Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 8392 del 12/04/2011

Cassazione civile sez. I, 12/04/2011, (ud. 09/10/2010, dep. 12/04/2011), n.8392

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE PRIMA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. SALME’ Giuseppe – Presidente –

Dott. DI PALMA Salvatore – Consigliere –

Dott. ZANICHELLI Vittorio – Consigliere –

Dott. SCHIRO’ Stefano – rel. Consigliere –

Dott. DIDONE Antonio – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ordinanza

sul ricorso per REGOLAMENTO DI COMPETENZA proposto da:

L.S., elettivamente domiciliato in Roma, via Giulia di

Colloredo 46/48, l’avv. De Paola Gabriele, che lo rappresenta e

difende giusta procura in atti;

– ricorrente –

contro

PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI, in persona del Presidente pro

tempore, domiciliata in Roma, via dei Portoghesi 12, presso

l’Avvocatura generale dello Stato, che la rappresenta e difende per

legge;

– resistente –

avverso il decreto della Corte di appello di Genova in data 19

novembre 2008, nel procedimento iscritto al n. 445/2004 V.G.;

alla presenza del Pubblico ministero, in persona del sostituto

procuratore generale, Dott. SCARDACCIONE Eduardo Vittorio, che nulla

ha osservato;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del 9

dicembre 2010 dal relatore, cons. Dr. Stefano Schirò;

LA CORTE:

Fatto

FATTO E DIRITTO

A) rilevato che è stata depositata in cancelleria, ai sensi dell’art. 380 bis c.p.c., la seguente relazione, comunicata al Pubblico Ministero e notificata ai difensori delle parti:

IL CONSIGLIERE RELATORE, letti gli atti depositati;

RITENUTO CHE:

1. L.S. ha proposto regolamento di competenza, sulla base di un motivo, avverso il decreto in data 19 novembre 2008, con il quale la Corte di appello di Genova – pronunciando in un giudizio in materia di equa riparazione L. n. 89 del 2001, ex art. 2, promosso dallo stesso L. nei confronti della Presidenza del Consiglio dei Ministri per eccessiva durata di un processo promosso davanti al TAR Toscana – ha dichiarato la propria incompetenza per territorio compensando integralmente le spese del grado di giudizio;

la Presidenza intimata ha resistito con memoria;

OSSERVA:

2. il ricorrente deduce che la competenza appartiene alla Corte d’appello di Genova, la quale, dopo che la Corte d’appello di Firenze si era dichiarata incompetente, avrebbe dovuto promuovere regolamento di competenza e non dichiarare a sua volta la propria incompetenza, con la conseguenza che l’omesso promovimento del regolamento di competenza ha determinato una preclusione da parte del secondo giudice al rilievo della propria incompetenza;

3. il ricorso, che risulta proposto tempestivamente il 12 gennaio 2009, essendo stato il decreto impugnato notificato il 12 dicembre 2008 ed essendo il giorno 11 gennaio 2009 festivo, appare fondato, in quanto la sentenza che dichiara l’incompetenza del giudice adito, anche se pronunciata in tema di competenza per materia, se non è impugnata con l’istanza di regolamento (necessario) di competenza e il giudice indicato come competente non solleva conflitto, ai sensi dell’art. 45 cod. proc. civ., rende incontestabili l’incompetenza del giudice che l’ha pronunciata e la competenza del giudice dinanzi al quale la causa sia stata tempestivamente riassunta (Cass. 1994/1347;

1998/1941; 2002/1459);

3.1. in ogni caso, la competenza appartiene alla Corte d’appello di Genova; infatti le Sezioni Unite di questa Corte, con sentenza n. 6307/10, hanno affermato il principio che la disposizione di cui alla L. n. 89 del 2001, art. 3, comma 1, – che stabilisce che “la domanda di equa riparazione si propone davanti alla Corte di appello del distretto in cui ha sede il giudice competente ai sensi dell’art. 11 del codice di procedura penale a giudicare nei procedimenti riguardanti i magistrati nel cui distretto è concluso o estinto relativamente ai gradi di merito ovvero pende il procedimento nel cui ambito la violazione si assume verificata” – si applica anche nei giudizi svoltisi davanti a giudice diversi da quello ordinario e, per quel che in questa sede rileva, anche davanti al giudice amministrativo; in base a tale orientamento, nel caso di specie, essendosi il giudizio presupposto svolto davanti al davanti al TAR Toscana, appare competente la Corte di appello di Genova, secondo il criterio fissato dall’art. 11 c.p.p.;

4. si ritiene pertanto che il proposto regolamento di competenza da trattarsi in camera di consiglio ai sensi degli artt. 375, 380 bis e 380 ter c.p.c., possa essere deciso alla stregua delle considerazioni che precedono, qualora condivise dal collegio”;

B) osservato che non sono state depositate conclusioni scritte o memorie ai sensi dell’art. 380 bis c.p.c.; che, a seguito della discussione sul ricorso tenuta nella camera di consiglio, il collegio ha condiviso le considerazioni esposte nella relazione in atti;

ritenuto che, alla stregua delle argomentazioni che precedono, il ricorso merita accoglimento e che il decreto impugnato deve essere annullato, con dichiarazione della competenza della Corte di appello di Genova; che le spese processuali seguono la soccombenza e vanno liquidate come in dispositivo.

P.Q.M.

La Corte accoglie il ricorso per regolamento di competenza. Cassa il decreto impugnato e dichiara la competenza della Corte d’appello di Genova. Condanna la Presidenza del Consiglio dei Ministri al pagamento in favore del ricorrente delle spese del giudizio per regolamento di competenza, che si liquidano in Euro 1.000,00, di cui Euro 900,00 per onorari, oltre a spese generali e accessori di legge.

Così deciso in Roma, il 9 dicembre 2010.

Depositato in Cancelleria il 12 aprile 2011

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