Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 9820 del 24/04/2010

Cassazione civile sez. II, 24/04/2010, (ud. 12/11/2009, dep. 24/04/2010), n.9820

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SECONDA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. SETTIMJ Giovanni – President – –

Dott. PETITTI Stefano – Consiglie – –

Dott. PARZIALE Ippolisto – rel. Consiglie – –

Dott. D’ASCOLA Pasquale – Consiglie – –

Dott. DE CHIARA Carlo – Consiglie – –

ha pronunciato la seguente:

sentenza

sul ricorso 30414-2006 proposto da:

POLIZIA DI STATO in persona del legale rappresentante, elettivamente

domiciliata in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI 12, presso l’AVVOCATURA

GENERALE DELLO STATO, che la rappresenta e difende, ope legis;

– ricorrente –

contro

C.A.;

– intimata –

avverso la sentenza n. 353/2005 del GIUDICE DI PACE di SAN DONA’ DI

PIAVE del 31.1.05, depositata il 25/08/2005;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

12/11/2009 dal Consigliere Relatore Dott. IPPOLISTO PARZIALE. E’

presente il P.G. in persona del Dott. PIERFELICE PRATIS, che si

riporta alle conclusioni scritte.

 

Fatto

FATTO E DIRITTO

Parte ricorrente, la Polizia di Stato, rappresentata dall’Avvocatura generale dello Stato, che sana ogni vizio di legittimazione, impugna la sentenza n. 353 del 2005 del Giudice di Pace di San Dona’ di Piave depositata il 25 agosto 2005 con la quale veniva accolta l’opposizione proposta dall’odierna intimata, C.A., avverso il verbale di accertamento n. (OMISSIS) del 2004 della Polizia stradale di Venezia per la violazione dell’art. 142 C.d.S., commi 1 e 9 con sanzione di Euro 343,35, accertata tramite telelaser.

Il Giudice di Pace, in relazione all’unico motivo di opposizione dedotto relativo all’affidabilita’ dell’accertamento in relazione alla strumentazione adottata, riteneva fondata l’opposizione non ritenendo idoneo il telelaser per non esser stato rispettato il dettato dell’art. 345 reg. esec. C.d.S. per non essere tali apparecchiature costruite in modo da consentire di accertare la violazione in modo chiaro.

La ricorrente formula un unico motivo con quale deduce violazione falsa applicazione dell’art. 142 C.d.S. con riferimento all’art. 345 reg. C.d.S., osservando che lo strumento utilizzato telelaser LT1 20- 20 risulta regolarmente omologato e idoneo ai sensi di legge.

Parte intimata non ha svolto attivita’ difensiva in questa sede.

Attivatasi procedura ex art. 375 c.p.c., il Procuratore Generale invia requisitoria scritta nella quale conclude con richiesta di trattazione del ricorso in pubblica udienza.

Non sono state depositate memorie.

Occorre rilevare che tali conclusioni della Procura Generale non ostano alla pronuncia in camera di consiglio. Infatti, l’inammissibilita’ della pronuncia in camera di consiglio e’ ravvisabile solo ove la Corte ritenga che non ricorrano le ipotesi di cui all’art. 375 c.p.c., commi 1 e 2, oppure emergano condizioni incompatibili con una trattazione abbreviata. In tali casi la causa deve essere rinviata alla pubblica udienza. Nel caso in cui, invece, la Corte ritenga, come nella specie, che la decisione del ricorso presenta aspetti di evidenza compatibili con l’immediata decisione, puo’ pronunciarsi la manifesta infondatezza o la manifesta fondatezza dell’impugnazione, anche ove le conclusioni del pubblico ministero siano, all’opposto, per la trattazione in pubblica udienza (Cass. 2007 n. 23842; Cass. 2007, n. 1255).

Il ricorso e’ fondato e va accolto, anche per il carattere apodittico della motivazione.

Questa Corte ha, infatti, avuto piu’ volte occasione di affermare la legittimita’ dell’accertamento a distanza tramite l’apparecchiatura in questione, regolarmente omologata (cfr., tra le altre, Cass. 2006 n. 15324; Cass. 2006 n. 9532; Cass. 2005 n. 16143; Cass. 2005 n. 943). 11 ricorso va accolto, il provvedimento impugnato cassato, e la causa va rimessa per nuovo esame, residuando altri motivi di opposizione non esaminati, ad altro giudice del merito pari ordinato, che si indica in diverso magistrato dello stesso ufficio, cui e’ anche demandato, ex art. 385 c.p.c., di pronunziare sulle spese del giudizio di legittimita’.

PQM

LA CORTE accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e rinvia ad altro magistrato dello stesso ufficio (Giudice di Pace di San Dona’ di Piave), che decidera’ anche sulle spese.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio, il 12 novembre 2009.

Depositato in Cancelleria il 24 aprile 2010

 

 

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