale e idraulico-agraria. La Corte territoriale aveva ritenuto non rilevante il giudicato formatosi su precedente sentenza, in tema di riconoscimento del 3 livello in questione, relativamente a contratto a termine 17/7-16/9/2006, essendosi verificata discontinuità tra tale contratto e quelli successivamente intervenuti tra le parti e non essendo stato accertato in concreto lo svolgimento di mansioni superiori rispetto all’inquadramento, poichè il lavoratore per tutto il periodo era stato in distacco sindacale.

Avverso tale statuizione lo S. ha proposto ricorso affidato a un articolato motivo, anche illustrato da successiva memoria, cui ha resistito con controricorso la Comunità Montana del Vulture.

Veniva depositata proposta ai sensi dell’art. 380-bis c.p.c., ritualmente comunicata alle parti unitamente al decreto di fissazione dell’adunanza in camera di consiglio.

Diritto

CONSIDERATO

Che:

1) – Con unico articolato motivo è dedotta la violazione e falsa applicazione di norme di diritto quali l’art. 2103 c.c., L. n. 42 del 1988, art. 9, comma 3, nonchè in relazione al CCNL del 30.4.2009.

Parte ricorrente ha lamentato la mancata applicazione dell’art. 2103 c.c. per la ritenuta discontinuità tra i due rapporti di lavoro intercorsi tra le parti, rispetto alla quale non sarebbe stato dato il corretto rilievo al giudicato costituito dalla sentenza n. 849/2012.

L’inquadramento accertato con quest’ultima decisione, secondo la censura posta, avrebbe dovuto essere mantenuto anche nel successivo contratto, oltre che riconosciuto in base al disposto dall’art. 3 del contratto integrativo regionale del lavoro per i lavoratori addetti alla sistemazione idraulico-agraria e idraulico-forestale.

Il motivo richiama due differenti profili di doglianza, l’uno riferito alla asserita esistenza di un giudicato relativo all’inquadramento del ricorrente, escluso dalla corte territoriale, e l’altro alla derivazione di tale inquadramento da norma contrattuale collettiva.

Con riguardo al primo se ne deve dedurre la carenza della necessaria specificazione poichè, la censura, pur richiamando l’esistenza di un giudicato costituito dalla sentenza n. 849/2012 del Tribunale di Potenza, non ne contiene il testo, necessario al fine di ogni possibile valutazione da parte del Collegio.

Altresì inammissibile risulta anche l’ulteriore punto di motivo di ricorso inerente la mancata applicazione del disposto della norma del contratto collettivo sempre in merito all’inquadramento, poichè la doglianza non si confronta con la decisione assunta dalla corte territoriale che, dopo aver ritenuto esistente una cesura tra i diversi contratti intercorsi tra le parti (ragione di esclusione della valenza del giudicato), ha poi valutato comunque non esperibile l’accertamento delle mansioni di fatto svolte dal ricorrente dopo il 2006 essendo “pacifico e incontestato che per tutto ilo periodo per il quale ha chiesto l’inquadramento nel superiore livello III lo S. non ha effettuato le prestazioni dedotte in contratto nè altre superiori, avendo goduto per tutto il periodo considerato di distacco per lo svolgimento di attività sindacale”.

Rispetto a tale statuizione il ricorrente ha solo richiamato una testimonianza resa all’udienza del 29.1.2016 senza riportarne il contenuto, così incorrendo in difetto di specificazione, e senza veicolare l’eventuale vizio nella sua corretta prospettazione. La censura è pertanto inammissibile.

Il ricorso è per gli esposti motivi, inammissibile.

Le spese del presente giudizio seguono la soccombenza e sono liquidate in favore della controricorrente nella misura di cui al dispositivo.

Sussistono i presupposti per il versamento, da parte del ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato, previsto dal D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1-quater, introdotto dalla L. 24 dicembre 2012, n. 228, art. 1, comma 17 (legge di stabilità 2013).

PQM

La Corte dichiara inammissibile il ricorso; condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali liquidate in E. 1.500,00 per compensi ed E. 200,00 per spese oltre spese generali nella misura del 15% ed accessori di legge.

Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1-quater, dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte del ricorrente dell’ulteriore importo, a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso, a norma dello stesso art. 13, comma 1-bis.

Così deciso in Roma, il 28 gennaio 2021.

Depositato in Cancelleria il 15 aprile 2021

 

 

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