Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 9746 del 04/05/2011

Cassazione civile sez. I, 04/05/2011, (ud. 18/01/2011, dep. 04/05/2011), n.9746

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE PRIMA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. MACIOCE Luigi – Presidente –

Dott. DOGLIOTTI Massimo – rel. Consigliere –

Dott. RAGONESI Vittorio – Consigliere –

Dott. GIANCOLA Maria Cristina – Consigliere –

Dott. CAMPANILE Pietro – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

sentenza

sul ricorso 2262/2008 proposto da:

M.M. (c.f. (OMISSIS)), elettivamente

domiciliata in ROMA, VIA GIULIA DI COLLOREDO 46, presso l’avvocato DE

PAOLA Gabriele, che la rappresenta e difende, giusta procura in calce

al ricorso;

– ricorrente –

contro

MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE, PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI

MINISTRI, in persona dei rispettivi Ministro e Presidente pro

tempore, domiciliati in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI 12, presso

l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che li rappresenta e difende ope

legis;

– controricorrenti –

avverso il decreto della CORTE D’APPELLO di PALERMO, depositato il

14/12/2006; n. 469/06 R.G.V.G.;

udita la relazione della causa svolta nella Pubblica udienza del

18/01/2011 dal Consigliere Dott. MASSIMO DOGLIOTTI;

udito, per la ricorrente, l’Avvocato CAMPISI, con delega, che ha

chiesto l’accoglimento del ricorso;

udito il P.M., in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott.

APICE Umberto, che ha concluso per l’accoglimento per quanto di

ragione limitatamente alla compensazione delle spese.

Fatto

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

Con ricorso ritualmente depositato, M.M. impugnava il decreto della Corte d’Appello di Palermo del 07/12/2006, che aveva condannato la Presidenza del Consiglio dei Ministri, al pagamento di somma in suo favore, quale equa riparazione del danno morale per irragionevole durata di procedimento, in punto determinazione del quantum e liquidazione delle spese giudiziali.

Resiste con controricorso la Presidenza del Consiglio dei Ministri.

La ricorrente ha depositato memoria per l’udienza.

Diritto

MOTIVI DELLA DECISIONE

Il Giudice a quo ha correttamente considerato il periodo di ragionevole durata del procedimento, quello eccedente, e ha determinato il danno morale in conformità ai parametri CEDU e alla giurisprudenza di questa Corte (Euro 2.000,00; procedimento presupposto davanti alla Corte dei Conti: Agosto 1998 – Aprile 2005;

durata ragionevole: tre anni), considerando che la ricorrente non ha presentato istanza di prelievo.

Va invece accolto il presente ricorso in punto spese giudiziali. Il Giudice a quo le ha compensate integralmente, in modo non corretto, sulla base di un mero richiamo alla mancata opposizione del Ministero. Esse dovranno essere poste a carico dell’Amministrazione e riliquidate in conformità alle tariffe professionali, e tenendo conto dell’inderogabilità dei relativi minimi.

Va cassato il decreto impugnato e, decidendo nel merito, può procedersi ad una condanna alle spese, a carico dell’amministrazione, che saranno riliquidate come indicato in dispositivo.

Il tenore della decisione richiede che le spese del presente giudizio siano per metà compensate e per metà poste a carico dell’Amministrazione.

P.Q.M.

La Corte accoglie il secondo motivo del ricorso e rigetta il primo;

cassa il provvedimento impugnato e condanna l’amministrazione al pagamento delle spese del giudizio di merito,che liquida in Euro 500,00 per onorari, Euro 311,00 per diritti ed Euro 50,00 per esborsi, oltre spese generali ed accessori di legge; per il presente giudizio di legittimità, compensa le spese tra le parti in ragione di metà e condanna l’Amministrazione al pagamento della restante metà, liquidandole per l’intero in Euro 700,00 per onorari ed Euro 100,00 per esborsi, oltre spese generali ed accessori di legge.

Così deciso in Roma, il 18 gennaio 2011.

Depositato in Cancelleria il 4 maggio 2011

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