Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 8194 del 22/03/2019

Cassazione civile sez. trib., 22/03/2019, (ud. 27/02/2019, dep. 22/03/2019), n.8194

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. CHINDEMI Domenico – Presidente –

Dott. ZOSO Liana Maria Teresa – Consigliere –

Dott. BALSAMO Milena – Consigliere –

Dott. BILLI Stefania – Consigliere –

Dott. CIRESE Marina – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 14890-2015 proposto da:

F.A., elettivamente domiciliato in ROMA VIA BANCO DI S.

SPIRITO 42, presso lo studio SRL GNOSIS FORENSE, rappresentato e

difeso dagli avvocati STEFANO FIORENTINO, MICHELE DI FIORE;

– ricorrente –

contro

COMUNE DI ISCHIA, elettivamente domiciliato in ROMA LUNGOTEVERE DEI

MELLINI 17, presso lo studio dell’avvocato GIUSEPPE VITOLO, che lo

rappresenta e difende;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 10931/2014 della COMM. TRIB. REG. di NAPOLI,

depositata il 12/12/2014;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

27/02/2019 dal Consigliere Dott. CIRESE MARINA.

Fatto

RITENUTO

che:

con sentenza del 28.6.2013 la CTP di Napoli ha dichiarato inammissibile il ricorso proposto da F.A. avverso gli avvisi di accertamento notificatigli dal Comune di Ischia e relativi ad ICI per gli anni 2003, 2004 e 2005 ritenendo irregolare la notifica del ricorso introduttivo eseguita direttamente presso l’Ufficio protocollo del Comune.

Proposto appello avverso detta pronuncia da parte del F., la CTR della Campania con sentenza del 12.12.2014 rigettava il gravame ritenendo inesistente la notifica dell’atto introduttivo del giudizio di primo grado.

Avverso detta sentenza il contribuente proponeva ricorso per cassazione articolato in due motivi cui resisteva con controricorso il Comune di Ischia.

Diritto

CONSIDERATO

che:

1. Con il primo motivo di ricorso parte ricorrente deduceva che la decisione impugnata aveva violato il D.Lgs. n. 504 del 1992, art. 16, comma 3, come richiamato dal successivo art. 20, comma 1, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 4, per avere ritenuto inesistente la notifica del ricorso introduttivo.

2. Con il secondo motivo di ricorso parte ricorrente deduceva la violazione del principio del raggiungimento dello scopo di cui all’art. 156 c.p.c. ai sensi dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 4, per avere la CTR deciso per l’inammissibilità del gravame nonostante la regolare costituzione del Comune.

I motivi, da esaminarsi congiuntamente in quanto attinenti alla medesima questione, sono fondati.

Va premesso che nel processo tributario, in forza del rinvio operato dal D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 20, al precedente art. 16, comma 3, è senz’altro valida la notificazione del ricorso introduttivo effettuata dal contribuente, senza ricorrere all’ufficiale giudiziario o al servizio postale, ma con la consegna diretta presso la sede di quest’ultimo ad impiegato addetto “che ne rilascia ricevuta sulla copia”.

La norma de qua non prevede modalità specifiche di consegna o particolari oneri di ricezione da parte dell’ente impositore.

Pertanto nel caso di un ricorso che, come nel caso di specie, venga notificato direttamente presso l’ente impositore e che rechi un timbro ed un numero di protocollo, ancorchè privo di una sottoscrizione da parte del ricevente, non può non ritenersi che lo stesso sia pervenuto nella sfera di conoscibilità del destinatario, come del resto comprovato dalla costituzione in giudizio dell’ente.

Ne deriva pertanto che non può configurarsi una ipotesi di inesistenza della notifica del ricorso introduttivo del giudizio di primo grado ma al più un’ipotesi di nullità da ritenersi sanata ex art. 156 c.p.c. dalla costituzione in giudizio della controparte.

In conclusione il ricorso va accolto con conseguente cassazione della sentenza impugnata e rinvio alla CTR della Campania in diversa composizione affinchè riesamini la controversia alla luce dei principi enunciati. Al giudice del rinvio va altresì demandata la regolamentazione delle spese del giudizio.

P.Q.M.

In accoglimento del ricorso, cassa la sentenza impugnata e rinvia alla Commissione regionale della Campania in diversa composizione, cui demanda altresì la regolamentazione delle spese del giudizio.

Così deciso in Roma, nella camera di consiglio, il 27 febbraio 2019.

Depositato in Cancelleria il 22 marzo 2019

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