Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 8995 del 19/04/2011

Cassazione civile sez. lav., 19/04/2011, (ud. 23/02/2011, dep. 19/04/2011), n.8995

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE LAVORO

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. BATTIMIELLO Bruno – Presidente –

Dott. LA TERZA Maura – Consigliere –

Dott. TOFFOLI Saverio – rel. Consigliere –

Dott. MAMMONE Giovanni – Consigliere –

Dott. MELIADO’ Giuseppe – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ordinanza

sul ricorso proposto da:

MINISTERO DELL’ISTRUZIONE, in persona del. Ministro pro tempore,

elettivamente domiciliato in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI 12, presso

l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che lo rappresenta e difende, ope

legis;

– ricorrente –

contro

O.G., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA CARLO POMA

2, presso lo studio dell’avvocato ASSENNATO GIUSEPPE SANTE, che lo

rappresenta e difendo unitamente agli avvocati TORCHIA LUISA, MAUCERI

CORRADO, giusta procura speciale a margine del controricorso;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 1839/2005 della CORTE D’APPELLO di TORINO del

17/11/05, depositata il 05/12/2005;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

23/02/2011 dal Consigliere Relatore Dott. SAVERIO TOFFOLI;

e’ presente il P.G. in persona del Dott. CARLO DESTRO.

Fatto

MOTIVI

La Corte pronuncia in camera di consiglio ex art. 375 c.p.c. a seguito di richiesta in tal senso del Pubblico ministero.

La Corte d’appello di Torino, con sentenza depositata il 5.12.2005, in riforma della sentenza di primo grado, accoglieva la domanda di O.G., dipendente del Comune di Piasco appartenente alla categoria c.d. ATA (personale scolastico non docente) trasferito alle dipendenze dello Stato, diretta a conseguire una piu’ vantaggiosa valorizzazione della anzianita’ ai fini normativi e retributivi.

Il ricorso per cassazione proposto dal Ministero dell’istruzione, a cui l’ O. resiste con controricorso seguito da breve memoria, e’ qualificabile come inammissibile, in quanto notificato in data 12.12.2006 a seguito di presentazione all’ufficio notifiche in data 6.12.2006. Prendendo in considerazione quest’ultima data, in base ai principi affermatisi in materia, il ricorso risulta proposto, sia pure per un solo giorno, dopo la scadenza del c.d. termine lungo annuale di impugnazione (verificato che il giorno 5.12.2006 e’ caduto di martedi’ e quindi non e’ stato festivo).

Le spese del giudizio vengono regolate facendo applicazione del criterio legale della soccombenza (art. 91 c.p.c.). Ne e’ stata chiesta la distrazione.

P.Q.M.

LA CORTE dichiara inammissibile il ricorso e condanna la parte ricorrente a rimborsare al controricorrente le spese del giudizio, determinate in Euro 30,00 e in onorari 1.500,00, oltre spese generali, IVA e CPA come per legge, distratte agli avvocati Luisa Torchia, Corrado Mauceri e G. Sante Assennato.

Cosi’ deciso in Roma, il 23 febbraio 2011.

Depositato in Cancelleria il 19 aprile 2011

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