Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 8304 del 29/04/2020

Cassazione civile sez. VI, 29/04/2020, (ud. 14/01/2020, dep. 29/04/2020), n.8304

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE L

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. CURZIO Pietro – Presidente –

Dott. DORONZO Adriana – Consigliere –

Dott. LEONE Margherita Maria – Consigliere –

Dott. ESPOSITO Lucia – rel. Consigliere –

Dott. PONTERIO Carla – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 764-2019 proposto da:

A.G., elettivamente domiciliato in ROMA, PIAZZA CAVOUR,

presso la CORTE DI CASSAZIONE, rappresentato e difeso dall’avvocato

ANTONIO CITTADINO;

– ricorrente –

contro

INPS – ISTITUTO NAZIONALE DELLA PREVIDENZA SOCIALE, (OMISSIS), in

persona del Direttore pro tempore, elettivamente domiciliato in

ROMA, VIA CESARE BECCARIA 29, presso la sede dell’AVVOCATURA

dell’Istituto medesimo, rappresentato e difeso dagli avvocati

PATRIZIA CIACCI, MANUELA MASSA, CLEMENTINA PULLI;

– resistente –

avverso la sentenza n. 1522/2018 della CORTE D’APPELLO di CATANZARO,

depositata il 06/11/2018;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non

partecipata del 14/01/2020 dal Consigliere Relatore Dott. LUCIA

ESPOSITO.

Fatto

RILEVATO

che:

La Corte d’appello di Catanzaro, a seguito di espletamento di nuova c.t.u., confermava la sentenza di primo grado con cui era stata rigettata la domanda proposta da A.G. diretta al riconoscimento della pensione di invalidità civile e della indennità di accompagnamento, condannando il ricorrente al pagamento delle spese di giudizio e di consulenza tecnica, sul rilievo che costui non avesse reso neppure nel grado di appello dichiarazione reddituale prevista dall’art. 152 disp att. c.p.c.;

avverso la sentenza propone ricorso per cassazione A.G. sulla base di due motivi;

l’Inps ha presentato procura in calce al ricorso notificato;

la proposta del relatore, ai sensi dell’art. 380 bis c.p.c., è stata notificata alla parte costituita, unitamente al decreto di fissazione dell’adunanza in camera di consiglio.

Diritto

CONSIDERATO

Che:

con il primo motivo il ricorrente denuncia violazione e falsa applicazione del D.Lgs. n. 509 del 1988, art. 4 e del D.M. 5 febbraio 1992, nonchè vizio di motivazione per omessa applicazione delle percentuali di invalidità e i criteri di calcolo ivi previsti, rilevando che la Corte d’appello, seguendo il ragionamento del c.t.u., aveva attribuito al quadro morboso complessivamente riscontrato una percentuale complessiva di invalidità che prescinde dalle percentuali indicate nelle tabelle, senza precisare le percentuali di invalidità attribuite alle singole patologie, senza indicare l’iter seguito per addivenire alle sue valutazioni e senza considerare che, ravvisandosi una pluralità di minorazioni, il danno globale andava valutato considerando la reale incidenza sulla validità complessiva del soggetto, essendo la valutazione tabellare mero parametro di base e dovendo la valutazione tenere presente il danno globale, avuto riguardo al possibile impiego delle eventuali energie lavorative residue anche nel caso di mancato raggiungimento del 100% dell’astratta capacità di lavoro;

la censura, oltre che perplessa (per un verso si assume la violazione dell’applicazione dei criteri tabellari di valutazione dell’invalidità, per altro verso si lamenta la mancata valutazione del danno globale a prescindere dai parametri tabellari), sì da evidenziare carenza di specificità, non individua una precisa violazione delle disposizioni tabellari tale da poter essere inquadrata nel vizio di violazione di legge denunciato (Cass. n. 23825 del 01/10/2018), ma si risolve sostanzialmente nel rilievo di un vizio dell’iter motivazionale, inammissibile in ipotesi di doppia conforme in fatto, in cui è escluso il sindacato di legittimità sul vizio di motivazione (ex multis Cass. n. 5528 del 10/03/2014, Cass. n. 26774 del 22/12/2016);

con il secondo motivo il ricorrente deduce violazione e falsa applicazione dell’art. 152 disp. att. C.p.c., nonchè vizio di motivazione per omesso esame da parte della Corte d’appello della dichiarazione reddituale prodotta nel giudizio di primo grado e della dichiarazione autografa prodotta nel giudizio di appello;

il motivo è fondato sulla base delle dichiarazioni trascritte e allegate, conformi al disposto dell’art. 152 disp. att., che risultano proposte utilmente sia in sede di merito e di legittimità;

conseguentemente il ricorso va accolto in parte qua, disponendo l’esonero del ricorrente dalle spese del giudizio d’appello e di consulenza tecnica.

PQM

La Corte dichiara inammissibile il primo motivo e, in accoglimento del secondo, dichiara il ricorrente esonerato dall’onere delle spese processuali relative al giudizio d’appello, oltre che delle spese della consulenza tecnica.

Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, dà atto della non sussistenza dei presupposti processuali per il versamento, da parte del ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello, se dovuto, per il ricorso, a norma dello stesso art. 13, comma 1 bis.

Così deciso in Roma, il 14 gennaio 2020.

Depositato in Cancelleria il 29 aprile 2020

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA