Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 9769 del 14/04/2021

Cassazione civile sez. VI, 14/04/2021, (ud. 23/02/2021, dep. 14/04/2021), n.9769

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE T

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. MOCCI Mauro – Presidente –

Dott. ESPOSITO Antonio Francesco – Consigliere –

Dott. CONTI Roberto Giovanni – rel. Consigliere –

Dott. CAPRIOLI Maura – Consigliere –

Dott. RAGONESI Vittorio – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 12638-2019 proposto da:

AGENZIA DELLE ENTRATE, (OMISSIS), in persona del Direttore pro

tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI 12,

presso AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che la rappresenta e

difende, ope legis;

– ricorrente –

contro

LA POSITANO EXPRESS di C.S. & C. SNC, in persona del

legale rappresentante pro tempore, elettivamente domiciliata in

ROMA, VIA F. CESI N. 21, presso lo studio dell’Avvocato EDOARDO

FERRAGINA, rappresentata e difesa dall’Avvocato PASQUALE AMODIO;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 9483/2/2018 della COMMISSIONE TRIBUTARIA

REGIONALE DELLA CAMPANIA, depositata il 06/11/2018;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non

partecipata del 23/02/2021 dal Consigliere Relatore Dott. ROBERTO

GIOVANNI CONTI.

 

Fatto

FATTI E RAGIONI DELLA DECISIONE

La CTR della Campania, con la sentenza indicata in epigrafe, ha accolto l’appello proposto dalla società La Positano Express di C.S. e c s.n.c., annullando l’avviso di accertamento emesso a carico del contribuente per la ripresa a tassazione di IRPEF, IVA e IRAP per l’anno 2010.

Secondo la CTR l’Ufficio aveva emesso l’avviso in data 8.7.2015 e dunque il giorno successivo a quello in cui era stato esitato il verbale di contraddittorio, senza rispettare il termine di cui alla L. n. 212 del 2000, art. 12, comma 7, nemmeno risultando agli atti alcuna giustificazione in ordine alle eventuali ragioni di urgenza.

L’Agenzia delle entrate ha proposto ricorso per cassazione, affidato ad un motivo, al quale la società La Positano express ha resistito con controricorso.

Con l’unico motivo proposto l’Agenzia deduce la violazione della L. n. 212 del 2000, art. 12, comma 7. Il giudice di appello avrebbe erroneamente applicato la garanzia di cui all’art. 12, comma 7, ult. cit. malgrado non vi fosse stato alcun accesso nei locali dell’impresa, avendo l’Ufficio proceduto alla richiesta di documenti avvenuta in data 19.3.2015, alla quale era seguita la consegna degli stessi con verbale redatto il 7.7.2015 nel contraddittorio delle parti. Secondo l’Agenzia non vi sarebbe stato, dunque, alcun accesso presso i locali dell’impresa, la quale, peraltro, non aveva fornito la prova c.d. di resistenza.

La censura è fondata.

Ed invero, le Sezioni Unite di questa Corte hanno chiarito che in tema di diritti e garanzie del contribuente sottoposto a verifiche fiscali, l’Amministrazione finanziaria è gravata di un obbligo generale di contraddittorio endoprocedimentale, la cui violazione comporta l’invalidità dell’atto, purchè il contribuente abbia assolto all’onere di enunciare in concreto le ragioni che avrebbe potuto far valere e non abbia proposto un’opposizione meramente pretestuosa, esclusivamente per i tributi “armonizzati”, mentre, per quelli “non armonizzati”, non è rinvenibile, nella legislazione nazionale, un analogo generalizzato vincolo, sicchè esso sussiste solo per le ipotesi in cui risulti specificamente sancito – cfr. Cass., S.U., n. 24823/2015 -.

A tale principio non risulta se la CTR abbia dato continuità, ove si consideri che nella parte espositiva la stessa ha fatto riferimento ad un accesso breve – cfr. pag.1, 2Arigo sent. CTR -, benchè la ricorrente abbia dedotto che non vi sarebbe stato alcun accesso, ma unicamente la consegna di documenti in seguito all’invito notificato alla parte contribuente.

Per altro verso, la sentenza impugnata non ha nemmeno esaminato l’esistenza, quanto al tributo IVA, pure oggetto di verifica- come risulta dall’intestazione della sentenza qui gravata-, se la violazione del detto principio del contraddittorio (applicabile in ogni caso in presenza di un tributo armonizzato) avesse prodotto l’invalidità del provvedimento in relazione alla prova eventualmente fornita dal contribuente circa il fatto che il rispetto dello stesso avrebbe condotto ad un risultato diverso, quindi un pregiudizio concreto al proprio diritto di difesa (cd. prova di resistenza).

Sulla base di tali considerazioni il ricorso va accolto e la sentenza impugnata va cassata, con rinvio ad altra sezione della CTR Campania anche per la liquidazione delle spese del giudizio di legittimità.

P.Q.M.

Accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e rinvia ad altra sezione della CTR Campania anche per la liquidazione delle spese del giudizio di legittimità.

Così deciso in Roma, il 23 febbraio 2021.

Depositato in Cancelleria il 14 aprile 2021

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