Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 8722 del 13/04/2010

Cassazione civile sez. III, 13/04/2010, (ud. 23/02/2010, dep. 13/04/2010), n.8722

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TERZA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. MORELLI Mario Rosario – Presidente –

Dott. FILADORO Camillo – rel. Consigliere –

Dott. FEDERICO Giovanni – Consigliere –

Dott. UCCELLA Fulvio – Consigliere –

Dott. TALEVI Alberto – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

sentenza

sul ricorso 11820/2006 proposto da:

A.C. (OMISSIS), considerato domiciliato “ex

lege” in ROMA presso la CANCELLERIA DELLA CORTE DI CASSAZIONE,

rappresentato e difeso dall’avvocato COLUCCI FRANCESCO giusta delega

in atti;

– ricorrenti –

contro

DIRECT LINE INSURANCE S.P.A., A.C. ASSICURAZIONI DI ALEANDRI

& C

S.N.C.;

– intimati –

avverso la sentenza n. 22368/2005 del TRIBUNALE di ROMA, 13^ SEZIONE

CIVILE, emessa il 19/10/2005 depositata il 19/10/2005, R.G.N.

76275/2003;

udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del

23/02/2010 dal Consigliere Dott. FILADORO Camillo;

udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott.

SCARDACCIONE Eduardo Vittorio che ha concluso per la inammissibilità

del ricorso.

 

Fatto

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

Con sentenza 19 ottobre 2005 il Tribunale di Roma rigettava l’appello proposto da A.C. avverso la decisione del giudice di pace di Roma n. 35149 del 2003, che aveva respinto la domanda di risarcimento dei danni subiti a seguito di un incidente stradale avvenuto il (OMISSIS) (quale trasportato sulla vettura condotta da A.F. e di proprietà della s.n.c. Assicurazioni di Aleandri & c).

Il Tribunale osservava che, all’esito delle risultanze probatorie acquisite nel giudizio di primo grado, non risultavano adeguatamente provate le circostanze di verificazione del sinistro.

Il testimone sentito non appariva attendibile, alla luce di quanto dichiarato dal conducente del veicolo nel verbale di constatazione amichevole (che aveva descritto un urto avvenuto nella fase di retromarcia dello stesso veicolo a bordo del quale l’attore era trasportato, in luogo di un collisione tra due veicoli in marcia, come riferito dallo stesso testimone).

Il giudice di appello sottolineava, infine, che la gravità delle lesioni riportate – a seguito delle quali era stata riscontrata persino una inabilità permanente dell’attore trasportato – non era compatibile con le modalità del fatto denunciato e con la circostanza che a seguito dell’urto non sarebbe stato riportato alcun danno dalle due autovetture.

Avverso tale decisione l’ A. ha proposto ricorso per cassazione sorretto da un unico motivo.

Gli intimati non hanno svolto difese in questa sede.

Diritto

MOTIVI DELLA DECISIONE

Con l’unico motivo il ricorrente deduce il vizio di omessa, insufficiente o contraddittoria motivazione circa un punto decisivo della controversia prospettato dalle parti.

Il giudice di appello aveva supposto che, a seguito della collisione tra i due veicoli, gli stessi avrebbero dovuto riportare danni materiali visibili e, pertanto, non avendoli riportati, doveva concludersi che l’urto non fosse stato così violento da poter arrecare quei danni fisici rilevanti, che erano stati riscontrati in occasione di due consulenze tecniche sul trasportato A. C. (una delle quali disposta di ufficio).

La circostanza che i due veicoli non avessero riportato danni materiali visibili era del tutto irrilevante, considerato che la collisione – confermata anche dal testimone presente al fatto – era avvenuta a bassa velocità.

Tra l’altro, in relazione al medesimo incidente, con altra decisione lo stesso giudice di pace di Roma aveva accolto le pretese risarcitorie di altro trasportato, A.D. (anche egli guarito con postumi permanenti di natura invalidanti, valutati in una percentuale del 2,5, per le medesime lesioni traumatiche al rachide cervicale).

Nel presente giudizio, il teste escusso alla udienza del 19 marzo 2003, era stato ritenuto inattendibile, anche se lo stesso non aveva alcun interesse al giudizio nè rapporti di parentela o di amicizia con il conducente o i trasportati della vettura investitrice.

Osserva il Collegio:

il ricorso è inammissibile.

Il motivo di ricorso per cassazione, con il quale la sentenza impugnata venga censurata per vizio della motivazione, non può essere inteso a far valere la rispondenza della ricostruzione dei fatti operata dal giudice del merito al diverso convincimento soggettivo della parte e, in particolare, non si può proporre con esso un preteso migliore e più appagante coordinamento dei molteplici dati acquisiti, atteso che tali aspetti del giudizio, interni all’ambito della discrezionalità di valutazione degli elementi di prova e dell’apprezzamento dei fatti, attengono al libero convincimento del giudice e non ai possibili vizi del percorso formativo di tale convincimento rilevanti ai sensi della disposizione di cui all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5); in caso contrario, questo motivo di ricorso si risolverebbe i una inammissibile istanza di revisione delle valutazioni e dei convincimenti del giudice di merito, e, perciò, in una richiesta diretta all’ottenimento di una nuova pronuncia sul fatto, sicuramente estranea alla natura e alle finalità del giudizio di cassazione (Cass. n. 9233 del 2006).

Nel caso di specie, il giudizio in ordine alla inattendibilità del teste esaminato ed alla valutazione delle prove acquisite sfugge alle censure formulate dal ricorrente.

Si richiama il consolidato insegnamento di questa Corte, secondo il quale: “L’esame dei documenti esibiti, la valutazione delle prove documentali e delle risultanze della prova testimoniale, il giudizio sull’attendibilità dei testi e sulla credibilità di alcuni invece che di altri, come la scelta, tra le varie risultanze probatorie, dì quelle ritenute più idonee a sorreggere la motivazione, involgono apprezzamenti di fatto riservati al giudice del merito, il quale, nel porre a fondamento della propria decisione una fonte di prova con esclusione di altre, non incontra altro limite che quello di indicare le ragioni del proprio convincimento, senza essere tenuto a discutere ogni singolo elemento o a confutare tutte le deduzioni difensive, dovendo ritenersi implicitamente disattesi tutti i rilievi e circostanze che, sebbene non menzionati specificamente, sono logicamente incompatibili con la decisione adottata” (Cass. 12362 del 2006).

Costituisce accertamento di merito – logicamente motivato quello, contenuto nella sentenza impugnata, secondo il quale la riferita dinamica dell’incidente (secondo la quale le lesioni sarebbero state riportate nel corso di una effettuazione di una manovra di retromarcia del veicolo) non sarebbe in alcun modo compatibile con la gravità delle conseguenze lamentate.

Del tutto irrilevante, infine, il richiamo – contenuto nel ricorso – ad una decisione adottata da altro giudice di pace in una controversia promossa da altri trasportati, a bordo dell’auto condotta da A.F., i quali avrebbero riportato lesioni in occasione del medesimo incidente stradale.

Conclusivamente il ricorso deve essere dichiarato inammissibile.

Nessuna pronuncia in ordine alle spese, non avendo gli intimati svolto difese.

PQM

La Corte dichiara inammissibile il ricorso.

Nulla in ordine alle spese del presente giudizio.

Così deciso in Roma, nella Camera di Consiglio, il 23 febbraio 2010.

Depositato in Cancelleria il 13 aprile 2010

 

 

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