Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 8401 del 12/04/2011

Cassazione civile sez. I, 12/04/2011, (ud. 02/03/2011, dep. 12/04/2011), n.8401

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE PRIMA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. SALME’ Giuseppe – Presidente –

Dott. DI PALMA Salvatore – rel. Consigliere –

Dott. ZANICHELLI Vittorio – Consigliere –

Dott. SCHIRO’ Stefano – Consigliere –

Dott. DIDONE Antonio – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ordinanza

sul regolamento di competenza d’ufficio proposto dalla Corte

d’Appello di Brescia, con Decreto del 29.10.08, depositato il

31.10.08, nel procedimento n. R.G. 286/08 pendente fra:

P.V.;

MINISTERO DELLA GIUSTIZIA in persona del Ministro pro tempore,

elettivamente domiciliato in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI 12, presso

l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che lo rappresenta e difende, ope

legis;

– resistente –

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

02/03/2011 dal Consigliere Relatore Dott. SALVATORE DI PALMA. E’

presente il Procuratore Generale in persona del Dott. PIERFELICE

PRATIS.

Fatto

RITENUTO IN FATTO

Che, con ordinanza del 31 ottobre 2008, la Corte d’Appello di Brescia ha richiesto d’ufficio, ai sensi dell’art. 45 cod. proc. civ., il regolamento di competenza, esponendo che: a) con ricorso alla Corte d’Appello di Perugia, P.V. aveva chiesto, nei confronti del Ministro della giustizia, l’equa riparazione dei danni non patrimoniali ai sensi della L. 24 marzo 2001, n. 89, art. 2, comma 1, per l’asserita irragionevole durata del processo civile dallo stesso promosso dinanzi al Tribunale di Milano, con citazione in data 16 dicembre 1996 e definito dalla Corte di cassazione con sentenza dell’8 febbraio 2007; b) l’adita Corte genovese, con decreto del 28 aprile 2008, aveva dichiarato la propria incompetenza per territorio, indicando come competente la Corte d’appello di Brescia;

c) il P. aveva tempestivamente riassunto la causa dinanzi alla Corte bresciana; d) il costituito Ministro dell’economia e delle finanze aveva contestato la competenza del Giudice adito; e) territorialmente competente a conoscere la controversia de qua doveva ritenersi la Corte d’Appello di Roma;

che il Ministro della giustizia ha depositato atto di costituzione.

Considerato che deve dichiararsi la competenza della rimettente Corte d’Appello di Brescia;

che, infatti, con le recenti ordinanze di questa Corte nn. 6306 e 6307 del 16 marzo 2010 – pronunciate a sezioni unite in sede di risoluzione di contrasto fra pronunce difformi delle sezioni semplici -, è stato enunciato il principio di diritto secondo cui, in tema di equa riparazione per la violazione del termine di ragionevole durata del processo, ai fini dell’individuazione del giudice territorialmente competente in ordine alla relativa domanda, il criterio di collegamento stabilito dall’art. 11 cod. proc. pen., richiamato dalla L. 24 marzo 2001, n. 89, art. 3, comma 1, va applicato con riferimento al luogo in cui ha sede il giudice di merito, ordinario o speciale, dinanzi al quale ha avuto inizio il giudizio presupposto, anche nel caso in cui un segmento dello stesso giudizio si sia concluso dinanzi alla Corte di cassazione, non ostandovi, sul piano lessicale, il termine “distretto” adoperato nel citato art. 3, il quale appartiene alla descrizione del criterio di collegamento e vale a delimitare un ambito territoriale in modo identico, quale che sia l’ufficio giudiziario dinanzi al quale il giudizio presupposto è iniziato e l’ordine giudiziario cui appartiene, in quanto ciò che viene in rilievo è non già l’ambito territoriale di competenza dell’ufficio giudiziario, ma la sua sede;

che nella specie, in conformità a tale principio di diritto – che il Collegio condivide -, avendo avuto il giudizio presupposto inizio dinanzi al Tribunale di Milano – compreso nel distretto della Corte d’Appello di Milano -, non v’è dubbio che competente a conoscere la domanda di equa riparazione proposta da P.V. è la Corte d’Appello di Brescia, in base al combinato disposto della L. n. 89 del 2001, art. 3, comma 1, art. 11 cod. proc. pen., comma 1, art. 1 disp. att. cod. proc. pen. e Tabella A allegata a tali norme di attuazione;

che non sussistono i presupposti per pronunciare sulle spese del presente giudizio.

P.Q.M.

Dichiara la competenza della Corte d’Appello di Brescia, assegnando il termine di novanta giorni dalla comunicazione della presente ordinanza per la riassunzione della causa dinanzi alla stessa Corte d’Appello di Brescia.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della Struttura centralizzata per l’esame preliminare dei ricorsi civili, il 2 marzo 2011.

Depositato in Cancelleria il 12 aprile 2011

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