Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 9894 del 05/05/2011

Cassazione civile sez. trib., 05/05/2011, (ud. 30/03/2011, dep. 05/05/2011), n.9894

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. LUPI Fernando – Presidente –

Dott. PERSICO Mariaida – Consigliere –

Dott. DIDOMENICO Vincenzo – Consigliere –

Dott. DI BLASI Antonino – Consigliere –

Dott. CIRILLO Ettore – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

sentenza

sul ricorso 13884-2006 proposto da:

AGENZIA DELLE ENTRATE in persona del Direttore pro tempore,

elettivamente domiciliato in ROMA VIA DEI PORTOGHESI 12, presso

l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che lo rappresenta e difende ope

legis;

– ricorrente –

contro

FALLIMENTO F.LLI TEDALDI DI TEDALDI GIUSEPPE SNC;

– intimato –

avverso la sentenza n. 69/2005 della COMM. TRIB. REG. di GENOVA,

depositata il 05/04/2005;

udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del

30/03/2011 dal Consigliere Dott. ETTORE CIRILLO;

udito per il ricorrente l’Avvocato RANUCCI, che ha chiesto

l’accoglimento;

udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott.

BASILE Tommaso, che ha concluso per il rigetto del ricorso.

Fatto

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

Con sentenza n. 69 del 5 aprile 2005 (dec. 15 novembre 2004), la commissione tributaria regionale della Liguria ha rigettato l’appello proposto dall’Agenzia delle entrate nei confronti della curatela del fallimento FRATELLI TEBALDI s.n.c. di Tebaldi G., confermando l’annullamento delle sanzioni per mancato versamento dell’IVA (marzo, maggio, giugno, novembre 1988), irrogate con avviso notificato il 10 gennaio 1995. Ha motivato la decisione ritenendo che, al momento delle notifica dell’avviso, fosse già spirato il 31 dicembre 1994 il termine quinquennale di decadenza previsto dal D.P.R. n. 633 del 1972, art. 58 e che non operasse la proroga biennale, sino al 31 dicembre 1996, introdotta dalla L. n. 413 del 1991, art. 57, comma 2.

In data 20/28 aprile 2006 l’Agenzia delle entrate ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza del 15 novembre 2004 e depositata il 5 aprile 2005, ma indicata come n. 70/04/04; la curatela non si è costituita.

Diritto

MOTIVI DELLA DECISIONE

01. In rito, si rileva che l’erronea indicazione del numero della sentenza impugnata non è causa d’inammissibilità del ricorso per cassazione (Sez. U, Sentenza n. 15603 del 10/12/2001); peraltro, nonostante l’errore, il ricorso dell’Agenzia fornisce elementi sufficienti per individuare senza possibilità di equivoci la sentenza impugnata (cfr. Sez. 50, Sentenza n. 7053 del 24/03/2009).

02. Nel merito, con il primo motivo, la ricorrente denuncia violazione e falsa applicazione della L. n. 413 del 1991, art. 57, comma 2, in relazione all’art. 360 c.p.c., n. 3. Sostiene, richiamando il dato testuale della disposizione invocata “I termini per l’accertamento relativamente ai periodi di imposta per i quali può essere presentata dichiarazione integrativa che non siano scaduti alla data del 31 dicembre 1991, sono prorogati di due anni nei confronti dei soggetti che non hanno presentato la predetta dichiarazione. Relativamente ai tributi di cui all’art. 53, comma 1 sono altresì sospesi, sino al 31 dicembre 1993, i termini di prescrizione e di decadenza riguardanti la riscossione delle imposte complementari e suppletive diversi da quelli di cui al D.L. 2 marzo 1989, n. 69, art. 19 convertito, con modificazioni, nella L. 27 aprile 1989, n. 154”, che la proroga dei termini si riferisce a tutte le fattispecie di condono, ivi comprese quelle riguardanti le sanzioni contemplate nell’art. 62-bis della Legge stessa che riguarda le sanzioni amministrative di cui al D.P.R. n. 633 del 1972.

Il motivo è fondato.

03. Questa Sezione, con orientamento meritevole di ulteriore continuità in tema di condono fiscale, ha ripetutamente stabilito che la proroga dei termini per l’accertamento, prevista dalla L. 30 dicembre 1991, n. 413, art. 57, comma 2, in quanto volta a liberare temporaneamente risorse umane e materiali in vista del maggior carico di lavoro connesso alla gestione amministrativa del condono, trova applicazione anche alle sanzioni irrogabili per violazioni che non diano luogo a rettifica o ad accertamento: essendo tali sanzioni suscettibili di definizione agevolata, sono infatti configurabili anche rispetto ad esse le ragioni che giustificano detta proroga, consistenti nel dilatare i tempi dell’attività accertativa, affinchè quella del condono appaia ai contribuenti come la scelta più rassicurante (e certa) per giungere ad una conveniente definizione delle pendenze (Sez. 5, Sentenza n. 2461 del 05/02/2007;

cfr. Sez. 5, Sentenza n. 1551 del 24/01/2007).

04. L’avviso notificato alla curatela della soc. contribuente il 10 gennaio 1995 è dunque tempestivo poichè al momento della notifica dell’avviso, non era affatto spirato il termine quinquennale di decadenza previsto dal D.P.R. n. 633 del 1972, art. 58, 31 dicembre dell’anno successivo a quello (1988) in cui è avvenuta la violazione, operando la proroga legale di due anni, sino al 31 dicembre 1996.

05. L’accoglimento del primo motivo assorbe il secondo (che tratta le stesse questioni quali vizi motivazionali) e, non essendovi necessità di ulteriori accertamenti, consente ex art. 384 c.p.c. la reiezione del ricorso introduttivo, in quanto questo è basato solo sull’erroneo rilievo della tardiva irrogazione delle sanzioni (v. la narrativa della sentenza d’appello).

06. Le spese del giudizio di legittimità seguono la soccombenza e sono liquidate in dispositivo; nell’evoluzione della vicenda processuale nel doppio grado di merito si ravvisano giusti motivi per compensare le relative spese.

P.Q.M.

La Corte accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e, decidendo nel merito, rigetta il ricorso introduttivo;

condanna la parte contribuente al pagamento delle spese del presente giudizio di legittimità, liquidate in Euro 3.500 per onorario, oltre alle spese prenotate a debito; compensa le spese dei gradi di merito.

Così deciso in Roma, il 30 marzo 2011.

Depositato in Cancelleria il 5 maggio 2011

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