Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 9586 del 12/04/2021

Cassazione civile sez. VI, 12/04/2021, (ud. 24/02/2021, dep. 12/04/2021), n.9586

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE T

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. GRECO Antonio – Presidente –

Dott. CATALDI Michele – Consigliere –

Dott. CROLLA Cosmo – rel. Consigliere –

Dott. LUCIOTTI Lucio – Consigliere –

Dott. LO SARDO Giuseppe – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 25883-2019 proposto da:

AGENZIA DELLE ENTRATE, (C.F. (OMISSIS)), in persona del Direttore pro

tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI 12,

presso l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che la rappresenta e

difende ope legis;

– ricorrente –

contro

MULTIMEDIA INFORMATICA SRL IN LIQUIDAZIONE, in persona del

liquidatore pro tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, PIAZZA

DEI PRATI DEGLI STROZZI 33, presso lo studio dell’avvocato LOREDANA

MENICUCCI, rappresentata e difesa dall’avvocato AMERIGO FESTA;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 1090/2019 della COMMISSIONE TRIBUTARIA

REGIONALE della CAMPANIA SEZIONE DISTACCATA di SALERNO, depositata

l’08/02/2019;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non

partecipata del 24/02/2021 dal Consigliere Relatore Dott. COSMO

CROLLA.

 

Fatto

CONSIDERATO IN FATTO

1. La soc. Multimedia Informatica srl in liquidazione, impugnava davanti alla Commissione Tributaria Provinciale di Avellino l’atto di contestazione e di irrogazione delle sanzioni n. (OMISSIS), notificato in data 30/3/2015, scaturito dall’avviso di accertamento n. (OMISSIS) con il quale veniva effettuata una ripresa fiscale Ires, Ira e Iva per l’anno di imposta 2010 fondata sull’emissione di fatture per operazioni inesistenti e su un sistema di “frode carosello”.

2. La Commissione Tributaria Provinciale rigettava il ricorso ritenendo l’atto impugnato non sufficientemente motivato.

3. La sentenza veniva impugnata dall’Agenzia delle Entrate e la Commissione Tributaria Regionale della Sicilia rigettava l’appello rilevando che nelle more del giudizio la stessa CTR aveva annullato l’avviso di accertamento (OMISSIS) dal quale discendeva l’atto di irrogazione di sanzioni oggetto del presente giudizio.

4. Avverso la sentenza della CTR ha proposto ricorso per Cassazione l’Agenzia delle Entrate sulla base di un unico motivo. Il contribuente si è costituito depositando controricorso.

5 Sulla proposta avanzata dal relatore ai sensi del novellato art. 380 bis c.p.c., risulta regolarmente costituito il contraddittorio.

Diritto

RITENUTO IN DIRITTO

1. Con il motivo di impugnazione l’Agenzia delle Entrate denuncia violazione e falsa applicazione dell’art. 295 c.p.c.; si sostiene che non essendo la sentenza della CTR che ha annullato il propedeutico avviso di accertamento passata in giudicato la CTR avrebbe dovuto sospendere il giudizio in attesa della decisione definitiva della causa pregiudiziale.

2. Il motivo è fondato.

2.2 Secondo il costante indirizzo di questa Corte (Cass. N. 16615/2015, n. 22673/2015, n. 6832/2019) in tema di contenzioso tributario, va cassata con rinvio la sentenza che decida la causa pregiudicata (nella specie, avente ad oggetto il provvedimento d’irrogazione di sanzioni) in base alla decisione, non ancora passata in giudicato, della causa pregiudiziale (nella specie, consistente nell’annullamento dell’accertamento del maggior reddito derivante dalla indebita deduzione di costi e detrazione di Iva relativi ad emissione di fatture per operazioni inesistenti), dovendosi, in tale ipotesi, sospendere il processo pregiudicato ex art. 295 c.p.c., atteso che i principi del giudicato esterno consentono di attribuire efficacia riflessa alle sole sentenze definitive.

2.3 II giudice deve infatti utilizzare l’istituto della sospensione necessaria, disciplinato dall’art. 295 c.p.c., per evitare il rischio del conflitto di giudicati; precisando, in particolare, va sospesa la causa accessoria quando, come nella specie, si discuta del rapporto tra illecito e sanzioni in cui la decisione della causa accessoria (sulla irrogazione della sanzione) dipende dall’esito della causa principale (sulla sussistenza del fatto illecito), dato che l’accertamento negativo della violazione esclude la possibilità di applicare la sanzione (mentre l’accertamento positivo non comporta automaticamente la legittimità della applicazione della sanzione, che può essere esclusa per carenza di imputabilità o di colpevolezza, ovvero per la presenza di cause di non punibilità (cfr. Cass. N. 2204/2019).

2.4 La CTR, nel decidere la causa relativa all’avviso di irrogazione sanzioni nel dichiarare infondato l’appello sulla scorta dell’annullamento del prodromico avviso di accertamento con sentenza della CTR non ancora passata in giudicato (è pacifica la pendenza del giudizio per Cassazione n. 17660/2019) non ha applicato i principi sopra esposti, in quanto avrebbe dovuto sospendere il processo ex art. 295 c.p.c., sino alla definizione di quel giudizio con sentenza non più suscettibile di gravame.

3 Il ricorso va quindi accolto con cassazione della sentenza e rinvio alla Commissione Tributaria Regionale della Campania anche per la regolamentazione delle spese del presente giudizio di legittimità.

P.Q.M.

La Corte:

– accoglie il motivo del ricorso cassa la sentenza impugnata e rinvia alla Commissione Tributaria della Campania in diversa composizione per la regolamentazione delle spese del presente giudizio di legittimità.

Così deciso in Roma, nella Camera di Consiglio, il 24 febbraio 2021.

Depositato in Cancelleria il 12 aprile 2021

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