Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 9064 del 07/04/2017

Cassazione civile, sez. I, 07/04/2017, (ud. 07/02/2017, dep.07/04/2017),  n. 9064

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE PRIMA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. DIDONE Antonio – Presidente –

Dott. DI VIRGILIO Rosa Maria – rel. Consigliere –

Dott. CRISTIANO Magda – Consigliere –

Dott. SCALDAFERRI Andrea – Consigliere –

Dott. FERRO Massimo – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

SENTENZA

sul ricorso 21819/2011 proposto da:

Soletex S.r.l., (c.f. (OMISSIS)), in persona del legale

rappresentante pro tempore, elettivamente domiciliata in Roma, Via

Silvio Pellico n. 24, presso l’avvocato Carello Cesare Romano, che

la rappresenta e difende unitamente all’avvocato Bologni Vittorio,

giusta procura in calce al ricorso;

– ricorrente –

contro

Curatela Fallimento (OMISSIS) S.d.f. di S.R. e

B.A.;

– intimata –

avverso la sentenza n. 812/2011 della CORTE D’APPELLO di FIRENZE,

depositata il 06/06/2011;

udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del

07/02/2017 dal Cons. Dott. DI VIRGILIO ROSA MARIA;

udito il P.M., in persona del Sostituto Procuratore Generale SALVATO

Luigi, che ha concluso per il rigetto del ricorso.

Fatto

FATTI DI CAUSA

Con sentenza del 22/5-6/6/2011, la Corte d’appello di Firenze, in riforma della sentenza del Tribunale di Prato del 29/8-7/9/2006, ha dichiarato inefficaci i pagamenti eseguiti da S.R., titolare dell’impresa (OMISSIS), in favore di Soletex s.r.l. per la somma complessiva di Euro 74.637,26, ed ha condannato detta società al pagamento a favore del Fallimento di (OMISSIS) s.d.f. della somma in oggetto, nonchè alla rifusione delle spese di lite dell’intero giudizio.

La Curatela aveva chiesto l’inefficacia L. Fall., ex art. 67, comma 2, nel testo applicabile anteriore alla riforma di cui al D.L. 14 marzo 2005, n. 35, convertito nella L. 14 maggio 2005, n. 80, dei pagamenti eseguiti da S.R., unico titolare apparente della (OMISSIS), successivamente alla data di sottoscrizione della scrittura privata di ricognizione di debito nei confronti di Soletex, sino al fallimento della (OMISSIS) s.d.f. di S.R. e B.A., dichiarato il 27/2/2001.

Nello specifico, la Corte d’appello ha ritenuto sussistente la prova documentale del pagamento di Lire 41 milioni, considerando in primis la ricognizione di debito del 10/1/2000 per l’importo di Lire 258.000.000, prodotta dalla Soletex in sede di ammissione al passivo; che le due successive fatture per fornitura merci del (OMISSIS) per Lire 41 milioni costituivano quindi debiti ulteriori, per i quali Soletex non aveva chiesto l’ammissione al passivo, e che dette fatture risultavano annotate nella scheda contabile della Soletex intestata all'(OMISSIS), insieme ad una serie di pagamenti.

Ha ritenuto corrisposta la rimanente somma di Lire 103.517.880, pari alla differenza tra il credito di cui alla scrittura ricognitiva ed il credito residuo ammesso al passivo per Lire 154.482.120, considerando, oltre all’ammissione parziale contenuta nella domanda di ammissione, anche le produzioni documentali costituite dalle matrici degli assegni bancari dello S. con annotazioni di cifre a favore della Soletex e la scheda contabile a questi intestata.

Nè, conclude il Giudice del merito sul punto, si sarebbe potuta ipotizzare, come opinato dal Tribunale, l’esistenza di altre cause estintive del debito neppure prospettate, come la remissione o la compensazione, che tra l’altro non si sarebbero sottratte alla revocatoria, salvo che in alcuni casi per la compensazione.

