Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 9181 del 02/04/2019

Cassazione civile sez. VI, 02/04/2019, (ud. 20/02/2019, dep. 02/04/2019), n.9181

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE T

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. IACOBELLIS Marcello – Presidente –

Dott. MOCCI Mauro – Consigliere –

Dott. LA TORRE Maria Enza – Consigliere –

Dott. DELLI PRISCOLI Lorenzo – Consigliere –

Dott. RAGONESI Vittorio – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA INTERLOCUTORIA

sul ricorso 13149-2018 proposto da:

AGENZIA DELLE ENTRATE, (OMISSIS), in persona del Direttore pro

tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI 12,

presso l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che la rappresenta e

difende ope legis;

– ricorrente –

contro

C.A., elettivamente domiciliato in ROMA, PIAZZA DEI

MARTIRI DI BELFIORE 2, presso lo studio dell’avvocato ANGELO

STEFANORI, che lo rappresenta e difende;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 386/3/2017 della COMMISSIONE TRIBUTARIA

REGIONALE di PERUGIA, depositata il 02/11/2017;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non

partecipata del 20/02/2019 dal Consigliere Relatore Dott. LORENZO

DELLI PRISCOLI.

Fatto

FATTI DI CAUSA

Rilevato che il contribuente impugnava l’avviso di accertamento relativo all’anno di imposta 2009 con il quale l’Ufficio, rideterminando il reddito D.P.R. n. 600 del 1973, ex art. 38, aveva accertato un maggior reddito imponibile in relazione all’acquisto di unità immobiliari;

che la Commissione Tributaria Provinciale accoglieva il ricorso e la Commissione Tributaria Regionale rigettava l’appello dell’Agenzia delle entrate ritenendo che “nel caso di specie è provato come la madre del contribuente abbia percepito…. sostanziosi redditi…, così come è dimostrata la disponibilità in capo al contribuente delle somme necessarie al pagamento delle unità immobiliari. E’ del tutto verosimile come la suesposta somma sia stata acquisita dal C. mediante donazioni indirette da parte della madre, tenuto conto del particolare contesto di “affectio familiaris””;

che l’Agenzia delle entrate proponeva ricorso affidato ad un unico motivo mentre il contribuente ne chiedeva il rigetto costituendosi con controricorso; in prossimità dell’udienza il contribuente chiedeva la sospensione del processo D.L. 23 ottobre 2018, n. 119, ex art. 6, comma 10, convertito in L. 17 dicembre 2018, n. 136.

Diritto

RAGIONI DELLA DECISIONE

Considerato che con il primo motivo di ricorso, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, l’Agenzia delle entrate denuncia violazione D.P.R. n. 600 del 1973, art. 38, e art. 2697 c.c., in quanto la CTR avrebbe violato il principio secondo cui è il contribuente a dover provare la provenienza delle somme relative ai versamenti in contanti sui conti correnti a lui intestati;

ritenuto che ai sensi dello stesso art. 6 cit., commi 1 e 10, occorre, per ottenere la suddetta sospensione, che vi sia una apposita richiesta in tal senso, che la controversia sia attribuita alla giurisdizione tributaria, che l’Agenzia delle entrate ne sia parte e che tale controversia abbia ad oggetto atti impositivi pendenti in ogni stato e grado del giudizio compreso quello in Cassazione;

ritenuto che sussistono i suddetti presupposti e che pertanto il processo va sospeso.

P.Q.M.

La Corte dispone la sospensione del processo D.L. 23 ottobre 2018, n. 119, ex art. 6, comma 10, convertito in L. 17 dicembre 2018, n. 136.

Così deciso in Roma, nella camera di consiglio, il 20 febbraio 2019.

Depositato in Cancelleria il 2 aprile 2019

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