Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 8194 del 06/04/2010

Cassazione civile sez. II, 06/04/2010, (ud. 17/02/2010, dep. 06/04/2010), n.8194

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SECONDA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. SCHETTINO Olindo – Presidente –

Dott. ODDO Massimo – Consigliere –

Dott. PICCIALLI Luigi – Consigliere –

Dott. MIGLIUCCI Emilio – Consigliere –

Dott. CORRENTI Vincenzo – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

sentenza

sul ricorso 5362-2005 proposto da:

SESIT PUGLIA SPA, in persona del suo Presidente e legale

rappresentante pro tempore, elettivamente domiciliato in ROMA, VIA

PAOLO EMILIO 28, presso lo studio dell’avvocato INCALZA MARIA,

rappresentato e difeso dall’avvocato DAMASCELLI ANTONIO;

– ricorrente –

e contro

C.M.;

– intimata –

avverso la sentenza n. 14/2005 del GIUDICE DI PACE di ANDRIA,

depositata il 17/01/2005;

udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del

17/02/2010 dal Consigliere Dott. VINCENZO CORRENTI;

udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott.

GOLIA AURELIO che ha concluso per l’accoglimento del ricorso.

 

Fatto

FATTO E DIRITTO

Sesit Puglia spa propone ricorso per cassazione contro C. M., che non svolge difese in questa sede, avverso la sentenza del GP di Andria n. 14/05 che ha annullato la cartella esattoriale n. (OMISSIS) per Euro 87,89 sul presupposto che non è possibile per un principio di civiltà giuridica esigere pagamenti senza provare per tabulas l’obbligo in tal senso.

La ricorrente denunzia: 1) violazione dell’art. 101 c.p.c. del contraddittorio ed error in procedendo, per non essere stato assicurato il contraddittorio con l’ente impositore; 2) vizi di motivazione, violazione dell’art. 2697 c.c., error in iudicando, violazione del contraddittorio ed error in procedendo; 3) indicato come 4) ingiustizia della condanna alle spese.

Le censure possono essere accolte nei termini seguenti.

La sentenza impugnata, dopo aver riferito che la C. “disconosceva” sia il verbale di contravvenzione della polizia stradale sia l’avvenuta notifica, precisando che l’auto contravvenzionata era stata alienata, come da documentazione in atti, in data anteriore alla presunta contravvenzione, ha dichiarato l’estromissione del Comune di Andria, ha indicato l’ente creditore nella prefettura di Bari in presenza di un verbale della polizia stradale che comportava, invece, la legittimazione del ministero competente e, pur prospettando la non regolare instaurazione del contraddittorio, ha concluso nel senso che l’onere della prova spetta alla Sesit.

L’opposizione a cartella esattoriale, ove non siano svolti argomenti in funzione recuperatoria dei vizi degli atti pregressi, che hanno come unici interlocutori gli enti impositori, configura, equivalendo detto documento al precetto, un giudizio di opposizione all’esecuzione od agli atti esecutivi da proporsi nei termini perentori di legge (Cass. 20.4.06 n. 9180, Cass. 8.2.06 n. 2819, Cass. 18.7.05 n. 15149).

La scarna motivazione della sentenza prescinde da tale considerazione ed indulge in argomentazioni generiche ed irrilevanti, senza nemmeno dar conto della documentazione prodotta e dell’obbligo di far annotare al P.R.A. le vicende relative alla vendita dell’autoveicolo.

Donde la cassazione della sentenza con rinvio per un nuovo esame.

PQM

La Corte accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e rinvia per un nuovo esame e per le spese al GP di Andria in persona di altro giudice.

Così deciso in Roma, il 17 febbraio 2010.

Depositato in Cancelleria il 6 aprile 2010

 

 

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