Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 9539 del 22/04/2010

Cassazione civile sez. III, 22/04/2010, (ud. 24/03/2010, dep. 22/04/2010), n.9539

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TERZA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. MORELLI Mario Rosario – Presidente –

Dott. TALEVI Alberto – Consigliere –

Dott. AMATUCCI Alfonso – rel. Consigliere –

Dott. URBAN Gianfranco – Consigliere –

Dott. FRASCA Raffaele – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

sentenza

sul ricorso proposto da:

C.I.D. S.A.S. (OMISSIS) in persona del suo legale

rappresentante, Sig. C.G., elettivamente domiciliata

in ROMA, V. LE DELLE MILIZIE 106, presso lo studio dell’avvocato

VALORI GUIDO, rappresentata e difesa dall’avvocato ZOMPI’ FRANCESCO

giusta delega a margine del ricorso;

– ricorrente –

contro

GENERALI ASSICURAZIONI S.P.A. (OMISSIS), in persona dei suoi

legali rappresentanti Dott. D.T.D. E DOTT. C.

T., elettivamente domiciliata in ROMA, VIA CICERONE 49, presso

lo studio dell’avvocato PRASTARO ERMANNO (ST. LEG. ASSOCIATO

BERNARDINI), che la rappresenta e di rende giusta delega a margine

del controricorso;

– controricorrente –

e contro

Z.S., D.R.P.;

– intimati –

avverso la sentenza n. 732/2005 della CORTE D’APPELLO di LECCE,

SEZIONE SECONDA CIVILE, emessa il 7/10/2005, depositata il 23/11/2005

R.G.N. 783/2002;

udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del

24/03/2010 dal Consigliere Dott. ALFONSO AMATUCCI;

udito l’Avvocato ZOMPI’ FRANCESCO;

udito l’Avvocato PRASTARO ERMANNO;

udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott.

RUSSO Rosario Giovanni, che ha concluso per il rigetto con condanna

alle spese.

 

Fatto

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

1.- Z.S. riportò gravi lesioni perchè investita da un carrello elevatore su ruota di un supermercato, a distanza di circa un metro dall’uscita, nella parte destinata allo scarico delle merci.

Il tribunale di Brindisi ne accolse la domanda risarcitoria proposta nei confronti del conducente ( D.R.) e della società proprietaria del carrello (C.I.D. s.a.s.) e condannò inoltre la chiamata in causa Generali Assicurazioni s.p.a. a tenere indenne l’assicurata C.I.D..

2.- Nella parte concernente il rapporto tra chiamante e chiamata in causa la decisione è stata riformata dalla corte d’appello di Lecce, che con sentenza n. 732/05 ha rigettato la domanda di garanzia, ravvisando l’inoperatività della copertura assicurativa in relazione alla previsione dell’art. 3, lett. i) delle condizioni generali di contratto, escludente dall’assicurazione “i danni da circolazione su strade di uso pubblico o a queste equiparate di veicoli a motore”.

3.- Avverso detta sentenza ricorre per cassazione la C.I.D. s.a.s., affidandosi a tre motivi cui resiste con controricorso la s.p.a.

Assicurazioni Generali.

Diritto

MOTIVI DELLA DECISIONE

1. I tre motivi di ricorso investono la sentenza in punto di esclusione della copertura assicurativa per avere la corte territoriale:

a) contraddittoriamente ritenuto che il carrello fosse un veicolo a motore nel senso inteso in polizza e al contempo escluso che fosse soggetto ad assicurazione obbligatoria (primo motivo);

b) insufficientemente motivato sulla equiparabilità ad una strada di uso pubblico dell’area del supermercato in quanto “prospiciente la strada e abitualmente frequentata da autoveicoli appartenenti alla generalità di utenti-clienti del supermercato” (secondo motivo);

c) omesso di motivare in ordine alla combinata lettura della clausola di cui alla lett. i) con quelle di cui alle lett. b) e g), escludenti solo i danni alle cose trasportate ed ai mezzi di trasporto e non anche quelli alle persone, risultando altrimenti vanificata la copertura assicurativa per i danni cagionati dal carrello elevatore (prima parte del terzo motivo);

d) violato la regola ermeneutica posta dall’art. 1362 c.c., che impone l’indagine su quale sia stata la comune intenzione delle parti, la quale non poteva che essere quella di assicurare il contraente per tutti i danni cagionati a cose e persone (clienti del supermercato in particolare), in conseguenza di fatti accidentali e/o colposi connessi alla gestione del supermercato: dunque, anche per quelli provocati a terzi in occasione del carico e scarico della merce (seconda parte del terzo motivo).

2.- Il ricorso è fondato nei sensi che seguono.

La corte d’appello ha fondato la decisione sulla clausola di cui s’è già detto sopra, che riproduce quasi testualmente l’espressione di cui alla L. n. 990 del 1969, art. 1, comma 1, la quale prevede che “i veicoli a motore … non possono essere posti in circolazione su strade di uso pubblico o su aree a queste equiparate se non siano coperti … dall’assicurazione per la responsabilità civile verso i terzi prevista dall’art. 2054 c.c.”.

Ebbene, al di là del fatto che il termine “aree” non è contemplato nella clausola che ne occupa (benchè proprio di un’area di servizio nella specie si trattasse), la corte d’appello ha escluso che il carrello, in relazione alle disposizioni del codice della strada all’epoca vigente, fosse “abilitato a circolare su strade in difetto di immatricolazione, carta di circolazione e targa” (pagina 7, secondo capoverso della sentenza impugnata, in fine), dando anche per acquisito che per circolare nell’area antistante il supermercato il veicolo “non” dovesse essere coperto dall’assicurazione obbligatoria (pagina 7, prima parte del secondo capoverso).

Era allora necessario indagare, una volta escluso che per il carrello elevatore potesse finanche porsi il problema della sua circolazione su strada, perchè i danni arrecati a terzi dal suo movimento sull’area antistante il supermercato (ad un metro dall’ingresso per le merci) potessero dirsi in ipotesi non compresi nei rischi assicurati benchè il suo operare in quel punto fosse sotto ogni profilo lecito; addirittura – va soggiunto – scontato, essendo un carrello elevatore su ruota evidentemente destinato al trasporto delle merci dall’area antistante il supermercato al suo interno e viceversa. Ed era necessario che l’indagine fosse compiuta non già in relazione ad una clausola delle condizioni generali contemplata in evidente riferimento alla disciplina dell’assicurazione obbligatoria della responsabilità civile e contestualmente riconosciuta estranea all’ambito della possibile circolazione (ma, recte: operatività) del carrello; bensì, ex art. 1362 c.c., in riferimento alla comune intenzione dei contraenti, da ricercarsi alla luce del complessivo contenuto dell’accordo contrattuale, da individuarsi a sua volta nel rispetto delle ulteriori regole ermeneutiche fissate dal codice civile agli artt. da 1363 a 1371 c.c..

Tanto è stato pretermesso dalla corte d’appello, che ha invece effettuato il demandatole apprezzamento di merito con esclusivo riguardo ad una clausola estranea al caso in scrutinio.

3.- La sentenza va dunque cassata con rinvio alla medesima corte d’appello in diversa composizione, che regolerà anche le spese del giudizio di legittimità.

PQM

LA CORTE DI CASSAZIONE Accoglie il ricorso, cassa e rinvia, anche per le spese, alla corte d’appello di Lecce in diversa composizione.

Così deciso in Roma, il 24 marzo 2010.

Depositato in Cancelleria il 22 aprile 2010

 

 

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