Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 9297 del 07/04/2021

Cassazione civile sez. VI, 07/04/2021, (ud. 09/02/2021, dep. 07/04/2021), n.9297

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE T

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. GRECO Antonio – Presidente –

Dott. MOCCI Mauro – Consigliere –

Dott. CATALDI Michele – Consigliere –

Dott. CROLLA Cosmo – rel. Consigliere –

Dott. LUCIOTTI Lucio – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 24000-2019 proposto da:

AGENZIA DELLE ENTRATE, (C.F. (OMISSIS)), in persona del Direttore in

carica, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI 12,

presso l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che la rappresenta e

difende ope legis;

– ricorrente –

contro

CONGREGAZIONE CRISTIANA DEI TESTIMONI DI GEOVA, in persona del legale

rappresentante pro tempore elettivamente domiciliata in ROMA, LARGO

OLGIATA 15 IS.19 PAL C22/B, presso lo studio dell’avvocato LAURA

MATTEI, che la rappresenta e difende unitamente all’avvocato

MARCELLO RIFICI;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 186/4/2019 della COMMISSIONE TRIBUTARIA

REGIONALE del VENETO, depositata il 19/03/2019;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non

partecipata del 09/02/2021 dal Consigliere Relatore Dott. COSMO

CROLLA.

 

Fatto

RITENUTO

che:

1. A seguito di procedura catastale Docfa, promossa da Congregazione Cristiana dei Testimoni di Geova relativa ad un fabbricato ubicato in Comune di (OMISSIS), in (OMISSIS) censito a foglio (OMISSIS), particella (OMISSIS) sub. (OMISSIS), che proponeva la categorie E/7 con rendita 0,00 l’Amministrazione Finanziaria con l’avviso di accertamento, notificato in data 5.11.2014, attribuiva al complesso immobile la rendita di Euro 5.239,00.

2. L’Ente impugnava davanti alla Commissione Tributaria Provinciale di Venezia l’avviso di accertamento catastale con ricorso che veniva accolto.

3. La sentenza veniva sottoposta a gravame dall’Amministrazione finanziaria e la Commissione Tributaria Regionale del Veneto rigettava l’appello osservando che l’obbligo di motivazione dell’atto non poteva ritenersi soddisfatto

4. Avverso la sentenza della CTR ha proposto ricorso per Cassazione l’Agenzia delle Entrate affidandosi a due motivi. La contribuente si è costituita depositando controricorso e memoria ex art. 380 bis c.p.c..

Diritto

CONSIDERATO

che:

1. Con il primo motivo di impugnazione denuncia la ricorrente violazione e falsa applicazione del D.P.R. n. 600 del 1973, art. 42, e della L. n. 242 del 1990, art. 3, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3; si sostiene che, essendo la rendita stata attribuita all’esito della procedura Docfa ad impulso della parte privata, l’atto di accertamento poteva ritenersi sufficientemente motivato.

1.1 Con il secondo motivo si deduce la violazione del D.P.R. n. 600 del 1973, art. 42, del D.P.R. n. 1142 del 1949, artt. 8 e 30, e del decreto n. 701 del 1994, art. 1, comma 2, e del decreto n. 28 del 1998, art. 3, comma 2. Si argomenta che anche agli edifici di culto pur essendo gli stessi censiti nella categoria speciale “E7”, va attribuita una rendita catastale.

2 Il primo motivo è fondato con assorbimento del secondo.

2.1 Vanno preliminarmente disattese le eccezioni di inammissibilità della censura contenute nel controricorso.

2.2 Contrariamente a quanto opinato dalla resistente il motivo di doglianza contiene una precisa ed intellegibile critica alla sentenza impugnata e non è affetto da vizio di carenza di specificità posto che l’Agenzia ha indicato e prodotto in giudizio l’atto di rettifica della rendita all’esito della procedura Docfa asseritamente ritenuto motivato dal ricorrente, contrariamente a quanto affermato dall’impugnata sentenza.

2.3 Secondo i principi affermati dal questa Corte (cfr. Cass. n. 12497 del 2016, Cass. n. 12425 del 2018 e Cass. n. 31586 del 2019) “in tema di classamento di immobili, qualora l’attribuzione della rendita catastale avvenga a seguito della procedura disciplinata dal D.L. n. 16 del 1993, art. 2, convertito in L. n. 75 del 1993, e dal D.M. n. 701 del 1994 (cd. procedura DOCFA), l’obbligo di motivazione dell’avviso di classamento è soddisfatto con la mera indicazione dei dati oggettivi e della classe attribuita solo se gli elementi di fatto indicati dal contribuente non siano stati disattesi dall’Ufficio e l’eventuale discrasia tra rendita proposta e rendita attribuita derivi da una valutazione tecnica sul valore economico dei beni classati, mentre, in caso contrario, la motivazione dovrà essere più approfondita e specificare le differenze riscontrate sia per consentire il pieno esercizio del diritto di difesa del contribuente sia per delimitare l’oggetto dell’eventuale contenzioso”.

2.4 Nella fattispecie l’attribuzione della rendita – che il contribuente contesta- è avvenuta sulla base degli elementi di fatto forniti dal privato nell’ambito di una procedura già di per sè partecipata quale è quella prevista dal D.L. n. 16 del 1993, art. 2, convertito in L. n. 75 del 1993, e dal D.M. n. 701 del 1994.

2.4 Se, quindi, la motivazione deve essere più approfondita e specificare le differenze riscontrate per consentire il pieno esercizio del diritto di difesa del contribuente e per delimitare l’oggetto dell’eventuale contenzioso, tali esigenze risultano pienamente soddisfatte nel caso di specie tenuto conto, da un lato, che la determinazione della rendita è avvenuto a seguito di sopralluoghi da parte dell’Ufficio e di stima diretta e che elementi quali consistenza, anno di costruzione caratteristiche strutturali, superficie non risultano essere state oggetto di specifica contestazione da parte del ricorrente, le cui doglianze si incentrano sulla non applicabilità di alcuna rendita sugli edifici adibito al culto.

5 Il ricorso va, quindi, accolto con cassazione dell’impugnata sentenza e rinvio della causa alla Commissione Tributaria Regionale del Veneto per l’esame delle altre questioni di merito e anche per la regolamentazione delle spese del presente giudizio di legittimità.

PQM

La Corte:

– Accoglie il primo motivo del ricorso, assorbito il secondo, cassa l’impugnata sentenza in relazione al motivo accolto, e rinvia causa alla Commissione Tributaria Regionale del Veneto anche in ordine alla regolamentazione delle spese del presente giudizio di legittimità.

Così deciso in Roma, nella Camera di Consiglio, il 9 febbraio 2021.

Depositato in Cancelleria il 7 aprile 2021

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