Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 8738 del 15/04/2011

Cassazione civile sez. III, 15/04/2011, (ud. 02/03/2011, dep. 15/04/2011), n.8738

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TERZA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. TRIFONE Francesco – Presidente –

Dott. FILADORO Camillo – Consigliere –

Dott. FINOCCHIARO Mario – Consigliere –

Dott. MASSERA Maurizio – rel. Consigliere –

Dott. SPAGNA MUSSO Bruno – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

sentenza

sul ricorso proposto da:

NORDEST SRL (OMISSIS) in persona del legale rappresentante pro-

tempore Signor G.D., elettivamente domiciliata in

ROMA, VIA SESTIO CALVINO 60, presso lo studio dell’avvocato SALVITTI

SERGIO, che lo rappresenta e difende unitamente agli avvocati

ANTONACCI STEFANO, BONINO ALESSANDRO VITO giusta delega in calce al

ricorso;

– ricorrente –

contro

ENEA S.R.L. (OMISSIS), elettivamente domiciliata in ROMA, P.ZZA

MARTIRI DI BELFIORE 2, presso lo studio dell’avvocato ALESSI GAETANO,

che la rappresenta e difende unitamente all’avvocato CAPRARA FILIPPO

giusta delega a margine del controricorso;

– controricorrente –

e contro

FALLIMENTO SAN GIACOMO S.R.L.;

– intimato –

avverso la sentenza n. 1872/2005 della CORTE D’APPELLO di VENEZIA, 4^

SEZIONE CIVILE, emessa il 26/10/2005, depositata il 24/11/2005,

R.G.N. 3426/2003;

udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del

02/03/2011 dal Consigliere Dott. MAURIZIO MASSERA;

udito l’Avvocato ALESSANDRO BONINO;

udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott.

VELARDI Maurizio che ha concluso per il rigetto.

Fatto

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

Con sentenza in data 27 novembre 2003 il Tribunale di Verona revocava ai sensi dell’art. 395 c.p.c., n. 1, il provvedimento di convalida di sfratto per morosità dal complesso immobiliare, adibito a parco acquatico, emesso nei confronti della Nordest S.r.l. e in favore della Enea S.r.l., ma dichiarava risolto il contratto di locazione per inadempimento della conduttrice.

Con sentenza in data 26 ottobre – 24 novembre 2005 la Corte d’Appello di Venezia, in accoglimento dell’appello incidentale della Enea, rigettava la domanda di revocazione e dichiarava assorbito l’appello principale della Nordest.

La Corte territoriale osservava per quanto interessa: l’Enea non aveva posto in essere artifici o raggiri, ma adottato una strategia processuale che le consentisse, accertata la nullità dell’originaria notifica dell’atto di citazione, di recuperare parte del tempo perduto e trattare la questione prima del periodo feriale; la Nordest non poteva essere tratta in inganno perchè, a causa della nullità della prima notifica, non aveva avuto conoscenza giuridica dell’originario atto di citazione.

Avverso la suddetta sentenza la Nordest ha proposto ricorso per cassazione affidato a quattro motivi.

L’Etnea ha resistito con controricorso.

Il Fallimento della San Giacomo S.r.l., precedente proprietaria e poi conduttrice dell’ immobile, non ha espletato difese.

Diritto

MOTIVI DELLA DECISIONE

1 – Si osserva, preliminarmente, che il controricorso della Enea è stato notificato alla ricorrente nel domicilio da questa eletto con il ricorso.

2 – Il primo motivo adduce violazione e falsa applicazione degli artt. 395 e segg., artt. 39 e 306 c.p.c., nonchè omessa, insufficiente o contraddittoria motivazione in relazione alla ritenuta insussistenza del dolo revocatorio.

In linea di fatto è accaduto quanto segue: l’Enea convenne in giudizio la Nordest notificandole l’atto introduttivo presso la residenza di tale P., che risultava esserne il rappresentante legale. Costui si costituì dichiarando e dimostrando documentalmente di non rivestire più tale qualità. Il giudice di primo grado ordinò all’Enea di rinnovare la citazione presso la nuova sede.

L’Enea, anzichè provvedervi, notificò un nuovo e autonomo atto.

All’udienza indicata la Nordest non comparve e il giudice convalidò la sfratto per morosità.

Questi essendo i fatti, la Corte territoriale, andando in contrario avviso rispetto al Tribunale, non ravvisò nel comportamento della Enea il concretizzarsi degli artifici o raggiri necessari per integrare il dolo.

Il riferimento dei ricorrenti agli artt. 39 e 306 c.p.c. è incongruo. Il primo disciplina l’istituto della litispendenza, che ricorre solo quante volte la stessa causa venga proposta avanti a giudici diversi e non, come nella specie, avanti allo stesso Tribunale, situazione che si risolve chiedendo e ottenendo la riunione dei due giudizi.

Il secondo regola l’estinzione del giudizio, ma non impedisce che la domanda venga riproposta in altro giudizio.

