Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 9440 del 12/04/2017


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Cassazione civile, sez. trib., 12/04/2017, (ud. 04/11/2016, dep.12/04/2017),  n. 9440

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. VIVALDI Roberta – Presidente –

Dott. TORRICE Amelia – Consigliere –

Dott. GARRI Fabrizia – Consigliere –

Dott. ACETO Aldo – rel. Consigliere –

Dott. LA TORRE Maria Enza – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

SENTENZA

sul ricorso 26750-2010 proposto da:

L.A.M., C.C., C.A.,

G.G. C.M.P., elettivamente domiciliati in ROMA VIA

DELLA SCROFA 22, presso lo studio dell’avvocato NICOLA ROCCHETTI,

che li rappresenta e difende unitamente all’avvocato GIUSEPPE

ROCCIOLETTI giusta delega in calce;

– ricorrenti –

contro

AGENZIA DELLE ENTRATE in persona del Direttore pro tempore,

elettivamente domiciliato in ROMA VIA DEI PORTOGHESI 12, presso

l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che lo rappresenta e difende;

– resistente con atto di costituzione –

avverso la sentenza n. 103/2009 della COMM. TRIB. REG. di MILANO,

depositata il 22/09/2009;

udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del

04/11/2016 dal Consigliere Dott. ACETO ALDO;

udito per i ricorrenti l’Avvocato ROCCIOLETTI che ha chiesto

raccoglimento;

udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott.

SORRENTINO FEDERICO che ha concluso per l’accoglimento del 10 motivo

di ricorso, assorbito l’esame degli altri motivi.

Fatto

RITENUTO IN FATTO

1. Con sentenza del 20/07/2009 (dep. il 22/09/2009) la Commissione Tributaria Regionale della Lombardia, pronunciando sugli appelli (riuniti) proposti avverso la sentenza del 09/07/2007 (dep. il 17/09/2007) della CTP di Pavia, ha accolto quello dell’Ufficio e ha respinto quello dei contribuenti.

1.1. Nello specifico, la CTP, in parziale accoglimento del ricorso proposto dai sigg.ri C.A., M.P. e C., nonchè G.G. e L.A.M., avverso gli avvisi di accertamento IRPEF per l’anno di imposta 2001, aveva rideterminato il valore delle aree cedute al corrispettivo dichiarato di Lire 250.000.000 attribuendo al terreno edificabile quello di Euro 25,00/ mq. e a quello a verde il valore di Euro 12,50/mq, confermando, nel resto, l’atto impugnato.

1.2. Nell’accogliere l’appello dell’Ufficio, la CTR ha invece ritenuto congruo il valore attribuito ai terreni dall’Agenzia delle Entrate (Lire 1.166.681.000), respingendo la tesi dei contribuenti che avevano eccepito l’eccessivo valore attribuito dalla CTP alla porzione di terreno edificabile.

2. Per la cassazione della sentenza ricorrono C.A., G.G., C.M.P., L.A.M. e C.C. articolando sei motivi.

3. L’Avvocatura Generale, per conto dell’Agenzia delle Entrate, si è costituita al solo fine di partecipare alla discussione.

Diritto

CONSIDERATO IN DIRITTO

1. Con il primo motivo i ricorrenti eccepiscono, ai sensi dell’art. 360 c.p.c., n. 4, la nullità della sentenza per mancata sottoscrizione del presidente del collegio.

1.1. Il motivo è fondato.

1.2. Modificando l’orientamento di questa Corte, secondo il quale la sentenza emessa dal giudice in composizione collegiale sottoscritta solo dal presidente (non in qualità di estensore) o dall’estensore, rende la predetta sentenza viziata da nullità insanabile ex art. 161 c.p.c., comma 2, che può essere fatta valere anche in sede di giudizio di cassazione e, ove non allegata dalla parte, rilevata anche d’ufficio dalla Corte, con annullamento del provvedimento impugnato e rimissione della causa al medesimo organo giudicante che ha adottato la decisione priva di sottoscrizione (così, da ultimo, Sez. 6-L, Ord. n. 22705 del 08/11/2010, Rv. 615100), Sez. U, n. 11021 del 20/05/2014, Rv. 630706, ha affermato il principio secondo il quale la sentenza emessa dal giudice in composizione collegiale priva di una delle due sottoscrizioni (del presidente del collegio ovvero del relatore) è affetta da nullità sanabile ai sensi dell’art. 161 c.p.c., comma 1, trattandosi di sottoscrizione insufficiente e non mancante, la cui sola ricorrenza comporta la non riconducibilità dell’atto al giudice, mentre una diversa interpretazione, che accomuni le due ipotesi con applicazione dell’art. 161 c.p.c., comma 2, deve ritenersi lesiva dei principi del giusto processo e della ragionevole durata (nello stesso senso, cfr Sez. L, n 523 del 22/01/1981, Rv. 411008).

1.3. Nel caso in esame la sentenza impugnata è stata sottoscritta esclusivamente dal giudice estensore, ma non dal presidente del collegio, con conseguente nullità della sentenza stessa che deve essere cassata con rinvio ad altra sezione della CTR di Milano.

1.4. E’ superfluo l’esame degli altri motivi.

1.5. Le spese della presente fase di giudizio saranno liquidate in sede di rinvio.

PQM

La Corte accoglie il primo motivo di ricorso, in esso assorbiti gli altri. Cassa in relazione al primo motivo e rinvia anche per le spese alla CTR della Lombardia, in diversa composizione.

Così deciso in Roma, nella Camera di Consiglio, il 4 novembre 2016.

Depositato in Cancelleria il 12 aprile 2017

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