Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 9048 del 07/04/2017


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Cassazione civile, sez. lav., 07/04/2017, (ud. 15/02/2017, dep.07/04/2017),  n. 9048

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE LAVORO

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. MACIOCE Luigi – Presidente –

Dott. TORRICE Amelia – Consigliere –

Dott. BLASUTTO Daniela – Consigliere –

Dott. DI PAOLANTONIO Annalisa – Consigliere –

Dott. TRICOMI Irene – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 27794-2012 proposto da:

B.M., C.F. (OMISSIS), + ALTRI OMESSI

– ricorrenti –

contro

MINISTERO DELL’ISTRUZIONE, DELL’UNIVERSITA’ E DELLA RICERCA, C.F.

(OMISSIS), in persona del Ministro pro tempore, rappresentato e

difeso dall’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO presso i cui Uffici

domicilia in ROMA, alla VIA DEI PORTOGHESI, 12;

– controricorrente –

avverso la sentenza definitiva n. 821/2012 della CORTE D’APPELLO di

MILANO, depositata il 05/06/2012 R.G.N. 2805/2011;

avverso la sentenza definitiva n. 819/2012 della CORTE D’APPELLO di

MILANO, depositata il 05/06/2012 R.G.N. 2688/2011.

Fatto

RILEVATO

che con un unico ricorso per cassazione sono state impugnate insieme da B.M., + ALTRI OMESSI

che le sentenze di secondo grado venivano emesse dalla Corte d’Appello di Milano nel decidere autonomi giudizi di appello vertenti ognuno tra ciascuno dei suddetti lavoratori e il MIUR; che i giudizi di secondo grado erano stati promossi dai lavoratori nei confronti, rispettivamente, della sentenza del Tribunale che aveva rigettato la domanda di accertamento dell’illegittimità dei contratti a termine della scuola, stipulati con il MIUR e di condanna dell’Amministrazione al risarcimento del danno;

che si è costituito il MIUR;

che l’Amministrazione ha eccepito, in via preliminare, l’inammissibilità del ricorso in quanto avente ad oggetto l’impugnazione di una pluralità di sentenze con un unico atto, al di fuori dei casi in ciò è previsto;

che in prossimità dell’adunanza camerale, i ricorrenti hanno depositato atto di rinuncia.

Diritto

CONSIDERATO

che i ricorrenti hanno depositato atto di rinuncia;

che la rinuncia non risulta accettata;

che tale circostanza, non applicandosi l’art. 306 c.p.c. al giudizio di cassazione, non rileva ai fini dell’estinzione del processo; che la rinunzia al ricorso per cassazione infatti non ha carattere cosiddetto accettizio (che richiede, cioè, l’accettazione della controparte per essere produttivo di effetti processuali); che inoltre, determinando il passaggio in giudicato della sentenza impugnata, comporta il conseguente venir meno dell’interesse a contrastare l’impugnazione (Cass., ord. 3971 del 2015);

che per le ragioni cl precedono deve essere dichiarata l’estinzione del giudizio, compensate le spese, stante la natura della questione.

PQM

La Corte dichiara l’estinzione del giudizio, spese compensate.

Così deciso in Roma, nella Adunanza camerale, il 15 febbraio 2017.

Depositato in Cancelleria il 7 aprile 2017

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