Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 8786 del 05/04/2017


Clicca qui per richiedere la rimozione dei dati personali dalla sentenza

Civile Ord. Sez. 5 Num. 8786 Anno 2017
Presidente: CHINDEMI DOMENICO
Relatore: CARBONE ENRICO

ORDINANZA
sul ricorso iscritto al n. 17971/2013 R.G. proposto da
Agenzia delle Entrate, rappresentata e difesa dall’Avvocatura
Generale dello Stato, presso i cui uffici in Roma alla via dei
Portoghesi n. 12 domicilia ex lege;

ricorrente

contro
CRM LOGINT s.r.l. in liquidazione, rappresentata e difesa dagli
Avv.ti Oreste Cantillo e Guglielmo Cantillo, elettivamente
domiciliata presso lo studio del primo in Roma al Lungotevere dei
Mellini n. 17, per procura a margine del controricorso;

controricorrente

avverso la sentenza della Commissione Tributaria Regionale della
Lombardia n. 1/19/13 depositata il 9 gennaio 2013.
Udita la relazione svolta nella camera di consiglio del 28 marzo
2017 dal Consigliere Enrico Carbone.

1

Data pubblicazione: 05/04/2017

RILEVATO CHE
– In relazione alla cessione di ramo d’azienda dalla CRM LOGINT
s.r.l. alla CEVA s.r.I., l’Agenzia delle Entrate impugna per
cassazione la decisione di annullamento dell’avviso di
liquidazione dell’imposta suppletiva di registro.
– Il ricorso per cassazione denuncia violazione e falsa applicazione

(primo motivo), insufficiente motivazione su fatto controverso e
decisivo (secondo motivo), nullità della sentenza per omissione
di pronuncia (terzo motivo), omessa motivazione su fatto
controverso e decisivo (quarto motivo).
– L’Agenzia si duole che il giudice d’appello non abbia riconosciuto
l’autonoma tassabilità della dazione di somma (C 948.048,00),
prevista a carico della cedente in una cessione di ramo d’azienda
con sbilancio negativo; si duole altresì che il giudice d’appello
abbia omesso di considerare che il credito di rimborso non era
inserito nello stato patrimoniale del ramo ceduto.
– In realtà, il giudice d’appello ha spiegato che la dazione
pecuniaria trovava causa nei debiti aziendali caduti in solidarietà
passiva ex art. 2560 c.c.
– Atteso che l’art. 2560 c.c. contempla una fattispecie di accollo
cumulativo ex lege (Cass. 29 aprile 1998, n. 4367, Rv. 514986)
e che l’art. 21, comma 3, d.P.R. 131/1986 esclude l’autonoma
tassabilità degli «accolli di debiti ed oneri collegati e contestuali
ad

altre disposizioni»,

motivazione d’appello

la

risulta

giuridicamente esatta e logicamente plausibile.
– L’omesso inserimento del credito di rimborso nello stato
patrimoniale del ramo ceduto può esaurirsi sul piano formale,
sicché non è decisivo agli effetti dell’art. 360 n. 5 c.p.c. (che
peraltro la ricorrente erroneamente considera nella formulazione
anteriore alla I. 134/2012), né decisivo agli effetti dell’omessa
pronuncia (sul requisito della decisività anche per tale vizio,
Cass. 2 agosto 2016, n. 16102, Rv. 641581).
2

dell’art. 21 d.P.R. 131/1986, art. 9, tariffa I, d.P.R. 131/1986

- Il ricorso deve essere respinto e le spese di questo giudizio
regolate per soccombenza.
– Ammessa alla prenotazione a debito, l’Agenzia delle Entrate non
ha l’obbligo di versare l’ulteriore importo per contributo unificato
ex art. 13, comma 1 quater, d.P.R. 115/2002 (Cass. 14 marzo
2014, n. 5955, Rv. 630550; Cass. 29 gennaio 2016, n. 1778, Rv.

P. Q. M.
Respinge il ricorso e condanna l’Agenzia delle Entrate a rifondere
alla società controricorrente le spese di questo giudizio, che liquida
in C 3.000,00 per compensi, oltre spese generali al 15% e
accessori di legge.
Così deciso in Roma, nell’adunanza camerale del 28 marzo 2017.

638714).

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA