Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 9019 del 06/04/2017

Cassazione civile, sez. VI, 06/04/2017, (ud. 08/03/2017, dep.06/04/2017),  n. 9019

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE T

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. IACOBELLIS Marcello – Presidente –

Dott. MOCCI Mauro – Consigliere –

Dott. IOFRIDA Giulia – rel. Consigliere –

Dott. CRUCITTI Roberta – Consigliere –

Dott. CONTI Roberto Giovanni – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 11624-2016 proposto da:

AGENZIA DELLE ENTRATE, (OMISSIS), in persona del Direttore pro

tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI 12,

presso l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che la rappresenta e

difende ope legis;

– ricorrente –

contro

CIVIS CATANIA SRL;

– intimata –

avverso la sentenza n. 1302/18/2015 della COMMISSIONE TRIBUTARIA

REGIONALE della SICILIA SEZIONE DISTACCATA di CATANIA, depositata il

30/03/2015;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non

partecipata dell’08/03/2017 dal Consigliere Dott. GIULIA IOFRIDA.

Fatto

FATTI DI CAUSA

L’Agenzia delle Entrate propone ricorso per cassazione, affidato ad un motivo, nei confronti di Civis Catania srl (che non resiste), avverso la sentenza della Commissione Tributaria Regionale della Sicilia Sezione staccata di Catania n. 1302/18/2015, depositata in data 30/03/215, con la quale – in controversia concernente l’impugnazione di diniego di condono notificato, per gli anni 2000, 2001 e 2002, a causa del parziale versamento (della sola prima rata) del dovuto, ai sensi della L. n. 289 del 2002, art. 9 bis – è stata confermata la decisione di primo grado, che aveva accolto il ricorso della contribuente.

A seguito di deposito di proposta ex art. 380 bis c.p.c., è stata fissata l’adunanza della Corte in camera di consiglio, con rituale comunicazione alle parti; il Collegio ha disposto la redazione della ordinanza con motivazione semplificata.

Diritto

RAGIONI DELLA DECISIONE

1. La ricorrente lamenta, con unico motivo, la violazione, ex art. 360 c.p.c, n. 3, della L. n. 289 del 2002, art. 9 bis come ampliato dalla L. n. 350 del 2003, art. 2, comma 45 avendo la C.T.R. espressamente disatteso un orientamento consolidato del giudice di legittimità in ordine alla necessita, ai fini della validità ed efficacia della definizione agevolata suddetta, del versamento integrale del dovuto.

2. Preliminarmente, il ricorso deve essere dichiarato inammissibile per mancata prova del perfezionamento della notificazione e, dunque, dell’avvenuta instaurazione del contraddittorio.

Invero, l’Agenzia delle Entrate ricorrente non ha documentato l’esito positivo della notifica del ricorso per cassazione alla contribuente, non costituitasi, notifica che risulta effettuata a mezzo del servizio postale, con atto spedito il 29/04/2016.

Non v’è da provvedere sulle spese processuali, in difetto di attività difensiva dell’intimata.

Non sussistono i presupposti per il versamento del doppio contributo unificato da parte della ricorrente, poichè il disposto del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1 quater non si applica all’Agenzia delle Entrate (Cass. SSUU 9938/2014).

PQM

Dichiara inammissibile il ricorso.

Motivazione semplificata.

Così deciso in Roma, il 8 marzo 2017.

Depositato in Cancelleria il 6 aprile 2017

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