Sussisteva infine il profilo soggettivo stante l’inusuale rilascio della scrittura ricognitiva di debito e le cospicue garanzie personali e reali rilasciate, la fideiussione del coniuge e l’ipoteca su immobile di rilevante valore commerciale.

Ricorre avverso detta pronuncia la Soletex, con ricorso affidato a due motivi.

Il Fallimento non ha svolto difese.

Si dà atto che il Collegio ha disposto la redazione della sentenza nella forma della motivazione semplificata.

Diritto

RAGIONI DELLA DECISIONE

1.1.- Col primo motivo, la ricorrente denuncia il vizio di violazione e falsa applicazione della L. Fall., art. 67, comma 2 e di mancata applicazione dell’art. 2697 c.c., nonchè di omessa motivazione, sostenendo il carattere lacunoso del ragionamento della Corte del merito in ordine alla data del pagamento di Lire 103.517.880, ritenuto provato in via presuntiva.

1.2.- Col secondo, denuncia la mancata applicazione dell’art. 2697 c.c. e della L. 18 giugno 2009, n. 69, art. 58 e la falsa applicazione dell’art. 115 c.p.c., per avere la Corte del merito ritenuto provato il pagamento di Lire 41 milioni nell’anno anteriore al fallimento sulla base del principio di non specifica contestazione, mentre detto principio è contenuto nell’art. 115 c.p.c., novellato dalla L. n. 69 del 2009, art. 45, inapplicabile ratione temporis.

2.1.- Il primo motivo è infondato.

La Corte d’appello, nel ritenere provato il pagamento di Lire 103.517.880, è partita dalla ricognizione di debito del 10/1/2000, per poi argomentare sulla base dei dati documentali e dell’ammissione parziale di Soletex contenuta nella domanda di ammissione allo stato passivo, e concludere per la riduzione del credito iniziale nell’importo pari alla differenza tra quanto riconosciuto nella scrittura ricognitiva del 10/1/2000 e quanto ammesso al passivo.

Sia pure mancando le specifiche date dei pagamenti, questi si collocano nel periodo successivo alla scrittura del 10/1/2000 ed a partire dalla data del 29/2/2000(che la Corte del merito ha indicato a pag. 5 della sentenza), ivi fissata per la corresponsione della prima rata, e quindi nell’anno anteriore alla dichiarazione di fallimento del 10/1/2001.

A riguardo, deve precisarsi che la sentenza, nella parte motiva, alle pagine pag. 4 e 6, indica il 10/1/2001 quale data della dichiarazione di fallimento, mentre si riferisce alla diversa data del 27/2/2001 a pag. 2, nella descrizione dello svolgimento del processo: a fronte di detta diversità delle date, la ricorrente non ha svolto alcuna censura sul punto (e la divergenza sarebbe stata rilevante in particolare nel secondo motivo del ricorso, vista la prima data del pagamento del 21/1/2000), di talchè deve ritenersi incontestata la data della dichiarazione di fallimento del 10/1/2001.

2.2.- Il secondo motivo è infondato.

Il motivo è costruito sulla base di una ricostruzione non completa dell’ampio ragionamento seguito dal Giudice del merito, che ha ritenuto provato il pagamento della somma di Lire 41 milioni non già richiamando il solo principio di non contestazione specifica fissato dall’art. 115 c.p.c., novellato dalla L. n. 69 del 2009, ma considerando le due fatture del (OMISSIS), per il cui pagamento Soletex non si era insinuato al passivo, la scheda contabile intestata alla (OMISSIS) e da ultimo richiamando il comportamento processuale della Soletex, che pur contestando la domanda in sede di costituzione, aveva taciuto sul pagamento specifico, comportamento valutato quale mero elemento probatorio, ex art. 116 c.p.c..

3.1.- Conclusivamente, va respinto il ricorso.

Non si dà pronuncia sulle spese, non essendosi costituito l’intimato.

PQM

La Corte respinge il ricorso.

Motivazione semplificata.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio, il 7 febbraio 2017.

Depositato in Cancelleria il 7 aprile 2017

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