Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 9796 del 23/04/2010

Cassazione civile sez. I, 23/04/2010, (ud. 20/01/2010, dep. 23/04/2010), n.9796

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE PRIMA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. ADAMO Mario – President – –

Dott. SALME’ Giuseppe – Consiglie – –

Dott. ZANICHELLI Vittorio – rel. Consiglie – –

Dott. SCHIRO’ Stefano – Consiglie – –

Dott. DIDONE Antonio – Consiglie – –

ha pronunciato la seguente:

ordinanza

sul ricorso proposto da:

A.A.M., con domicilio eletto in Roma, via Quintilio varo

n. 133, presso l’Avv. Giuliani Angelo che la rappresenta e difende

come da procura a margine del ricorso;

– ricorrente –

contro

PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI;

– intimata –

per la cassazione del decreto della Corte d’appello di Roma

depositato il 17 maggio 2006.

Udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

giorno 20 gennaio 2010 dal Consigliere relatore Dott. Vittorio

Zanichelli.

 

Fatto

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

A.A.M. ricorre per cassazione nei confronti del decreto in epigrafe della Corte d’appello che, liquidando Euro 1.200, ha accolto parzialmente il suo ricorso con il quale e’ stata proposta domanda di riconoscimento dell’equa riparazione per violazione dei termini di ragionevole durata del processo svoltosi avanti al TAR del Lazio dal 2 settembre 1999 al 28 febbraio 2004.

L’intimata Amministrazione non ha proposto difese.

La causa e’ stata assegnata alla camera di consiglio in esito al deposito della relazione redatta dal Consigliere Dott. Alberto Giusti con la quale sono stati ravvisati i presupposti di cui all’art. 375 c.p.c..

Diritto

MOTIVI DELLA DECISIONE

La relazione depositata e’ del seguente letterale tenore:

“Il decreto impugnato ha accolto la domanda di equo indennizzo per danno non patrimoniale nella misura dianzi specificata avendo accertato (per un giudizio iniziato nel settembre 1999 e deciso con sentenza del febbraio 2004) una durata irragionevole del processo di primo grado di oltre un anno, sulla base di una ritenuta durata ragionevole di anni tre.

Il primo motivo – con il quale ci si duole della insufficiente liquidazione del danno non patrimoniale – appare manifestamente fondato, atteso che, a fronte di un’eccedenza di un anno e cinque mesi rispetto alla durata ragionevole di tre anni, la Corte territoriale liquida complessivamente 1.200 Euro, discostandosi, senza darne alcuna motivazione, dal parametro minimo di Euro 1.000 per anno di ritardo.

Il secondo motivo – relativo alla decorrenza degli interessi legali – appare del pari manifestamente fondato, giacche’, per costante giurisprudenza di questa Corte (Sez. 1^, 17 febbraio 2003, n. 2382;

Sez. 1^, 27 gennaio 2004, n. 1405), gli interessi sulla somma liquidata a titolo di equa riparazione per superamento della ragionevole durata del processo ai sensi della L. 24 marzo 2001, n. 89, vanno riconosciuti dal momento della domanda azionata dinanzi alla corte d’appello, non gia’ a decorrere dal decreto della corte d’appello.

Il terzo motivo, concernente l’entita’ delle spese liquidate dalla Corte territoriale, resta assorbito, dovendosi procedere ad una nuova liquidazione per effetto dell’accoglimento del ricorso”.

Ritiene il Collegio di poterla condividere laddove evidenzia la fondatezza della censura relativa alla decorrenza degli interessi.

Per quanto attiene, invece, alla quantificazione del danno, operata dal giudice del merito in Euro 1.200 per un anno e sei mesi di durata eccedente quella ragionevole di tre anni, deve osservarsi che secondo giurisprudenza della Corte (Sez. 1^, 14 ottobre 2009, n. 21840) l’importo dell’indennizzo puo’ essere ridotto ad una misura inferiore (Euro 750 per anno) a quella del parametro minimo indicato nella giurisprudenza della Corte Europea (che e’ pari a Euro 1.000 in ragione d’anno) per i primi tre anni di durata eccedente quella ritenuta ragionevole in considerazione del limitato patema d’animo che consegue all’iniziale modesto sforamento mentre per l’ulteriore periodo deve essere applicato il richiamato parametro. Poiche’ dunque l’importo liquidato e’ superiore a quello risultante dall’applicazione degli enunciati criteri (Euro 1.125) la censura deve essere rigettata.

L’impugnato decreto deve dunque essere cassato il relazione al motivo accolto e la Presidenza del Consiglio dei Ministri condannata alla corresponsione degli interessi in misura legale sulla somma liquidata dalla data della domanda al saldo nonche’ alla rifusione delle spese del giudizio di merito che si liquidano come in dispositivo.

Il parziale accoglimento del ricorso giustifica la compensazione per un mezzo delle spese di questa fase.

P.Q.M.

la Corte accoglie il ricorso nei limiti di cui in motivazione, cassa in parte qua il decreto impugnato e, decidendo nel merito, condanna la Presidenza del Consiglio dei Ministri al pagamento degli interessi in misura legale dalla data della domanda al saldo, nonche’ al pagamento delle spese del giudizio di merito che liquida in complessivi Euro 825, di cui Euro 280 per diritti e Euro 445 per onorari, oltre spese generali e accessori di legge; compensa per un mezzo le spese di questa fase, che per l’intero liquida in complessivi Euro 525, di cui Euro 425 per onorari, oltre spese generali e accessori di legge e condanna l’Amministrazione al pagamento del residuo; spese distratte in favore del difensore antistatario.

Così deciso in Roma, il 20 gennaio 2010.

Depositato in Cancelleria il 23 aprile 2010

 

 

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA