Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 8750 del 30/03/2021

Cassazione civile sez. trib., 30/03/2021, (ud. 12/01/2021, dep. 30/03/2021), n.8750

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. SORRENTINO Federico – Presidente –

Dott. GUIDA Riccardo – Consigliere –

Dott. D’ORAZIO Luigi – rel. Consigliere –

Dott. FRACANZANI Marcello Maria – Consigliere –

Dott. VENEGONI Andrea – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso iscritto al n. 10663/2015 R.G. proposto da:

Agenzia delle entrate, in persona del legale rappresentante pro

tempore, rappresentata e difesa dall’Avvocatura generale dello

Stato, presso i cui uffici in Roma, Via dei Portoghesi, n. 12, è

domiciliata;

– ricorrente –

contro

A.G.;

– intimato –

avverso la sentenza della Commissione tributaria regionale della

Calabria, n. 600/4/2014, depositata il 3 aprile 2014.

Udita la relazione svolta nella camera di consiglio del 12 gennaio

2021 dal Consigliere Luigi D’Orazio.

 

Fatto

RILEVATO

che:

1. La Commissione tributaria regionale della Calabria riteneva inammissibile l’appello proposto dall’agenzia delle entrate, in quanto non era stata depositata in giudizio la ricevuta di spedizione della raccomandata contenente l’atto di appello, in violazione del D.Lgs. n. 546 del 1992, artt. 53 e 22. In particolare, per il giudice di appello, il deposito presso la segreteria del giudice tributario adito della fotocopia della ricevuta attestante la data di spedizione della raccomandata dell’atto di impugnazione assolveva ad una duplice funzione: da un lato, quella del rispetto del termine di decadenza per la proposizione dell’impugnazione; dall’altro, quella della tempestiva costituzione in giudizio da parte dell’appellante, in quanto il termine di 30 giorni per la costituzione in giudizio era ancorato alla spedizione del ricorso e non alla data di ricezione dello stesso da parte del resistente. Nè, aggiungeva il giudice di merito, la medesima funzione poteva essere assolta dal deposito dell’avviso di ricevimento del piego raccomandato contenente la copia del ricorso in appello.

2. Avverso tale sentenza propone ricorso per cassazione l’agenzia delle entrate.

3. Resta intimato il contribuente.

Diritto

CONSIDERATO

che:

1.Con un unico motivo di impugnazione l’agenzia delle entrate deduce la “violazione e falsa applicazione del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 53, comma 2, art. 22, comma 1: con riferimento all’art. 360 c.p.c., n. 4”, in quanto il giudice di appello è incorso in errore laddove ha ritenuto che il termine di 30 giorni per la tempestiva costituzione in giudizio dell’appellante, ai sensi del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 22, decorresse dalla data di spedizione della raccomandata contenente l’atto di impugnazione e non da quella di ricezione del ricorso. Inoltre, la Commissione regionale ha errato anche laddove ha ritenuto irrilevante, ai fini della verifica della ritualità dell’appello, la copia dell’avviso di ricevimento della relativa raccomandata, sul quale erano indicate sia la data di spedizione che quella di ricezione dell’atto, che era stata depositata in giudizio unitamente al ricorso. In realtà, il termine per la costituzione in giudizio dell’appellante non è ancorato alla data di spedizione del ricorso, ma a quella della sua ricezione da parte del destinatario. Inoltre, la presenza o meno in atti della ricevuta di spedizione postale del ricorso è processualmente ininfluente, ove sia stato prodotto tempestivamente l’avviso di ricevimento del plico che è normalmente idoneo ad assolvere alle funzioni proprie di quello di spedizione. La data di spedizione dell’atto, infatti, è riportata, secondo i regolamenti postali, anche nell’avviso di ricevimento del plico, che costituisce, pur sempre, atto pubblico ai sensi dell’art. 2199 c.c., godendo le indicazioni in esso contenute della stessa fede privilegiata di quelle relative alla procedura di notificazione a mezzo posta eseguita per il tramite dell’ufficiale giudiziario. Nel caso in esame, peraltro, dall’avviso di ricevimento ritualmente depositato in giudizio risulta che l’appello è stato spedito in data 17 giugno 2011 e ricevuto in data 20 giugno 2011 e che, pertanto, l’impugnazione era tempestiva, in quanto la sentenza della Commissione tributaria provinciale era stata depositata il 3 maggio 2010; così come tempestiva era la costituzione in giudizio dell’ufficio appellante, avvenuta l’8 luglio 2011, e quindi, nel rispetto del termine di 30 giorni dalla data di ricezione.

