Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 8677 del 12/04/2010

Cassazione civile sez. I, 12/04/2010, (ud. 26/11/2009, dep. 12/04/2010), n.8677

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE PRIMA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. ADAMO Mario – Presidente –

Dott. ZANICHELLI Vittorio – Consigliere –

Dott. SCHIRO’ Stefano – rel. Consigliere –

Dott. FITTIPALDI Onofrio – Consigliere –

Dott. DIDONE Antonio – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ordinanza

sul ricorso proposto da:

V.F., elettivamente domiciliato in Roma, viale Giulio Cesare

14-A/4, presso l’avv. Pafundi Gabriele, che lo rappresenta e difende,

insieme con l’avv. Polo Demattè, giusta procura in atti;

– ricorrente –

contro

PREFETTURA DI TRIESTE, in persona del Prefetto pro tempore,

domiciliata in Roma, via dei Portoghesi 12, presso l’Avvocatura

Generale dello Stato, che la rappresenta e difende per legge;

– controricorrente –

e

MINISTERO DELL’INTERNO, in persona del Ministro pro tempore, e

QUESTURA DI TRIESTE, in persona del Questore pro tempore;

– intimati –

avverso il decreto del Giudice di Pace di Trieste in data 8 settembre

2008;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

26 novembre 2009 dal relatore, cons. Dr. Stefano Schirò;

alla presenza del Pubblico ministero, in persona del sostituto

procuratore generale, dott. PIVETTI Marco che nulla ha osservato.

 

Fatto

FATTO E DIRITTO

La Corte:

A) rilevato che è stata depositata in cancelleria, ai sensi dell’art. 380 bis c.p.c., la seguente relazione, comunicata al Pubblico Ministero e notificata agli avvocati delle parti:

“IL CONSIGLIERE RELATORE, letti gli atti depositati;

Ritenuto che:

1. V.F., cittadino (OMISSIS), ha proposto ricorso per cassazione, sulla base di due motivi, avverso il decreto in data 17 ottobre 2008, con il quale il Giudice di pace di Trieste ha respinto l’opposizione dello straniero al decreto di espulsione emesso in data 1 luglio 2008 dal Prefetto di Trieste, in quanto sprovvisto di valido permesso di soggiorno;

1.1. la Prefettura di Trieste ha resistito con controricorso;

Osserva:

2. con il primo motivo il ricorrente denuncia l’omessa pronuncia e comunque il difetto di motivazione in ordine alla eccepita incompetenza territoriale del Prefetto di Trieste; con il secondo motivo si lamenta la mancata traduzione nella lingua (OMISSIS) del provvedimento di espulsione, senza la preventiva giustificazione dell’impossibilità di rendere compiutamente noto il provvedimento al destinatario nella lingua da lui conosciuta;

3. il primo motivo appare manifestamente infondato sia perchè il provvedimento di espulsione dello straniero costituisce provvedimento obbligatorio a carattere vincolato, sicchè il giudice ordinario, dinanzi al quale esso venga impugnato è tenuto unicamente a controllare l’esistenza, al momento dell’espulsione, dei requisiti di legge che ne impongano l’emanazione, senza alcuna valutazione sulla legittimità del provvedimento (Cass. S.U. 2006/22217; Cass. 2007/22367), sia perchè dal decreto del Giudice di pace impugnato risulta in fatto che V.F. è rientrato dalla (OMISSIS), dove è stata accertata la sua irregolare posizione; alla stregua di tali criteri, deve ritenersi che il Giudice di pace si sia implicitamente pronunciato sull’eccezione relativa alla incompetenza territoriale del Prefetto di Trieste, ritenendola infondata e disattendendola;

4. anche il secondo motivo appare manifestamente infondato, in quanto il Giudice di pace di Trieste ha accertato in punto di fatto che il decreto di espulsione è stato comunicato all’interessato con l’ausilio di un interprete (OMISSIS);

5. alla stregua delle considerazioni che precedono e qualora il collegio condivida i rilevi formulati ai punti 3. e 4., si ritiene che il ricorso possa essere trattato in camera di consiglio ai sensi degli artt. 375 e 380 bis c.p.c.”;

B) osservato che non sono state depositate conclusioni scritte o memorie ai sensi dell’art. 380 bis c.p.c. e che, a seguito della discussione sul ricorso tenuta nella camera di consiglio, il collegio – rilevata preliminarmente l’inammissibilità del ricorso per cassazione proposto nei confronti del Ministero dell’Interno e della Questura di Trieste, in quanto nei giudizi di opposizione al provvedimento prefettizio di espulsione dello straniero, la legittimazione passiva appartiene in via esclusiva, personale e permanente al prefetto, quale autorità che ha emesso il provvedimento impugnato, restando pertanto inammissibile il ricorso per cassazione proposto contro il Questore (Cass. 2005/28869) o contro il Ministero dell’Interno (Cass. 2006/14293);

rilevato che le osservazioni che precedono conducono alla dichiarazione d’inammissibilità del ricorso nei confronti del Ministero dell’Interno e del Questore di Trieste ed al rigetto del ricorso nei confronti del Prefetto di Trieste;

ritenuto infine che nulla deve disporsi in ordine alle spese del giudizio di cassazione tra il ricorrente e il Ministero dell’Interno e la Questura di Trieste, non avendo gli uffici intimati svolto difese, mentre nel giudizio tra il ricorrente stesso e la Prefettura di Trieste le spese, da liquidarsi come in dispositivo, seguono la soccombenza.

PQM

La Corte dichiara inammissibile il ricorso proposto nei confronti del Ministero dell’Interno e del Questore di Trieste. Rigetta il ricorso nei confronti del Prefetto di Trieste e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali, che si liquidano in Euro 1.000,00, oltre alla spese prenotate a debito.

Così deciso in Roma, il 26 novembre 2009;

Depositato in Cancelleria il 12 aprile 2010

 

 

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