Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 822 del 13/01/2017

Cassazione civile, sez. VI, 13/01/2017, (ud. 07/12/2016, dep.13/01/2017),  n. 822

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE T

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. IACOBELLIS Marcello – Presidente –

Dott. MOCCI Mauro – rel. Consigliere –

Dott. IOFRIDA Giulia – Consigliere –

Dott. CRUCITTI Roberta – Consigliere –

Dott. CONTI Roberto Giovanni – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 26688-2015 proposto da:

S.E., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA CARLO MIRABELLO

14, presso lo studio dell’avvocato ANTONIO MARIA DE FILIPPIS, che lo

rappresenta e difende giusta procura speciale in calce al ricorso;

– ricorrente –

contro

AGENZIA DELLE ENTRATE, CF. (OMISSIS), in persona del Direttore pro

tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI 12,

presso L’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che la rappresenta e

difende ope legis;

– resistente –

avverso la sentenza n. 1970/29/2015 della COMMISSIONI TRIBUTARIA

REGIONALE DI ROMA, emessa il 25/02/2015 e depositata il 30/03/2015;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

07/12/2016 dal Consigliere Relatore Dott. MAURO MOCCI.

Fatto

FATTO E DIRITTO

La Corte, costituito il contraddittorio camerale sulla relazione prevista dall’art. 380 bis c.p.c. delibera di procedere con motivazione sintetica ed osserva quanto segue.

S.E. propone ricorso per cassazione nei confronti della sentenza, con la quale la Commissione tributaria regionale del Lazio aveva rigettato il suo appello avverso la decisione di primo grado della CTP di Rieti. A sua volta, quest’ultima aveva respinto il ricorso proposto dal contribuente contro l’avviso di liquidazione emesso per il recupero delle agevolazioni fiscali relative alla prima casa.

La CtR ha affermato che il termine di 18 mesi previsto per il cambio di residenza era sufficiente affinchè lo S. vi provvedesse, giacchè l’atto di acquisto dell’immobile era datato 28 agosto 2006, mentre l’obbligo di dimora era stato fissato nel gennaio 2008.

Il ricorso è affidato ad un unico motivo, col quale si denuncia violazione e falsa applicazione dell’art. 1, Parte I della Tariffa allegata al D.P.R. n. 131 del 1986, anche in relazione agli artt. 1256 e 1463 c.c., ex art. 360 c.p.c., n. 3. La decisione della CTR avrebbe ignorato che i provvedimenti restrittivi della libertà personale (con l’obbligo dapprima di non uscire dalla propria residenza e poi di non modificare detta residenza) avrebbero dovuto costituire un’effettiva fattispecie di sopravvenuta impossibilità assoluta di adempiere al cambio di residenza, entro il termine di diciotto mesi.

L’Agenzia si è costituita, senza depositare controricorso.

Il motivo è infondato.

In tema di benefici fiscali per l’acquisto della “prima casa”, la causa di forza maggiore, idonea ad impedire la decadenza dell’acquirente che non abbia trasferito la propria residenza nel comune ove è situato l’immobile entro 18 mesi dall’acquisto, deve essere caratterizzata dai requisiti della non imputabilità al contribuente, della necessità e della imprevedibilità (Sez. 6-5, n.864 del 19/01/2016; Sez. 5, n.13148 del 24/06/2016).

E’ evidente che la situazione prospettata dal ricorrente appare riconducibile ad una responsabilità dello S., rispetto al lungo termine di 18 mesi, per quanto attiene alla programmazione della durata dei lavori di ristrutturazione, alla misura cautelare sofferta (per la quale avrebbe potuto comunque sollecitare una modifica) ed alla mancata richiesta del mutamento – a prescindere dall’effettivo possesso dell’immobile – al Comune di Roma, atteso che elemento costitutivo della fattispecie è il trasferimento della residenza non nella “prima casa” ma nel Comune in cui essa si trova (Sez. 5, n. 13148 del 24/06/2016).

Nulla per le spese, in mancanza di attività difensiva da parte della controricorrente.

PQM

La Corte rigetta il ricorso. Nulla per le spese.

Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte del ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso, a norma dello stesso art. 13, comma 1 bis.

Così deciso in Roma, il 7 dicembre 2016.

Depositato in Cancelleria il 13 gennaio 2017

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA