Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 9924 del 26/04/2010

Cassazione civile sez. III, 26/04/2010, (ud. 17/03/2010, dep. 26/04/2010), n.9924

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TERZA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. FILADORO Camillo – Presidente –

Dott. AMENDOLA Adelaide – Consigliere –

Dott. TRAVAGLINO Giacomo – Consigliere –

Dott. LANZILLO Raffaella – rel. Consigliere –

Dott. D’AMICO Paolo – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

sentenza

sul ricorso 7985-2006 proposto da:

P.A., (OMISSIS), PO.GI.,

V.F., elettivamente domiciliati, in ROMA, presso

CANCELLERIA CORTE DI CASSAZIONE, rappresentati e difesi dagli

avvocati PORPORA EUFEMIA, MALAFRONTE ANTONIO giusta delega a margine

del ricorso;

– ricorrenti –

e contro

FONDIARIA SAI ASSIC SPA, A.C.;

– intimati –

avverso la sentenza n. 14/2005 della SEDE DISTACCATA DI TRIBUNALE di

CASTELLAMMARE DI STABIA, emessa il 20/01/2005, depositata il

21/01/2005; R.G.N. 258/C/2003;

udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del

17/03/2010 dal Consigliere Dott. RAFFAELLA LANZILLO;

udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott.

FUCCI Costantino che ha concluso per il rigetto del ricorso.

 

Fatto

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

Con sentenza 20-21 gennaio 2005 n. 14 il Tribunale di Torre Annunziata – respingendo l’appello proposto contro la sentenza emessa in primo grado dal Giudice di pace di Castellammare di Stabia, ha rigettato la domanda proposta da P.A., Po.

G. e V.F. contro A.C. e la s.p.a.

Fondiaria SAI, per ottenere il risarcimento dei danni subiti a seguito di un incidente stradale occorso in (OMISSIS), allorchè la motocicletta di proprietà della P., condotta dal Po., su cui era trasportato il V., era stata investita a tergo da altra motocicletta di proprietà della A. e assicurata con la SAI. Il Tribunale ha ritenuto non provato il fatto che la motocicletta investitrice fosse di proprietà della A. ed assicurata con la SAI. Con atto notificato il 3-4 marzo 2006 gli attori ed appellanti propongono tre motivi di ricorso per cassazione.

Gli intimati non hanno depositato difese.

Diritto

MOTIVI DELLA DECISIONE

1.- Con il primo motivo i ricorrenti denunciano violazione dell’art. 112 cod. proc. civ., nonchè motivazione insufficiente e contraddittoria, per avere la Corte di appello ritenuto non provata la titolarità del rapporto controverso da parte dei convenuti in mancanza di specifica eccezione da parte di questi ultimi.

Assumono che mentre il difetto di legittimazione passiva è rilevabile di ufficio dal giudice, la mancata prova che i convenuti fossero titolari del rapporto controverso (in particolare, che la A. fosse proprietaria del veicolo investitore e che fosse assicurata con la SAI) è questione che attiene al merito della controversia e che il giudice non può rilevare d’ufficio, ma solo a seguito di specifica eccezione sollevata dagli interessati.

1.1.- Il motivo è fondato.

La SAI non risulta avere mai contestato la sua qualità di assicuratrice della motocicletta di proprietà della convenuta, essendosi limitata a svolgere le sue difese sul piano del merito. E lo stesso deve dirsi della A..

I ricorrenti hanno inoltre dedotto di avere prodotto in giudizio, in allegato all’atto di citazione in primo grado, il libretto di circolazione dal quale risulta che la motocicletta investitrice era di proprietà della convenuta: deduzione che trova riscontro nei documenti prodotti.

La sentenza impugnata ha pertanto illegittimamente e senza alcuna motivazione confermato la sentenza di primo grado, nella parte in cui ha ritenuto non provata la legittimazione passiva rectius, la titolarità del rapporto controverso delle parti convenute.

2.- Con il secondo e il terzo motivo i ricorrenti denunciano violazione dell’art. 116 cod. proc. civ. e motivazione illogica, insufficiente o contraddittoria, nella parte in cui la sentenza impugnata ha ritenuto inammissibile la produzione in appello del CID, redatto dai due conducenti in occasione dell’incidente, sebbene le controparti non abbiano sollevato alcuna eccezione in materia, ed ha ritenuto irrilevante il contenuto del documento.

2.1.- I motivi non sono fondati.

Anche in mancanza di eccezione di parte il giudice può dichiarare inammissibili i nuovi mezzi di prova proposti per la prima volta in appello, così come d’ufficio può valutare la sussistenza dei requisiti per la loro ammissibilità, ai sensi dell’art. 345 cod. proc. civ., comma 3.

Spetta infatti al giudice di appello – anche in considerazione delle esigenze di sollecita definizione, di cui all’art. 111 Cost. – il potere di valutare anche direttamente e di ufficio se le nuove produzioni, che la legge dichiara in linea di principio inammissibili in appello, possano o meno essere eccezionalmente ammesse.

Nè i ricorrenti hanno censurato la decisione con cui il giudice di appello ha ritenuto insussistenti i requisiti di ammissibilità della produzione.

Le censure attinenti alla motivazione con cui la sentenza impugnata ha ritenuto irrilevante il contenuto del CID risultano assorbite.

4.- In accoglimento del primo motivo di ricorso, la sentenza impugnata deve essere cassata, con rinvio della causa al Tribunale di Torre Annunziata, in diversa composizione, affinchè decida la controversia nel merito, uniformandosi ai principi sopra enunciati.

5.- Il giudice di rinvio deciderà anche sulle spese del presente giudizio.

PQM

La Corte di cassazione accoglie il primo motivo di ricorso e rigetta il secondo e il terzo motivo.

Cassa la sentenza impugnata in relazione al motivo accolto e rinvia la causa al Tribunale di Torre Annunziata, in diversa composizione, che deciderà anche sulle spese del giudizio di cassazione.

Così deciso in Roma, il 17 marzo 2010.

Depositato in Cancelleria il 26 aprile 2010

 

 

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