1.1. Il motivo è fondato.

1.2. Invero, per questa Corte, a sezioni unite, nel processo tributario, il termine di trenta giorni per la costituzione in giudizio del ricorrente (o dell’appellante), che si avvalga per la notificazione del servizio postale universale, decorre non dalla data della spedizione diretta del ricorso a mezzo di raccomandata con avviso di ricevimento, ma dal giorno della ricezione del plico da parte del destinatario – o dall’evento che la legge considera equipollente alla ricezione – (Cass., sez. un., 29 maggio 2017, n. 13452).

Pertanto, il giudice di appello, quando afferma che la decorrenza del termine di trenta giorni per la costituzione dell’appellante è ancorata alla “spedizione” e non alla “ricezione” del ricorso da parte del resistente (cfr. pag. 2 della motivazione), si discosta dal principio indicato dalle sezioni unite.

2. Inoltre, il D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 22, comma 1, richiamato per l’appello dal medesimo D.Lgs., art. 53 comma 2, prevede che “il ricorrente, entro trenta giorni dalla proposizione del ricorso, a pena d’inammissibilità, deposita, nella segreteria della commissione tributaria adita…l’originale del ricorso notificato…ovvero copia del ricorso consegnato o spedito per posta, con fotocopia della ricevuta di spedizione o della spedizione per raccomandata a mezzo del servizio postale”. Per questa Corte, a Sezioni Unite (13452/2017 cit.), nel processo tributario, non costituisce motivo d’inammissibilità del ricorso (o dell’appello), che sia stato notificato direttamente a mezzo del servizio postale universale, il fatto che il ricorrente (o l’appellante), al momento della costituzione entro il termine di trenta giorni dalla ricezione della raccomandata da parte del destinatario, depositi l’avviso di ricevimento del plico e non la ricevuta di spedizione, purchè nell’avviso di ricevimento medesimo la data di spedizione sia asseverata dall’ufficio postale con stampigliatura meccanografica ovvero con proprio timbro datario. Solo in tal caso, infatti, l’avviso di ricevimento è idoneo ad assolvere la medesima funzione probatoria che la legge assegna alla ricevuta di spedizione; invece, in loro mancanza, la non idoneità della mera scritturazione manuale o comunemente dattilografica della data di spedizione sull’avviso di ricevimento può essere superata, ai fini della tempestività della notifica del ricorso (o dell’appello), unicamente se la ricezione del plico sia certificata dall’agente postale come avvenuta entro il termine di decadenza per l’impugnazione dell’atto (o della sentenza).

2.1.La decisione della Commissione regionale, sul punto, non è conforme al suindicato principio di diritto, avendo considerato che ai fini della ammissibilità dell’appello notificato a mezzo posta rilevava il deposito della ricevuta di spedizione entro il termine di trenta giorni decorrente dalla spedizione, senza considerare in alcun modo gli effetti dell’avviso di ricevimento se dotato dei requisiti ritenuti necessari dalle sezioni unite di questa Corte (Cass., sez. 6-5, 19 febbraio 2018, n. 3991).

Il giudice di appello, infatti, ha erroneamente affermato che la funzione di verifica dell’osservanza del termine dei trenta giorni (sia per la tempestività dell’impugnazione che per la costituzione in giudizio dell’appellante) non può essere assolta dal deposito dell’avviso di ricevimento del piego raccomandato contenente la copia del ricorso in appello.

Nel fascicolo processuale, esaminato dal Collegio, trattandosi di error in procedendo articolato ai sensi dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 4, è stata rinvenuta certificazione della segreteria della Commissione regionale, da cui si evince che l’avviso di ricezione è stato depositato in giudizio unitamente all’atto di appello dell’Ufficio (cfr. dichiarazione della Segreteria della Commissione tributaria regionale della Calabria in data 19-3-2015 “si attesta, come da documentazione allegata, la presenza negli atti di causa, dell’avviso di ricevimento della raccomandata con cui è stato spedito l’atto di appello alla controparte interessata A.G.. Si attesta, altresì, che tale documento è stato depositato in Commissione Tributaria regionale unitamente all’appello in data 8/7/2011).

3. La sentenza impugnata va, dunque, cassata, con rinvio alla Commissione tributaria regionale della Calabria, in diversa composizione, che provvederà anche sulle spese del giudizio di legittimità.

P.Q.M.

Accoglie il ricorso; cassa la sentenza impugnata, con rinvio alla Commissione tributaria regionale della Calabria, in diversa composizione, cui demanda di provvedere anche sulle spese del giudizio di legittimità.

Così deciso in Roma, nella Camera di Consiglio, il 12 gennaio 2021.

Depositato in Cancelleria il 30 marzo 2021

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