Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 8243 del 28/04/2020

Cassazione civile sez. un., 28/04/2020, (ud. 25/02/2020, dep. 28/04/2020), n.8243

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONI UNITE CIVILI

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. MAMMONE Giovanni – Primo Presidente –

Dott. CURZIO Pietro – Presidente di Sez. –

Dott. MANNA Felice – Presidente di Sez. –

Dott. D’ANTONIO Enrica – Consigliere –

Dott. LOMBARDO Luigi Giovanni – Consigliere –

Dott. BRUSCHETTA Ernestino Luigi – rel. Consigliere –

Dott. NAPOLITANO Lucio – Consigliere –

Dott. GIUSTI Alberto – Consigliere –

Dott. GRAZIOSI Chiara – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

SENTENZA

sul ricorso 886/2019 proposto da:

TANGENZIALE DI NAPOLI S.P.A., in persona del legale rappresentante

pro tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, PIAZZA MELOZZO DA

FORLI’ 9, presso lo studio dell’avvocato GIAMPIERO LAURINO,

rappresentata e difesa dall’avvocato ROBERTO VITAMORE;

– ricorrente –

L.R., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA PRINCIPESSA

CLOTILDE 2, presso lo studio dell’avvocato PAOLO LEONE,

rappresentato e difeso dagli avvocati BENEDETTA LEONE e GIOVANNI

LEONE;

– controricorrente e ricorrente incidentale –

avverso la sentenza n. 5392/2018 della CORTE D’APPELLO di NAPOLI,

depositata il 23/11/2018.

Udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del

25/02/2020 dal Consigliere Dott. ERNESTINO LUIGI BRUSCHETTA;

udito il Pubblico Ministero, in persona del Sostituto Procuratore

Generale Dott. ZENO Immacolata, che ha concluso per l’accoglimento,

p.q.r., del primo motivo del ricorso principale; rigetto

dell’incidentale ed inammissibilità con riferimento al primo

motivo;

uditi gli avvocati Giampiero Laurino e Giovanni Leone.

Fatto

FATTI DI CAUSA

1. La Corte d’Appello di Napoli, dopo aver affermato la sussistenza della giurisdizione del giudice ordinario, statuendo a riguardo che “ben poteva l’amministrazione e per essa il suo concessionario, utilizzare non solo i mezzi amministrativi di autotutela, ma anche i mezzi di tutela ordinari della proprietà”; pur accertando che gli immobili di cui era proprietario L.R. erano stati edificati ad una distanza dalla sede autostradale inferiore a quella minima prescritta dalla L. 24 luglio 1961, n. 729, art. 9; in riforma della prima decisione, respingeva lo stesso la domanda di Tangenziale di Napoli S.p.A., concessionaria ANAS di quel tratto autostradale, rivolta ad ottenere l’eliminazione dei manufatti; la Corte d’Appello motivava il rigetto, spiegando che la Tangenziale di Napoli S.p.A. non poteva esercitare un’azione a tutela della proprietà, in quanto che le invocate disposizioni civilistiche non contemplavano un diritto soggettivo al ripristino dello status quo ante con riferimento alle distanze dalle pubbliche vie; in effetti, secondo la Corte d’Appello, la concessionaria Tangenziale di Napoli S.p.A., nella concreta fattispecie, avrebbe potuto soltanto “utilizzare i poteri ad essa concessi di carattere pubblicistico”.

2. Tangenziale di Napoli S.p.A. proponeva regolamento “volontario” di giurisdizione sulla base di due motivi, mentre L. resisteva con controricorso, proponendo a sua volta ricorso incidentale per tre motivi; entrambe le parti, si avvalevano della facoltà di depositare memoria.

Diritto

RAGIONI DELLA DECISIONE

1. Con i due motivi del proposto regolamento “volontario”, nella sostanza trattasi di un ordinario ricorso promosso anche per ragioni di giurisdizione, motivi entrambi formulati in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, nn. 1 e 3, Tangenziale di Napoli S.p.A., dopo aver ricordato che l’art. 823 c.c., comma 2, consentiva la tutela dei beni demaniali, oltre che per via amministrativa, anche coi mezzi ordinari di difesa della proprietà, davanti al giudice ordinario; lamentava che la Corte d’Appello, pur riconoscendo che le costruzioni erano state erette ad una distanza dalla sede autostradale inferiore a quella minima prescritta, avesse erroneamente rigettato la domanda di demolizione degli immobili, in pratica, come se non avesse riconosciuto la propria giurisdizione; in via gradata, Tangenziale di Napoli S.p.A. denunciava la violazione dell’art. 112 c.p.c., per aver la Corte d’Appello, comunque, omesso di pronunciare sulla suddetta domanda di demolizione.

1.1. I motivi sono inammissibili, atteso che gli stessi nemmeno colgono la ratio decidendi dell’impugnata sentenza (Cass. sez. trib. n. 23946 del 2011; Cass. sez. I n. 15952 del 2007); in effetti, la Corte d’Appello non ha affatto declinato la giurisdizione, bensì ha nel merito accertato l’inesistenza del diritto soggettivo azionato da Tangenziale di Napoli S.p.A., in tal modo definendo la controversia, senza quindi cadere in alcun vizio di omessa pronuncia, proprio sul presupposto della sussistenza della giurisdizione ordinaria, il cui riconoscimento è stato perciò erroneamente qui invocato dalla ricorrente.

2. Con i tre motivi del ricorso incidentale, formulati in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, nn. 1 e 3, il L. rappresentava dapprima che erroneamente la Corte d’Appello aveva respinto l’eccezione di inammissibilità delle avversarie domande, dallo stesso L. sollevata perchè Tangenziale di Napoli S.p.A. non aveva provato la qualità di concessionaria ANAS; invero, sempre secondo il L., la Corte d’Appello aveva sbagliato a ritenere la ridetta eccezione incompatibile con l’eccepita prescrizione e la domanda riconvenzionale di accertamento dell’avvenuta usucapione; a giudizio del L., invece, l’eccezione di prescrizione e la domanda riconvenzionale non potevano comportare il riconoscimento della titolarità del diritto esercitato con l’azione di rimessa in pristino stato; in secondo luogo, il L. censurava la Corte d’appello per aver erroneamente sostenuto la sussistenza della giurisdizione ordinaria; per ultimo, il L. lamentava che erroneamente la Corte d’Appello aveva rigettato la domanda di riconoscimento dell’usucapione, nonostante che le costruzioni fossero state erette nel 1990 e nel 1993.

2.1. Con riferimento al ricorso incidentale appena sopra riassunto, non apparendo opportuna la sua decisione davanti a queste Sezioni Unite, rimette la causa alla sezione semplice della Corte ai sensi dell’art. 142 disp. att. c.p.c., per l’ulteriore corso.

P.Q.M.

La Corte dichiara inammissibile il ricorso principale; ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte del ricorrente principale, di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso principale, a norma dello stesso art. 13, comma 1-bis, se dovuto; rimette la causa alla seconda sezione civile.

Si dà atto che il presente provvedimento è sottoscritto dal solo presidente del collegio per impedimento dell’estensore, ai sensi del D.P.C.M. 8 marzo 2020, art. 1, comma 1, lett. a).

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio, il 25 febbraio 2020.

Depositato in Cancelleria il 28 aprile 2020

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA