Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 9914 del 19/04/2017


Clicca qui per richiedere la rimozione dei dati personali dalla sentenza

Cassazione civile, sez. II, 19/04/2017, (ud. 08/03/2017, dep.19/04/2017),  n. 9914

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SECONDA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. MIGLIUCCI Emilio – Presidente –

Dott. ORILIA Lorenzo – Consigliere –

Dott. FEDERICO Guido – rel. Consigliere –

Dott. CRISCUOLO Mauro – Consigliere –

Dott. BESSO MARCHEIS Chiara – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

SENTENZA

sul ricorso 320/2013 proposto da:

R.R., (OMISSIS), elettivamente domiciliato in ROMA, VIA

SANT’EVARISTO 157, presso lo studio dell’avvocato ANDREA ASSOGNA,

che lo rappresenta e difende;

– ricorrente –

contro

C.M., R.V., elettivamente domiciliati in ROMA, V.LE

G. MAZZINI 55, presso lo studio dell’avvocato ROBERTO MASTROSANTI,

che li rappresenta e difende unitamente all’avvocato GIOVANNI ZAULI;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 1094/2012 della CORTE D’APPELLO di BOLOGNA,

depositata il 27/07/2012;

udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del

08/03/2017 dal Consigliere Dott. GUIDO FEDERICO;

udito il P.M., in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott.

SGROI Carmelo, che ha concluso per il rigetto del ricorso.

Fatto

ESPOSIZIONE DEL FATTO

Con atto di citazione ritualmente notificato, R.V. e C.M., premesso di essere comproprietari della strada privata (OMISSIS), su cui il Comune di (OMISSIS) era titolare di una servitù pubblica di passaggio, convennero innanzi al Tribunale di Forlì R.R. e S.C., per sentir dichiarare l’illegittimità del provvedimento con cui il Comune di Forlimpopoli aveva autorizzato i convenuti all’apertura di un passo carraio sulla via su menzionata, con conseguente disapplicazione del provvedimento e revoca dell’autorizzazione al passo carraio, e condanna dei convenuti al ripristino dello stato dei luoghi ed al risarcimento dei danni

Il Tribunale di Forlì, espletata ctu, rigettò le domande degli attori per carenza di interesse ad agire e li condannò alla rifusione delle spese di lite.

La Corte d’Appello di Bologna, in riforma della sentenza di primo grado, ritenuto l’interesse ad agire dei signori R. e C., in qualità di comproprietari della strada privata su cui era stato costituito il passo carraio, riteneva, nel merito, la fondatezza della domanda, dovendo escludersi che il Comune, titolare di una mera servitù di passaggio su detta area, avesse il potere di concedere al singolo utente poteri particolari su una porzione di detta area.

La Corte rilevava altresì la carenza di legittimazione passiva di S.C., la quale non era proprietaria dell’immobile a servizio del quale era stato realizzato il passo carraio.

Per la cassazione di detta sentenza ha proposto ricorso per cassazione, sulla base di due motivi, R.R..

C.M. e R.V. hanno resistito con controricorso ed hanno altresì depositato, in prossimità dell’odierna udienza memoria ex art. 378 c.p.c..

Diritto

CONSIDERATO IN DIRITTO

Con il primo motivo il ricorrente denunzia la violazione dell’art. 100 c.p.c., in relazione all’art. 360 c.p.c., n. 3), lamentando la carenza di interesse ad agire dei resistenti, i quali non erano riusciti a provare il pregiudizio al loro diritto di comproprietà sull’area in oggetto, derivante dall’apertura del passo carraio, rilevando che detta area era segnata da una serie di passi carrai di accesso alle costruzioni dei frontisti, tra i quali quello per cui è causa.

Con il secondo motivo si denunzia l’omessa, insufficiente e contraddittoria motivazione circa un fatto controverso e decisivo per il giudizio avuto riguardo alla sussistenza dell’interesse ad agire in capo ai comproprietari della strada privata per cui è causa, per aver omesso di rilevare che nel caso di specie su detta strada si aprono ampi spazi adibiti a parcheggi, estesi per superfici notevoli.

Il ricorrente rileva inoltre che gli odierni non hanno mai specificato in cosa consistesse il loro pregiudizio, trattandosi di pregiudizio meramente eventuale.

I motivi che, in quanto connessi, vanno unitariamente esaminati, sono destituiti di fondamento.

Conviene premettere che l’accertamento dell’interesse ad agire, inteso quale esigenza di provocare l’intervento degli organi giurisdizionali per conseguire la tutela di un diritto o di una situazione giuridica, deve compiersi con riguardo all’utilità del provvedimento giudiziale richiesto rispetto alla lesione denunziata, in quanto il soggetto che agisce in giudizio dev’essere titolare dell’interesse, attuale e concreto, ad ottenere un risultato utile, giuridicamente rilevante e non conseguibile se non con l’intervento del giudice (Cass. 16162/2015).

Tali elementi sono ravvisabili nel caso di specie.

Ed invero, incontroversa la qualità di comproprietari dell’area degli odierni resistenti, sussiste interesse concreto ed attuale in capo agli stessi ad opporsi a divieti e limitazioni all’uso dell’area comune, quale la costituzione di un passo carraio gravante su una porzione dell’area medesima, ulteriori rispetto alla servitù pubblica cui il bene è assoggettato.

Tale limitazione comporta infatti una compressione del loro diritto, in virtù di un peso che non risulta giustificato da alcun titolo, attesa la illegittimità del passo carraio disposto dal Comune su una strada privata, essendo il relativo potere concessorio incompatibile con il diritto dominicale del privato.

L’interesse ad agire comporta la verifica sull’idoneità della pronuncia richiesta a spiegare un effetto utile alla parte istante, dovendo escludersi soltanto nel caso in cui la decisione risulterebbe priva di conseguenze giuridicamente apprezzabili in relazione alla situazione giuridica fatta valere in giudizio (Cass. 7635/2006).

La sussistenza di tale requisito, in presenza di un risultato utile e giuridicamente rilevante comunque conseguito, non può dunque ritenersi esclusa per il carattere selettivo dell’azione giudiziale, avente ad oggetto soltanto talune situazioni pregiudizievoli, non potendo evidentemente sindacarsi la scelta delle modalità ed ampiezza dell’esercizio del proprio diritto da parte del soggetto titolare.

Non rileva dunque l’esistenza di altri parcheggi o altri passi carrai nell’area in oggetto, in quanto tale situazione di fatto, non è di per sè idonea a fare venire meno l’interesse alla rimozione della specifica limitazione oggetto dell’azione esercitata nel presente giudizio.

Il ricorso va dunque respinto ed il ricorrente va condannato alla refusione delle spese del presente giudizio, che si liquidano come da dispositivo.

PQM

La Corte respinge il ricorso.

Condanna il ricorrente alla refusione delle spese del presente giudizio che liquida in Euro 2.200 di cui Euro 200,00 per rimborso spese vive, oltre a rimborso forfettario spese generali in misura del 15% ed accessori di legge.

Così deciso in Roma, il 8 marzo 2017.

Depositato in Cancelleria il 19 aprile 2017

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA