Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 9683 del 23/04/2010

Cassazione civile sez. trib., 23/04/2010, (ud. 17/03/2010, dep. 23/04/2010), n.9683

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. D’ALESSANDRO Paolo – Presidente –

Dott. DI IASI Camilla – Consigliere –

Dott. IACOBELLIS Marcello – Consigliere –

Dott. DI BLASI Antonino – rel. Consigliere –

Dott. SCARANO Luigi Alessandro – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ordinanza

sul ricorso proposto da:

TUTTO LEGNO di BADANO & C. SNC con sede in (OMISSIS), in persona

del

legale rappresentante pro tempore sig.ra B.D.,

rappresentata e difesa, giusta procura in calce al ricorso, dagli

Avv.ti ODINO Luigi, Gianni Marongiu e Francesco D’Ayala Valva,

elettivamente domiciliata nello studio di quest’ultimo in Roma, Viale

dei Parioli, 43;

– ricorrente –

contro

COMUNE DI GENOVA, in persona del Sindaco pro tempore, rappresentato e

difeso, giusta delega a margine del controricorso, dagli Avv.ti ODONE

Edda e Gabriele Pafundi, elettivamente domiciliato nello studio del

secondo in Roma, Viale Giulio Cesare n. 14/4 sc. A;

– controricorrente –

e

EQUITALIA POLIS SPA, Agente della riscossione per la provincia di

Genova, in persona del legale rappresentante pro tempore;

– intimata –

avverso la sentenza n. 46 della Commissione Tributaria Regionale di

Genova – Sezione n. 03, in data 17/03/2008, depositata il 19

settembre 2008.

Udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio del

17 marzo 2010 dal Relatore Dott. Antonino Di Blasi;

Presente il P.M., Dr. IANNELLI Domenico.

 

Fatto

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO e MOTIVI DELLA DECISIONE

La Corte:

Considerato che nel ricorso iscritto al n. 1191/2009 R.G., è stata depositata in cancelleria la seguente relazione:

“1 – E’ chiesta la cassazione della sentenza n. 46, pronunziata dalla C.T.R. di Genova, Sezione n. 03, il 17.03.2008 e DEPOSITATA il 19 settembre 2008. Con tale decisione, la C.T.R., ha accolto l’appello del Comune di Genova, riformando la decisione di primo grado, che aveva riconosciuto la fondatezza del ricorso ed annullato l’atto impositivo.

Il ricorso, che attiene ad impugnazione di avviso di accertamento TARSU per gli anni 2002 e 2003, è affidato a tre mezzi, con i quali si deduce la violazione e falsa applicazione dell’art. 19 e, sotto un duplice profilo, del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 62, del D.Lgs. n. 507 del 1993, art. 69 e del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 62.

2 – Il Comune controricorrente, con atto notificato il 13-14 febbraio 2009, ha chiesto il rigetto del ricorso.

3 – La CTR ha accolto l’appello del Comune di Genova e confermato l’avviso di accertamento impugnato, esprimendo, implicitamente, condivisione verso quell’orientamento giurisprudenziale (Cass. n. 5732/2007) secondo cui in caso di accertata illegittimità di una delibera tariffaria, per principio generale, non può conseguire la liberazione del contribuente dall’obbligo fiscale, bensì l’applicazione della previgente tariffa regolarmente approvata, ed argomentando, coerentemente, che, nel caso, il venire meno dell’atto amministrativo presupposto, avrebbe potuto incidere solo sulla misura della tariffa da applicare.

4 – Ai quesiti posti a conclusione dei mezzi, può rispondersi richiamando, anzitutto, il consolidato orientamento giurisprudenziale secondo cui il principio di autonomia delle singole giurisdizioni in materia di verifica della validità degli atti amministrativi non esclude che il giudice tributario, dinnanzi al quale sia stata prospettata l’illegittimità di un atto costituente presupposto di quello impositivo, possa disporre la sospensione del processo, nel caso in cui la medesima questione formi oggetto di uno specifico giudizio pendente dinnanzi al giudice amministrativo; qualora poi, indipendentemente dalla sospensione, sia intervenuta al riguardo una pronuncia del giudice amministrativo, la stessa, soprattutto se passata in giudicato, non può non svolgere effetto vincolante nel processo tributario, non ostandovi il dovere-potere del giudice tributario, non fornito di giurisdizione in via principale, di verificare in via incidentale la validità degli atti presupposti e di procedere alla loro disapplicazione (Cass. n. 16937/2007, n. 18992/2007, SS.UU. n. 6265/2006).

4 bis – La Commissione di appello ha fatto malgoverno dei trascritti principi perchè, dopo avere verificato e dato atto dell’intervenuto annullamento, ad opera del TAR Liguria, della deliberazione del Consiglio Comunale di Genova, avente ad oggetto la nuova determinazione tariffaria, ha accolto l’appello del Comune ed annullato l’accertamento con espressioni del tutto generiche ed apodittiche, sulla base della mera affermazione del principio di ultrattività dell’ultima tariffa valida.

5 – Conclusivamente, si ritiene sussistano i presupposti per la trattazione del ricorso in Camera di consiglio e la definizione, ai sensi degli artt. 375 e 380 bis c.p.c., con il relativo accoglimento per manifesta fondatezza. Il Relatore Cons. Dott. Antonino Di Blasi”.

Considerato che la relazione è stata comunicata al Pubblico Ministero e notificata ai difensori;

Visti il ricorso, il controricorso e tutti gli altri atti di causa;

Considerato che il Collegio condivide le argomentazioni, in fatto ed in diritto, svolte nella relazione;

Ritenuto che, in base a tali condivisi motivi ed ai richiamati principi, il ricorso va accolto e, per l’effetto, cassata l’impugnata decisione, la causa va rinviata ad altra sezione della CTR della Liguria, perchè proceda al riesame e, quindi, adeguandosi ai richiamati principi, decida nel merito ed anche sulle spese del presente giudizio di cassazione, offrendo congrua motivazione;

Visti gli artt. 375 e 380 bis c.p.c..

PQM

accoglie il ricorso; cassa l’impugnata sentenza e rinvia ad altra Sezione della CTR della Liguria.

Così deciso in Roma, il 17 marzo 2010.

Depositato in Cancelleria il 23 aprile 2010

 

 

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA