Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 8341 del 12/04/2011

Cassazione civile sez. III, 12/04/2011, (ud. 08/03/2011, dep. 12/04/2011), n.8341

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TERZA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. PETTI Giovanni Battista – Presidente –

Dott. CARLEO Giovanni – Consigliere –

Dott. SPAGNA MUSSO Bruno – rel. Consigliere –

Dott. SPIRITO Angelo – Consigliere –

Dott. LEVI Giulio – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

sentenza

sul ricorso proposto da:

S.M., T.R. (OMISSIS), S.

G., nella loro qualita’ di eredi del sig. SA.GI.

gia’ titolare della ditta C.R.E. ELETTRONIA, elettivamente

domiciliati in ROMA, VIA ALBALONGA 7, presso lo studio dell’avvocato

PALMIERO CLEMENTINO, rappresentati e difesi dall’avvocato SCARANO

STEFANO giusta procura a margine del ricorso;

– ricorrenti –

contro

MINISTERO LAVORO E PREVIDENZA SOCIALE, (OMISSIS), in persona del

Ministro pro tempore, elettivamente domiciliato in ROMA, VIA DEI

PORTOGHESI 12, presso gli Uffici dell’AVVOCATURA GENERALE DELLO

STATO, da cui e’ difesa per legge;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 25/2008 della CORTE D’APPELLO di CAMPOBASSO,

Sezione Civile, emessa il 13/12/2007, depositata il 01/02/2008;

R.G.N. 97/2005;

udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del

08/03/2011 dal Consigliere Dott. BRUNO SPAGNA MUSSO;

udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott.

SCARDACCIONE Eduardo Vittorio che ha concluso per il rigetto del

ricorso.

Fatto

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

Con citazione del 10.1.2000 il Ministero del Lavoro conveniva in giudizio T.R., S.M. e S.G., eredi del defunto Sa.Gi., titolare della ditta individuale Cre Elettronica, al fine di ottenerne la condanna al pagamento in favore dello stesso Ministero della somma di L. 69.564.000, somma incassata quale anticipazione del contributo erogato alla Cre nella qualita’ di destinataria di un finanziamento gravante in parte in capo alla Commissione Europea, nell’ambito del Fondo Sociale Europeo, ed in altra parte in capo al Ministero del Lavoro. Infatti, con decisione n. 1313 del 24.9.82 la Commissione Cee aveva approvato il progetto di formazione professionale presentato dalla Cre, prevedendo che potesse essere utilizzato un contributo erogato dal F.s.e. di L. 82.280.000 ed un contributo di L. 74.800.000 a carico del fondo di rotazione. In data 13 gennaio 1983 la Cre stipulo’ una convenzione con lo lai Cisl per l’organizzazione e la gestione amministrativa dell’intero corso. Il corso inizio’ in data 24.5.83 e contestualmente si avanzo’ richiesta per il pagamento del primo anticipo. In data 5 giugno 1984, ultimata l’attivita’ formativa, venne trasmesso dalla Regione Molise il rendiconto finale del corso al Ministero del Lavoro. Quest’ultimo, in data 13.11.84 ne sollecito’ un nuovo invio, concedendo un ulteriore termine sino al 30.11.1984, nuovo invio effettuato nuovamente dall’Amministrazione regionale.

A seguito di cio’ il Ministero del Lavoro agiva in giudizio innanzi al Tribunale di Campobasso chiedendo che, essendosi la ditta sottratta alla verifica della rendicontazione trasmessa, venisse revocato il beneficio concesso con condanna degli attuali ricorrenti alla restituzione di quanto incassato dalla Cre in fase di anticipazione del finanziamento.

Il Tribunale di Campobasso, a seguito dell’istruttoria svolta, decidendo anche sulla domanda riconvenzionale avanzata degli aventi causa del S., finalizzata ad ottenere il saldo di quanto chiesto e risultante a credito nel rendiconto finale del corso, a titolo di completamento nella erogazione del finanziamento, con sentenza n. 814/04, rigettava tanto la domanda proposta dal Ministero del Lavoro quanto la domanda riconvenzionale proposta dagli eredi del Sa., compensando le spese di lite.

