Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 8252 del 07/04/2010

Cassazione civile sez. lav., 07/04/2010, (ud. 18/02/2010, dep. 07/04/2010), n.8252

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE LAVORO

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. SCIARELLI Guglielmo – Presidente –

Dott. CURCURUTO Filippo – Consigliere –

Dott. NOBILE Vittorio – rel. Consigliere –

Dott. MAMMONE Giovanni – Consigliere –

Dott. CURZIO Pietro – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

sentenza

sul ricorso 23206-2006 proposto da:

A.G., B.G., AN.PI., tutti

domiciliati in ROMA, PIAZZA CAVOUR, presso LA CANCELLERIA DELLA CORTE

SUPREMA DI CASSAZIONE, rappresentati e difesi dall’avvocato CIMINO

GIUSEPPE, giusta delega in calce al ricorso;

– ricorrenti –

contro

I.N.P.S. – ISTITUTO NAZIONALE DELLA PREVIDENZA SOCIALE, in persona

del legale rappresentante pro tempore, elettivamente domiciliato in

ROMA, VIA DELLA FREZZA N. 17, presso l’Avvocatura Centrale

dell’Istituto, rappresentato e difeso dagli avvocati RICCIO

ALESSANDRO, VALENTE NICOLA, PATTERI ANTONELLA, giusta delega in calce

al controricorso;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 190/2 006 della CORTE D’APPELLO di TORINO,

depositata il 03/04/2006 R.G.N. 1303/04;

udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del

18/02/2010 dal Consigliere Dott. VITTORIO NOBILE;

udito l’Avvocato CIMINO GIUSEPPE;

udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott.

PATRONE Ignazio che ha concluso per accoglimento del ricorso.

 

Fatto

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

Con separati ricorsi, successivamente riuniti, A.G., B.G. e An.Pi., esponevano:

che avevano inoltrato all’INPS di Novara domanda di pensione di anzianità (rispettivamente il 12-11-2001, il 30-1-2001 e il 14-11- 2001) senza opzione per il trattamento pensionistico più favorevole tra la prestazione de Fondo Speciali Elettrici e quello a carico dell’INPS A.G.O. dei lavoratori dipendenti;

che successivamente (il 23-2-2002 l’ A., il 31-5-2001 il B. e il 4-3-2002 l’ An.) ma prima che intervenisse la liquidazione della pensione, avevano chiesto il trasferimento della contribuzione versata a proprio favore dal Fondo elettrici al Fondo per i lavoratori dipendenti dell’A.G.O. ai sensi della L. n. 29 del 1979, artt. 5 e 6;

che essi avevano altresì chiesto che le loro domande originarie fossero considerate come effettuate nella gestione che erogava il trattamento più favorevole, quindi presso l’A.G.O., con rinuncia alla liquidazione presso il Fondo elettrici;

che l’INPS di Novara aveva liquidato la pensione con decorrenza dal 1- 6-2001 per B. e dal 1-4-2002 per A., nonchè dal 1-3- 2002 per An. (a seguito dell’accoglimento del ricorso amministrativo).

Conseguentemente i ricorrenti chiedevano che venisse accertato il loro diritto alla pensione di anzianità nell’A.G.O. dei lavoratori dipendenti gestita dall’INPS dal primo giorno successivo alla cessazione del rapporto di lavoro e la conseguente condanna dell’Istituto alla corresponsione degli arretrati.

L’INPS si costituiva e chiedeva il rigetto dei ricorsi.

Il Giudice del Tribunale di Novara, con sentenza del 20-4/24-5-2004, respingeva i ricorsi e compensava le spese.

L’ A., il B. e l’ An. proponevano distinti appelli, poi riuniti, avverso la detta sentenza chiedendone la riforma con l’accoglimento delle rispettive domande.

L’INPS si costituiva e resisteva al gravame.

La Corte d’Appello di Torino, con sentenza depositata il 3-4-2006, rigettava l’appello e compensava le spese.

In sintesi, premesso, che D.Lgs. n. 562 del 1996, ex art. 3, comma 14 la posizione assicurativa è trasferita al Fondo Pensioni lavoratori dipendenti in applicazione della L. n. 29 del 1979, art. 6 “a domanda degli iscritti” e che tale scelta ha effetto costitutivo, la Corte territoriale osservava che non poteva condividersi la tesi degli appellanti secondo cui le prime domande di pensione, rivolte al Fondo elettrici, erano volte a chiedere comunque la prestazione più favorevole tra le due alternative possibili. Il tenore infatti delle stesse dimostrava chiaramente la piena autonomia di tali domande precedenti e come nelle medesime non fosse stata effettuata alcuna opzione per il fondo A.G.O..

Per la cassazione di tale sentenza l’ A., il B. e l’ An. hanno proposto ricorso con un unico motivo corredato dal quesito ex art. 366 bis c.p.c. applicabile nella fattispecie ratione temporis.

L’INPS ha resistito con controricorso.

Diritto

MOTIVI DELLA DECISIONE

Con l’unico motivo i ricorrenti in sostanza lamentano che la Corte d’Appello avrebbe errato nel l’interpretare il D.Lgs. n. 362 del 1996, art. 3, comma 14 in relazione alla L. n. 29 del 1979, art. 6 e deducono che “occorre considerare come all’atto della cessazione dal servizio di ciascun ricorrente, sussistesse il diritto a pensione sia nell’assicurazione generale obbligatoria sia presso il Fondo Enel (gestito dall’INPS) e che al momento della presentazione della domanda fossero stati usati i moduli normali di pensione”.

Aggiungono i ricorrenti che “la scelta del trattamento – quello scaturente da criteri del fondo elettrici ovvero quello scaturente dai calcoli dell’Assicurazione Generale Obbligatoria – non può che far riferimento alla data della domanda di pensione”.

I ricorrenti sostengono, quindi, che la norma deve “interpretarsi nel senso che la facoltà di trasferimento contributivo sia esercitabile prima della liquidazione della pensione, non influendo il tempo della domanda di trasferimento rispetto alla domanda di pensione” e concludono perchè venga riconosciuta la liquidazione della pensione con decorrenza per A. dal 1-1 -2002 anzichè dal 1-4-2002, per B. dal 1-2-2001 anzichè dal 1-6-2001 e per An. dal 1- 1-2002 anzichè dal 1-3-2002.

Il motivo risulta in parte inconferente ed in parte infondato.

Osserva il Collegio, in primo luogo, che i ricorrenti, i quali, davanti ai giudici di merito, avevano sostenuto che la prima domanda rivolta al Fondo Elettrici era volta a chiedere in sostanza la prestazione più favorevole tra le due alternative possibili, a fronte della decisione della Corte territoriale, che ha negato la fondatezza di tale assunto – accertando in fatto che comunque non era “questo il tenore delle (prime) domande” e non era “questo il contenuto delle medesime”, risultando chiaramente che in dette (prime) domande non era “stata effettuata alcuna opzione per il fondo AGO” – non hanno avanzato alcuna censura specifica contro tale punto della decisione e neppure hanno censurato specificamente la affermazione della “piena autonomia della prima domanda”, che, in sostanza, secondo la Corte di merito, non integrava la “domanda” prevista dal D.Lgs. n. 562 del 1996, art. 3, comma 14.

Del resto anche il quesito non risulta propriamente conferente con il decisum, giacchè, così come formulato, ignora del tutto tale specifica decisione.

Peraltro la Corte d’Appello legittimamente ha fatto riferimento alla domanda contenente la scelta da parte degli iscritti (tempestivamente presentata prima della liquidazione della pensione nel Fondo speciale).

Ai sensi, infatti, del D.Lgs. n. 562 del 1996, art. 3, comma 14 “…

la posizione assicurativa è trasferita al Fondo pensioni lavoratori dipendenti in applicazione della L. 7 febbraio 1979, n. 29, art. 6 a domanda degli iscritti al Fondo di cui all’art. 1, comma 1 (Fondo di previdenza per il personale dipendente dall’ENEL e dalle aziende elettriche private) o dei loro superstiti quando non sia stata già liquidata la pensione a carico del Fondo stesso. E’ abrogato la L. 31 marzo 1956, n. 293, art. 29, comma 2”.

In base a tale disciplina (che ha abrogato espressamente la L. n. 293 del 1956, comma 2 ed ha modificato sostanzialmente le disposizioni contenute nell’art. 28, comma 3 e nell’art. 29, comma 1 della stessa Legge), una volta cessata l’iscrizione obbligatoria o volontaria al Fondo speciale, tutta la posizione assicurativa acquisita in detto Fondo può essere trasferita al Fondo lavoratori dipendenti soltanto “a domanda degli iscritti … o dei loro superstiti”, “in applicazione della L. 7 febbraio 1979, n. 29, art. 6”, sempre che non sia intervenuta la liquidazione della pensione eventualmente spettante a carico del Fondo speciale stesso.

La L. n. 488 del 1999, art. 41 poi, ha soppresso il detto Fondo speciale prevedendo espressamente che continuano ad applicarsi le regole previste dalla normativa vigente ed i criteri di calcolo delle pensioni in riferimento alle anzianità maturate nel Fondo stesso.

Operando, quindi, il trasferimento soltanto a seguito della scelta effettuata dalla parte interessata, la quale se non opta per il trasferimento stesso rimane nel Fondo speciale (sia pure nell’ambito della gestione INPS con contabilità separata), deve ritenersi che la relativa domanda (nel Fondo AGO dei Lavoratori dipendenti) abbia carattere costitutivo, come ha affermato la Corte d’Appello.

Il ricorso va pertanto respinto.

Infine sulle spese non si provvede, ratione temporis, in base al testo originario dell’art. 152 disp. att. c.p.c., vigente anteriormente al D.L. n. 269 del 2003, conv. in L. n. 326 del 2003, essendo la nuova disciplina applicabile ai soli ricorsi conseguenti a fasi di merito introdotte in epoca posteriore all’entrata in vigore dell’indicato D.L. (2 ottobre 2003) (v. Cass. 30-3-2004 n. 6324, Cass. 12-12-2005 n. 27323).

P.Q.M.

La Corte rigetta il ricorso, nulla per le spese.

Così deciso in Roma, il 18 febbraio 2010.

Depositato in Cancelleria il 7 aprile 2010

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