Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 9031 del 19/04/2011

Cassazione civile sez. trib., 19/04/2011, (ud. 23/03/2011, dep. 19/04/2011), n.9031

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. CAPPABIANCA Aurelio – rel. Presidente –

Dott. D’ALESSANDRO Paolo – Consigliere –

Dott. IACOBELLIS Marcello – Consigliere –

Dott. DI BLASI Antonino – Consigliere –

Dott. VIRGILIO Biagio – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ordinanza

sul ricorso proposto da:

G.P., elettivamente domiciliato in Roma, via P.zza Cola

di Rienzo n. 92, presso lo studio dell’avv. Carlini Franco, che lo

rappresenta e difende;

– ricorrente –

contro

AMMINISTRAZIONE DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE, in persona del

ministro pro tempore; e AGENZIA DELLE ENTRATE, in persona del

direttore pro tempore, elettivamente domiciliata in Roma, via dei

Portoghesi n. 12, presso l’Avvocatura Generale dello Stato, che le

rappresenta e difende;

per la cassazione della sentenza della Commissione tributaria

regionale dell’Umbria, sez. 1^, n. 23, depositata il 16 maggio 2008;

– controricorrenti –

per la cassazione della sentenza della Commissione tributaria

regionale dell’Umbria, sez. 1^, n. 23, depositata il 16 maggio 2008;

Letta la relazione scritta redatta dal consigliere relatore dott.

Aurelio Cappabianca;

constatata la regolarita’ delle comunicazioni di cui all’art. 380 bis

c.p.c., comma 3.

Fatto

FATTO E DIRITTO

Premesso:

che il contribuente propone ricorso per cassazione, in tre motivi (tesi a denunziare vizi di motivazione e violazione della L. n. 689 del 1981, art. 8, comma 1, D.P.R. n. 322 del 1998, artt. 2 e 3 e del D.Lgs. n. 241 del 1997, art. 7 bis) avverso la sentenza indicata in epigrafe, reiettiva dell’appello dallo stesso promosso contro decisione di primo grado che ne aveva respinto il ricorso contro ingiunzione sanzionatoria per tardiva trasmissione telematica di 23 dichiarazioni relative all’anno 2003;

rilevato:

– che la motivazione della sentenza impugnata si esaurisce nelle seguenti battute: “…L’appello cosi’ come proposto va respinto. La decisione della Commissione Tributaria Provinciale di Perugia ha giustamente respinto il ricorso del contribuente sia sotto il profilo formale che sostanziale ritenendo giusto il comportamento assunto dall’ufficio nell’applicare la sanzione prevista. Ulteriori motivazioni atte a modificare la decisione di primo grado non sono state fornite”.

che l’Agenzia delle Entrate resiste con controricorso;

osservato preliminarmente:

che, in quanto proposto nei confronti dell’Amministrazione dell’Economia e delle Finanze, il ricorso e’ inammissibile, per carenza di legittimazione passiva, risultando la sentenza impugnata emessa nell’ambito di giudizio di appello cui l’Amministrazione e’ restata estranea (cfr. Cass. s.u. 3116/06, Cass. 4936/06).

– che il secondo motivo del ricorso proposto contro l’Agenzia e’ manifestamente fondato;

che, invero, le conclusioni dei giudici di appello, si rivelano espresse in termini del tutto tautologici – senza il benche’ minimo supporto argomentativo, ad eccezione di un rinvio meramente adesivo ed acritico, e percio’ inidoneo (v. Cass. 2268/06, 24580/05, 11488/04, 2196/03, 18.296/02, 3066/02, 4510/00), alla motivazione della decisione di primo grado – sicche’, non offrendo alcuna possibilita’ di rintracciare e controllare la ratio decidendi (nemmeno attraverso la correlazione della motivazione con la parte narrativa), la decisione sembra doversi ritenere effettivamente affetta dai dedotti vizi motivazionali (Cass. 26825/09, 16762/06);

ritenuto:

– che – restando assorbite le ulteriori censure il ricorso promosso dalla societa’ contribuente nei confronti dell’Agenzia va, pertanto, accolto nelle forme di cui agli artt. 375 e 380 bis c.p.c.;

– che la sentenza impugnata va, dunque, cassata, con rinvio della causa, anche per la regolamentazione delle spese del presente giudizio di legittimita’, ad altra sezione della Commissione Tributaria regionale dell’Umbria.

P.Q.M.

LA CORTE dichiara inammissibile il ricorso promosso contro l’Amministrazione dell’Economia e delle Finanze;

accoglie il ricorso promosso contro l’Agenzia; cassa la sentenza impugnata e rinvia la causa, anche per la regolamentazione delle spese del presente giudizio di legittimita’, ad altra sezione della Commissione Tributaria regionale dell’Umbria.

Cosi’ deciso in Roma, nella Camera di consiglio, il 23 marzo 2011.

Depositato in Cancelleria il 19 aprile 2011

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