Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 8965 del 14/04/2010

Cassazione civile sez. I, 14/04/2010, (ud. 24/02/2010, dep. 14/04/2010), n.8965

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE PRIMA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. CARNEVALE Corrado – President – –

Dott. CECCHERINI Aldo – Consiglie – –

Dott. NAPPI Aniello – Consiglie – –

Dott. BERNABAI Renato – Consiglie – –

Dott. DOGLIOTTI Massimo – Consiglie – –

ha pronunciato la seguente:

sentenza

sul ricorso proposto da:

Fallimento Edil De.PA. costruzioni s.n.c., domiciliato in Roma, via

G. Borsi 4, presso l’avv. Scafarelli F., rappresentato e difeso dagli

avv. Garrisi G. e Torsello A., come da mandato a margine del ricorso;

– ricorrente –

contro

Barbara s.r.l.;

– intimato –

Avverso la sentenza n. 25507/2007 della Corte di cassazione,

depositata il 6 dicembre 2007;

Sentita la relazione svolta dal Consigliere dott. Aniello Nappi;

Udite le conclusioni del P.M., Dr. Russo Libertino Alberto, che ha

chiesto l’accoglimento del ricorso e la decisione nel merito.

 

Fatto

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

Con la sentenza impugnata la Corte di cassazione, in accoglimento del ricorso proposto dalla Barbara s.r.l. e con decisione nel merito, ha rigettato la domanda proposta dal Fallimento Edil De.PA. costruzioni s.n.c. per la dichiarazione di inefficacia ex art. 67, L. Fall., di un contratto di compravendita stipulato con atto notarile del 25 gennaio 1996, nell’imminenza del fallimento della societa’ venditrice, dichiarato il 6 giugno 1996.

La corte ha ritenuto che in realta’ l’effetto di trasferimento della proprieta’ del bene compravenduto non derivasse dall’atto notarile del 1996, ma risaliva a una scrittura privata del 16 marzo 1994, opponibile al fallimento in quanto avente data certa e non revocabile ai sensi dell’art. 67, L. Fall., perche’ antecedente al periodo sospetto. Per questa ragione la corte ha cassato la sentenza della Corte d’appello di Lecce, che, solo in ragione dell’art. 45, L. Fall., aveva escluso l’opponibilita’ al fallimento della scrittura privata del 16 marzo 1994. E, avendo rilevato che tale scrittura risultava di data certa, ha deciso nel merito, rigettando la domanda del fallimento. Contro la sentenza di legittimita’ ricorre ora il Fallimento Edil De.PA. costruzioni s.n.c., chiedendone la revocazione a norma dell’art. 391 bis c.p.c..

Diritto

MOTIVI DELLA DECISIONE

La ricorrente denuncia i seguenti errori di fatto:

a) la Corte di cassazione ha erroneamente ritenuto che i giudici d’appello avessero riconosciuto l’opponibilita al fallimento della scrittura privata del 16 marzo 1994;

b) la Corte di cassazione ha erroneamente ritenuto che l’esistenza, la datazione e l’efficacia traslativa della scrittura privata del 16 marzo 1994 non erano state contestate dalla curatela fallimentare;

c) la Corte di cassazione ha erroneamente ritenuto che i giudici d’appello avessero riconosciuto gli effetti immediatamente traslativi della scrittura privata del 16 marzo 1994, mentre s’erano limitati a rilevarne l’inopponibilita’ al fallimento perche’ non trascritta;

d) la Corte di cassazione ha erroneamente ritenuto che la scrittura privata del 16 marzo 1994 risultasse di data certa per l’intervenuta trascrizione dell’atto notarile di autenticazione delle sottoscrizioni, mentre in realta’ l’autenticazione si riferiva ad altra scrittura sottoscritta il 15 giugno 1994 per una procura a vendere.

2. Ai fini di una corretta valutazione delle questioni poste dal ricorrente, occorre premettere che e’ del tutto corretta la cassazione della sentenza della Corte d’appello di Lecce, certamente errata in diritto.

Secondo la giurisprudenza di questa corte, infatti, “in tema di revocatoria fallimentare di compravendita immobiliare, qualora risulti che l’atto pubblico trascritto, ricadente nell’ambito del “periodo sospetto” stabilito dall’art. 61 L. Fall., ha la mera funzione di rendere il trasferimento della proprieta’ opponibile ai terzi (mediante la trascrizione), essendosi l’effetto traslativo del medesimo diritto verificato in virtu’ di una precedente scrittura privata avente data certa anteriore al periodo predetto, ai fini della collocazione cronologica dell’atto e’ alla data di tale scrittura che deve farsi riferimento, essendo questa la data in cui e’ stato compiuto l’atto e si e’ verificato il trasferimento della proprieta’” (Cass., sez. 1^, 7 marzo 2007, n. 5270, m. 597147).

Erroneamente pertanto la corte salentina aveva ritenuto che la mancata trascrizione rendesse di per se’ inopponibile al fallimento la scrittura privata del 1994, benche’ il trasferimento immobiliare che ne era l’oggetto fosse stato ribadito nell’atto pubblico del 1996.

Cio’ posto, ne consegue che occorre accertare se sia effettivamente affetta da errore di fatto la decisione di rigetto nel merito della domanda del fallimento.

Va rilevato al riguardo che la decisione nel merito e’ stata giustificata dalla Corte di cassazione in ragione del fatto che, come si legge nel penultimo foglio della sentenza, “la scrittura privata in discussione, la cui acquisizione agli atti risulta pacifica, sia perche’ rappresenta l’oggetto incontestato della decisione in esame sia perche’ e’ ammessa dallo stesso resistente anche in questa sede, e la cui opponibilita’ alla massa in relazione al requisito della data certa – art. 2704 c.c. – appare parimenti indiscussa, in quanto data per scontata nella sentenza impugnata che non e’ stata fatta oggetto d’impugnazione incidentale sul punto, risulta munita della trascrizione antecedente al fallimento, per il tramite dell’atto notarile che ne reca l’autenticazione delle reciproche sottoscrizioni che, giova ribadire, ha pacificamente valore di atto ripetuto, privo di effetto traslativo”.

Risulta evidente allora la ragione per cui la corte di legittimita’ si e’ pronunciata nel merito.

Ha ritenuto che dalla stessa sentenza della Corte d’appello di Lecce risultasse la certezza della data della scrittura privata controversa, posto che la corte salentina ne aveva escluso l’opponibilita’ al fallimento solo in ragione dell’art. 45 L. Fall., non in ragione dell’art. 2704 c.c.; mentre in realta’ ai fini della trascrizione del trasferimento prima del fallimento doveva considerarsi idonea la sopravvenuta stipula dell’atto pubblico notarile confermativo.

Questo accertamento di fatto, circa la certezza di data della scrittura, non risulta censurato dall’attuale ricorrente. Ne’ sarebbe comunque censu-rabile in questa sede, perche’, essendo fondato sull’interpretazione della sentenza della corte salentina, potrebbe essere viziato da un errore di giudizio, non da un errore di percezione. Gli altri errori denunciati dal ricorrente, ove pure esistenti, sarebbe comunque irrilevanti.

Il ricorso va pertanto dichiarato inammissibile.

PQM

La Corte dichiara inammissibile il ricorso.

Così deciso in Roma, il 24 febbraio 2010.

Depositato in Cancelleria il 14 aprile 2010

 

 

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