Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 9445 del 28/04/2011

Cassazione civile sez. un., 28/04/2011, (ud. 19/04/2011, dep. 28/04/2011), n.9445

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONI UNITE CIVILI

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. VITTORIA Paolo – Primo Presidente f.f. –

Dott. PROTO Vincenzo – Presidente di Sezione –

Dott. D’ALONZO Michele – Consigliere –

Dott. FORTE Fabrizio – Consigliere –

Dott. CURCURUTO Filippo – Consigliere –

Dott. TOFFOLI Saverio – Consigliere –

Dott. DI CERBO Vincenzo – Consigliere –

Dott. TRAVAGLINO Giacomo – Consigliere –

Dott. TIRELLI Francesco – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

sentenza

sul ricorso proposto da:

srl G.M.Z., elettivamente domiciliato in Roma, viale delle Milizie

48, presso lo studio dell’avv. PERRI Vincenzo, rappresentata e difesa

dagli avv. Ligato Giovanni ed Eugenio Zaffina per procura in atti;

– ricorrente –

contro

Ministero dell’Economia e delle Finanze ed Agenzia delle Dogane,

domiciliati in Roma, via dei Portoghesi 12, presso l’Avvocatura

Generale dello Stato, che li rappresenta e difende;

– controricorrenti –

spa Equitalia Cerit, elettivamente domiciliata in Roma, via Panama

68, presso lo studio degli avv. Cucchi Bruno e Giovanni Puoti, che la

rappresentano e difendono per procura in atti;

– controricorrente –

per la cassazione della sentenza n. 88/2009, depositata dalla Corte

di appello di Firenze in data 28/1/2009;

Udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del

19/4/2011 dal Relatore Cons. Dott. Tirelli Francesco;

Sentito l’avvocato Fiduccia;

Udito il Pubblico Ministero, in persona del Sostituto Procuratore

Generale Dott. IANNELLI Domenico, il quale ha concluso per

l’accoglimento del primo motivo del ricorso ed il rigetto del

secondo.

Fatto

FATTO E DIRITTO

La Corte, rilevato che con atto depositato il 3/12/2001, la srl GMZ ha proposto ricorso L. n. 689 del 1981, ex art. 22 contro la cartella esattoriale ad essa notificata per il pagamento di L. 51.000.000 asseritamente dovute a titolo di dazi doganali; che il giudice adito ha accolto la domanda, ma su gravame del Ministero dell’Economia e delle Finanze la Corte di appello di Firenze ha dichiarato la nullita’ dell’intero procedimento di primo grado ed il difetto di giurisdizione del giudice ordinario;

che la srl GMZ ha proposto ricorso per cassazione, sostenendo con due motivi che i giudici a quo avrebbero dovuto ritenere la propria giurisdizione e dichiarare l’inammissibilita’ del gravame perche’ mai notificato ad essa GMZ; che il Ministero dell’Economia e delle Finanze e l’Agenzia delle Dogane hanno resistito con controricorso ed altro controricorso e’ stato notificato dalla spa Equitalia Cerit nella sua qualita’ d’incorporante la societa’ concessionaria che aveva proceduto alla emissione ed alla notificazione della cartella esattoriale;

che cosi’ riassunte le rispettive posizioni delle parti, osserva innanzitutto il Collegio che essendo stato proposto contro una sentenza depositata il 28/1/2009, il ricorso in questione doveva conformarsi alle disposizioni di cui all’art. 366 bis cod. proc. civ., secondo il quale i motivi di cui all’art. 360 cod. proc. civ., nn. 1, 2, 3 e 4 dovevano concludersi, a pena d’inammissibilita’, con la formulazione di un pertinente quesito di diritto;

che nell’interpretare tale disposizione, questa Suprema Corte ha stabilito che rappresentando la congiunzione fra la risoluzione del caso specifico e l’enunciazione del principio generale, il quesito di diritto non poteva esaurirsi nella mera formulazione di una domanda o di una regola astratta, ma doveva presentare uno specifico collegamento con la fattispecie concreta, nel senso che doveva raccordare la prima alla seconda ed alla decisione impugnata, di cui doveva indicare la discrasia con riferimento alle specifiche premesse di fatto, essendo evidente che una medesima affermazione poteva essere esatta in relazione a determinati presupposti ed errata rispetto ad altri (C. Cass. 2008/3519, 2008/11535 e 2008/22653); che nel caso di specie, la srl GMZ ha impugnato ai sensi dell’art. 360 c.p.c., nn. 1 e 2, chiedendo alla Suprema Corte di voler rispondere ai seguenti quesiti di diritto:

1) “se l’atto introduttivo del giudizio di appello conclusosi con la sentenza n. 88/2009 debba o meno essere dichiarato inammissibile per l’essersi verificata, nel caso di specie, una ipotesi di inesistenza della notificazione dell’atto introduttivo del giudizio di appello (con specifico riferimento alla violazione del termine perentorio di cui all’art. 325 c.p.c. in combinato con quanto disposto dall’art. 137 c.p.c. e segg. e dall’art. 170 c.p.c.”;

2)”se sussiste o meno il difetto di giurisdizione dell’A.G.O. in relazione alla opposizione avverso la cartella esattoriale avanzata da GMZ srl in favore della giurisdizione esclusiva tributaria a norma della L. n. 448 del 2001, art. 12″;

che si tratta di quesiti inadeguati perche’ inidonei a far comprendere, dalla loro sola lettura, i fatti a monte del processo, le ragioni della decisione impugnata ed il diverso principio che avrebbe dovuto essere invece applicato; che il ricorso va dichiarato pertanto inammissibile; che le spese seguono la soccombenza e vanno liquidate, per ciascuna parte controricorrente, in complessivi Euro 2.700,00, 200,00 dei quali per esborsi, piu’ le spese generali per la Equitalia e quelle prenotate a debito per il Ministero e l’Agenzia delle Dogane.

P.Q.M.

La Corte, a Sezioni Unite, dichiara il ricorso inammissibile e condanna la ricorrente al pagamento delle spese di lite, liquidate, per ciascuna parte contro ricorrente, in complessivi Euro 2.700,00, 200,00 dei quali per esborsi, piu’ le spese generali per la Equitalia e quelle prenotate a debito per il Ministero e l’Agenzia delle Dogane.

Così deciso in Roma, il 19 aprile 2011.

Depositato in Cancelleria il 28 aprile 2011

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