Il vizio di contraddittorietà della motivazione ricorre solo in presenza di argomentazioni contrastanti e tali da non permettere di comprendere la “ratio decidendi” che sorregge il “decisum” adottato, per cui non sussiste motivazione contraddittoria allorchè dalla lettura della sentenza non sussistano incertezze di sorta su quella che è stata la volontà del giudice. (Cass. n. 8106 del 2006).

Il difetto di insufficienza della motivazione è configurabile soltanto quando dall’esame del ragionamento svolto dal giudice del merito e quale risulta dalla sentenza stessa impugnata emerga la totale obliterazione di elementi che potrebbero condurre ad una diversa decisione ovvero quando è evincibile l’obiettiva deficienza, nel complesso della sentenza medesima, del procedimento logico che ha indotto il predetto giudice, sulla scorta degli elementi acquisiti, al suo convincimento, ma non già, invece, quando vi sia difformità rispetto alle attese ed alle deduzioni della parte ricorrente sul valore e sul significato attribuiti dal giudice di merito agli elementi delibati, poichè, in quest’ultimo caso, il motivo di ricorso si risolverebbe in un’inammissibile istanza di revisione delle valutazioni e dei convincimenti dello stesso giudice di merito che tenderebbe all’ottenimento di una nuova pronuncia sul fatto, sicuramente estranea alla natura e alle finalità del giudizio di cassazione; in ogni caso, per poter considerare la motivazione adottata dal giudice di merito adeguata e sufficiente, non è necessario che nella stessa vengano prese in esame (al fine di confutarle o condividerle) tutte le argomentazioni svolte dalle parti, ma è sufficiente che il giudice indichi le ragioni del proprio convincimento, dovendosi in tal caso ritenere implicitamente disattese tutte le argomentazioni logicamente incompatibili con esse (Cass. n. 2272 del 2007).

Le argomentazioni della ricorrente peccano di assoluta genericità, non dimostrano la concreta sussistenza delle situazioni sopra indicate, non censurano specificamente l’affermazione decisiva della sentenza impugnata, secondo cui le. Nordest non poteva essere tratta in inganno giacchè, a causa della nullità della relativa notifica, non aveva avuto giuridica conoscenza della prima citazione , e che, ove l’avesse acquisita aliunde, avrebbe anche appreso la data dell’udienza.

D’altra parte la Nordest non ha spiegato le ragioni in base alle quali non ha potuto o voluto costituirsi a seguito della seconda notifica, ritenuta regolare da entrambi i giudici di merito.

In definitiva, il comportamento dell’Enea non riveste caratteri dolosi e, per contro, una maggiore diligenza da parte della Nordest le avrebbe consentito di comparire all’udienza fissata per la convalida dello sfratto.

3 – Il secondo motivo denuncia violazione dell’art. 112 c.p.c., nullità della sentenza, omessa, insufficiente motivazione in relazione al vizio di ultrapetizione della sentenza dedotto nei motivi di gravame. La ricorrente lamenta che la Corte territoriale non ha esaminato il proprio motivo di appello (principale) mediante il quale aveva censurato il Tribunale per avere pronunciato la risoluzione del contratto all’origine della controversia sebbene nessuna della parti l’avesse richiesta. Lamenta altresì l’omesso esame delle proprie doglianze relative all’asserita nullità e/o inesistenza del contratto di locazione.

La censura è infondata. Come riferito nella parte espositiva, il Tribunale ha revocato ai sensi dell’art. 395 c.p.c., n. 1, il provvedimento di convalida di sfratto per morosità e tuttavia ha dichiarato risolto il contratto di locazione per inadempimento della Nordest.

La Corte territoriale, correttamente, ha ritenuto pregiudiziale l’esame dell’appello incidentale, con il quale l’Enea aveva lamentato l’accoglimento dell’avversa domanda finalizzata ad ottenere la revocazione ex art. 395 c.p.c. del provvedimento di convalida di sfratto e, andando in diverso avviso, rispetto al Tribunale, ha rigettato la suddetta domanda. Questa statuizione ha determinato la piena validità ed efficacia dell’originario provvedimento di convalida e, quindi, ha reso superflue assorbite le censure rivolte a rimuovere una statuizione ormai caducata.

4 – Restano assorbiti il terzo motivo, che ipotizza violazione degli artt. 1343, 1344, 1345, 1414 e segg. c.c. artt. 99, 100 c.p.c., nonchè omessa, insufficiente, illogica, motivazione in relazione alla ritenuta validità/efficacia/esistenza del contratto di locazione azionato nel procedimento di convalida e il quarto, che adduce violazione degli artt. 88, 91, 92, 96 c.p.c., omessa valutazione delle risultanze istruttorie, vizio di petizione (art. 112 c.p.c.), nonchè assoluta carenza di motivazione in relazione all’invocato risarcimento danni per lite temeraria di cui all’art. 96 c.p.c..

5 – Al rigetto del ricorso consegue la condanna alle spese.

P.Q.M.

Rigetta il ricorso. Condanna la ricorrente al pagamento delle spese del giudizio di cassazione, liquidate in complessivi Euro 3.700,00, di cui Euro 3.500,00 per onorari, oltre spese generali e accessori di legge.

Così deciso in Roma, il 2 febbraio 2011.

Depositato in Cancelleria il 15 aprile 2011

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