Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 8597 del 26/03/2021

Cassazione civile sez. VI, 26/03/2021, (ud. 21/01/2021, dep. 26/03/2021), n.8597

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE T

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. GRECO Antonio – Presidente –

Dott. ESPOSITO Antonio Francesco – Consigliere –

Dott. CATALDI Michele – Consigliere –

Dott. CROLLA Cosmo – rel. Consigliere –

Dott. LUCIOTTI Lucio – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 19026-2019 proposto da:

AGENZIA DELLE ENTRATE, (C.F. (OMISSIS)), in persona del Direttore pro

tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI 12,

presso l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che la rappresenta e

difende ope legis;

– ricorrente –

contro

M.G., elettivamente domiciliata in ROMA, PIAZZA CAVOUR

presso la CANCELLERIA della CORTE di CASSAZIONE, rappresentato e

difeso dall’avvocato LIDIA CORALLO;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 750/13/2019 della COMMISSIONE TRIBUTARIA

REGIONALE della SICILIA, SEZIONE DISTACCATA di CATANIA, depositata

li 1/02/2019;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non

partecipata del 21/01/2021 dal Consigliere Relatore Dott. COSMO

CROLLA.

 

Fatto

RILEVATO

Che:

1. M.G. impugnava il silenzio rifiuto formatosi a seguito di presentazione dell’istanza di rimborso del 90% – pari ad Euro 9.208,84 – delle somme trattenute dal sostituto di imposta versate a titolo di Irpef nel periodo 1990-1992 ai sensi della L. n. 289 del 2002, art. 9, comma 17, chiedendo il rimborso del suindicato importo.

2. La CTP accoglieva il ricorso condannando l’Agenzia delle Entrate al rimborso della predetta somma.

3. La sentenza veniva impugnata dall’Agenzia delle Entrate e la Commissione Tributaria Regionale del Sicilia rigettava l’appello osservando per quanto di interesse in questa sede: a) che il sostituito è legittimato, al pari del sostituto d’imposta, a richiedere il rimborso; b) che il rimborso, per effetto dell’entrata in vigore della L. n. 190 del 2015, art. 1, comma 665, è dovuto senza l’abbattimento del 50% non trovando applicazione il D.L. n. 91 del 2017, art. 16 octies, convertito in L. n. 123 del 2017, essendo entrato in vigore successivamente all’incardinazione del presente giudizio.

4. Avverso la sentenza della CTR ha proposto ricorso per Cassazione l’Agenzia delle Entrate sulla base di due motivi. Il contribuente si è costituito depositando controricorso.

Diritto

CONSIDERATO

Che:

1. Con il primo motivo di ricorso l’Amministrazione finanziaria denuncia la violazione e falsa applicazione della L. 23 dicembre 2014, n. 190, art. 1, comma 665, come modificato dal D.L. n. 91 del 2017, art. 16 octies, convertito in L. n. 123 del 2017, n. 91, convertito in L. n. 123 del 2017 in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, si sostiene che erroneamente la CTR non ha tenuto conto dello ius superveniens costituito dal D.L. n. 91 del 2017, art. 16 octies, convertito in L. n. 123 del 2017 che consente la decurtazione del 50% del rimborso nel caso in cui l’ammontare delle richieste eccede le risorse previste dalla normativa.

1.2 Con il secondo motivo viene dedotta la violazione degli artt. 111 Cost. del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 132, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 3, in quanto la motivazione della sentenza è affetta da due affermazioni assolutamente inconciliabili tra loro circa l’applicabilità dello ius supervenies.

2 I due motivi, da esaminarsi congiuntamente stante la loro intima connessione, vanno rigettati in quanto la sentenza è conforme a diritto anche se va corretta la motivazione in diritto nella parte in cui è stato riconosciuto il diritto del contribuente al rimborso in sede di esecuzione nella misura del 90%.

2.1 Va precisato, infatti, che i due motivi di censura contenuti nel ricorso non investono le due rationes decidendi – che sorreggono la pronuncia di rigetto dell’appello in relazione ai motivi di appello svolti dall’Agenzia.