Proponeva appello il Ministero del Lavoro e, costituitisi T. R., S.M. e S.G., quali eredi di Sa.Gi., gia’ titolare della C.r.e., la Corte d’Appello di Campobasso, con la decisione in esame depositata in data 1.2.2008, cosi’ decideva: “in parziale accoglimento dell’appello incidentale, dichiara la carenza di legittimazione attiva del Ministero in ordine alla richiesta di restituzione della somma di L. 24.684.000, pari a Euro 12.748,23; rigetta nel resto l’appello incidentale; in parziale accoglimento dell’appello principale, condanna solidamente gli appellati principali a corrispondere al Ministero appellante la somma di L. 44.880.000, pari a Euro 23.178,59, oltre interessi legali sulla stessa decorrenti dal 27.12.83 e fino all’effettivo soddisfo; rigetta nel resto l’appello principale; compensa equamente le spese processuali del doppio grado per la meta’ tra le parti in causa e condanna gli appellati principali – appellanti incidentali in solido alla rifusione della rimanenza in favore del Ministero, che liquida (per detta rimanenza della meta’ e in mancanza di notula) in complessivi Euro 3.750,00”.

Ricorrono per cassazione gli eredi Sa.Gi. con quattro motivi, illustrati da memoria (e con quesiti formulati solo per il terzo e quarto motivo); resiste con controricorso il Ministero.

Diritto

MOTIVI DELLA DECISIONE

Con il primo motivo si deduce difetto di motivazione in ordine alla chiesta liquidazione del saldo dei contributi dovuti alla C.r.e..

Con il secondo motivo si deduce ancora difetto di motivazione in ordine alla asserita mancanza di prova dell’effettivo inoltro della domanda di saldo al Ministero.

Con il terzo motivo si deduce violazione dell’art. 1455 c.c. e dell’art. 1493 c.c., comma 3 in quanto “la sentenza impugnata deve essere censurata e riformata anche nel secondo capo di merito con il quale il Giudice di Appello ha accolto il terzo ed il quarto motivo dell’appello principale del Ministero del Lavoro, condannando gli attuali ricorrenti al pagamento in favore dell’appellante principale la somma di L. 44.800.000, pari ad Euro 23.178,59, oltre interessi legali sulla stessa decorrente dal 27.12.1983 e fino al soddisfo.

Con il quarto motivo si deduce violazione e falsa applicazione degli artt. 91 e 92 c.p.c. in relazione alla condanna degli eredi Sa. al pagamento delle spese di secondo grado.

Il ricorso non merita accoglimento in relazione a tutte le suesposte doglianze.

Preliminarmente inammissibili sono i primi due motivi in quanto, oltre a prospettare, pur deducendosi difetto di motivazione, il non consentito riesame nella presente sede di legittimita’ di circostanze di fatto e risultanze documentali riguardanti i contributi in questione, non risultano assistiti dalla formulazione dei relativi quesiti ex art. 366 bis c.p.c. Come, infatti, gia’ statuito da questa Corte (tra le altre, n. 8897/2008), allorche’ nel ricorso per cassazione si lamenti un vizio di motivazione della sentenza impugnata in merito ad un fatto controverso, l’onere di indicare chiaramente tale fatto ovvero le ragioni per le quali la motivazione e’ insufficiente, imposto dall’art. 366 bis c.p.c., deve essere adempiuto non gia’ e non solo illustrando il relativo motivo di ricorso, ma anche formulando, al termine di esso, una indicazione riassuntiva e sintetica, che costituisca un quid pluris rispetto all’illustrazione del motivo, e che consenta al giudice di valutare immediatamente l’ammissibilita’ del ricorso.

Inammissibili sono, inoltre, anche il terzo e il quarto motivo: con essi si tende, rispettivamente, ad una rivalutazione riguardante ulteriori aspetti fattuali, tra cui le modalita’ di espletamento del corso in questione, e ad una non consentita censura in ordine al potere discrezionale del Giudice del merito di liquidare le spese del grado sulla base del principio della soccombenza (correttamente applicato nel caso di specie).

Le spese seguono la soccombenza e si liquidano come in dispositivo.

P.Q.M.

LA CORTE rigetta il ricorso e condanna i ricorrenti in solido al pagamento delle spese della presente fase che liquida in complessivi Euro 2.000,00, oltre spese prenotate a debito.

Così deciso in Roma, il 8 marzo 2011.

Depositato in Cancelleria il 12 aprile 2011

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA