Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 9183 del 02/04/2019

Cassazione civile sez. VI, 02/04/2019, (ud. 30/01/2019, dep. 02/04/2019), n.9183

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE T

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. GRECO Antonio – Presidente –

Dott. LUCIOTTI Lucio – Consigliere –

Dott. CASTORINA Rosaria Maria – rel. Consigliere –

Dott. DELL’ORFANO Antonella – Consigliere –

Dott. GORI Pierpaolo – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 3058-2018 proposto da:

M.T.G., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA

DELLA GIULIANA 83/A, presso lo studio dell’avvocato WLADIMIRA

ZIPPARRO, rappresentato e difeso dall’avvocato CARLO GRILLO;

– ricorrente –

contro

AGENZIA DELLE ENTRATE, (OMISSIS), in persona del Direttore pro

tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI 12,

presso l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che la rappresenta e

difende ope legis;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 7575/27/2017 della COMMISSIONE TRIBUTARIA

REGIONALE di NAPOLI, depositata il 13/09/2017;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non

partecipata del 30/01/2019 dal Consigliere Relatore Dott. ROSARIA

MARIA CASTORINA.

Fatto

RAGIONI DELLA DECISIONE

La Corte, costituito il contraddittorio camerale ai sensi dell’art. 380 bis c.p.c., come integralmente sostituito dal D.L. n. 168 del 2016, art. 1 bis, comma 1, lett. e), convertito, con modificazioni, dalla L. n. 197 del 2016, osserva quanto segue;

Con sentenza n. 7575/27/2017, depositata il 13.9.2017 non notificata la CTR della Campania accoglieva l’appello dell’Ufficio su controversia avente ad oggetto avviso di rettifica e liquidazione di imposta di registro ed ipotecaria in relazione alla vendita di due terreni attigui ricevuti in eredità dal padre.

Avverso la sentenza della CTR il contribuente M.T. ha proposto ricorso per cassazione, affidato a un motivo, illustrato con memoria, con il quale lamenta la violazione e falsa applicazione degli artt. 81 e 82 TUIR, nonchè dell’art. 2729 e 2697 c.c..

L’Agenzia delle Entrate resiste con controricorso.

La censura è inammissibile.

La CTR ha ritenuto legittimo l’avviso di rettifica e liquidazione basato su presunzioni gravi precisi e concordanti evidenziando che la valutazione del cespite aveva tenuto conto della valutazione, definita solo un anno prima del medesimo bene immobile, in sede di dichiarazione di successione, effettuata dalla stessa parte. L’avviso di rettifica era, quindi fondato non sulla valutazione comparativa con il valore riconosciuto nell’atto di acquisto di un altro bene, ma in relazione all’atto di provenienza dello stesso bene, che aveva visto valutare il terreno suddetto ad Euro 25,00 mq, con imposta regolarmente corrisposta.

Il ricorrente, sub specie del vizio di violazione di legge ha inteso in realtà sollecitare alla Corte una diversa valutazione degli elementi istruttori rispetto a quella compiuta dal giudice di merito, ciò che è precluso in sede di legittimità (cfr. ex multis, Cass. sez. lav. 15 gennaio 2018, n. 745; Cass. sez. 65, ord. 7 dicembre 2017, n. 29404; Cass. sez. 6-5, ord. 7 aprile 2017, n. 9097).

Il ricorso deve essere, pertanto, dichiarato inammissibile.

Le spese del presente giudizio di legittimità seguono la soccombenza.

Deve darsi atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte del ricorrente, del raddoppio del contributo unificato D.P.R. n. 115 del 2002, ex art. 13, comma 1 quater.

P.Q.M.

La Corte dichiara inammissibile il ricorso;

Condanna parte ricorrente al pagamento delle spese del giudizio di cassazione che liquida in Euro 2.300,00 oltre alle spese prenotate a debito.

Si dà atto della ricorrenza dei presupposti per il versamento, da parte del ricorrente, del raddoppio del contributo unificato D.P.R. n. 115 del 2002, ex art. 13, comma 1 quater.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio, il 30 gennaio 2019.

Depositato in Cancelleria il 2 aprile 2019

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