2.2 In particolare la CTR ha rilevato l’infondatezza dei motivi dell’appello dedotti dall’Agenzia in punto di legittimazione attiva del sostituito ad agire per la restituzione dell’imposta versata e di tempestività della domanda di ripetizione ai sensi della L. 23 dicembre 2014, n. 190, art. 1, comma 665, come modificato dal D.L. n. 91 del 2017, art. 16 octies.

2.3 Sulla questione del riconoscimento del diritto al rimborso del M.G. sì è, quindi, formato il giudicato interno.

2.4 La CTR si è fatta carico di valutare l’incidenza sulla presente controversia dello ius supervenies costituito dall’entrata in vigore nelle more del giudizio del D.L. n. 91 del 2017, art. 16 octies, convertito in L. n. 123 del 2017.

2.5 Tale norma che ha novellato la L. 23 dicembre 2014, n. 190, art. 1, comma 665, precisa che “il rimborso di quanto indebitamente versato spetta ai soggetti specificamente individuati “nei limiti della spesa autorizzata dal presente comma” (comma 665, primo periodo, modificato dal cit. art. 16-ocities, comma 1, lett. a)), ovvero nei limiti dei suddetti 90 milioni di Euro complessivi per il triennio 2015-2017, stabilendo che “in relazione alle istanze di rimborso presentate, qualora l’ammontare delle stesse ecceda le complessive risorse stanziate dal presente comma, i rimborsi sono effettuati applicando la riduzione percentuale del 50 per cento sulle somme dovute” e che “a seguito dell’esaurimento delle risorse stanziate dal presente comma non si procede all’effettuazione di ulteriori rimborsi” (comma 665, quinto periodo, come introdotto dal cit. art. 16-ocities, comma 1, lett. b)), demandando al direttore dell’Agenzia delle entrate l’emanazione di un provvedimento (quello indicato al precedente punto 2.2) che stabilisca “le modalità e le procedure finalizzate ad assicurare il rispetto dei limiti di spesa stabiliti dal presente comma”, in precedenza riservando il cit. comma 665 al Ministro dell’economia e delle finanze l’emanazione di un “decreto” con cui stabilire “i criteri di assegnazione dei predetti fondi”.

2.6 Secondo il consolidato orientamento di questa Corte il ” delineato jus superveniens, attuato con il sopra citato provvedimento direttoriale, per nulla incide sulla questione, della quale è investita la Corte con il ricorso in esame, del diritto al rimborso spettante ai soggetti colpiti dal sisma del 1990, qual è il controricorrente, operando i limiti delle risorse stanziate e venendo in rilievo eventuali questioni sui consequenziali provvedimenti liquidatori emessi dall’Agenzia delle entrate soltanto in fase esecutiva e/o di ottemperanza” (cfr. tra le tante Cass. n. 29906/2017, n. 9908/2018 e n. 94172018).

2.7 I giudici di secondo grado dopo aver precisato, in conformità con l’indirizzo giurisprudenziale sopra indicato, che i limiti delle risorse stanziate vengono in rilievo solamente in fase esecutiva e/o di ottemperanza non incidendo sul giudizio avente ad oggetto il diritto al rimborso, hanno scorrettamente e contraddittoriamente affermato che ” nel caso di specie il diritto al rimborso va riconosciuto nella misura del 90% così come la sua esecuzione va disposta senza abbattimento del 50% essendo stato il presente giudizio incoato (iniziato) precedentemente all’entrata in vigore del limite di cui all’art. 16 octies sopra citato”.

2.8 Si tratta tuttavia di un errore che non incide sul dispositivo che è conforme a diritto.

3 Il ricorso va quindi rigettato.

3 Sussistono giusti per compensare le spese del presente giudizio in considerazione dell’interesse della ricorrente alla correzione dell’errore in diritto della motivazione.

PQM

La Corte:

rigetta il ricorso.

Compensa tra le parti le spese del presente giudizio.

Così deciso in Roma, nella Camera di Consiglio, il 21 gennaio 2021.

Depositato in Cancelleria il 26 marzo 2021

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