Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 8190 del 24/03/2021

Cassazione civile sez. trib., 24/03/2021, (ud. 19/11/2020, dep. 24/03/2021), n.8190

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. CHINDEMI Domenico – Presidente –

Dott. BALSAMO Milena – Consigliere –

Dott. LO SARDO Giuseppe – Consigliere –

Dott. DELL’ORFANO Antonella – Consigliere –

Dott. BOTTA Raffaele – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso iscritto al n. 6922/2015 R.G. proposto da:

Agenzia delle entrate, in persona del Direttore pro tempore,

elettivamente domiciliata in Roma, via dei Portoghesi 12, presso

l’Avvocatura Generale dello Stato, che la rappresenta e difende per

legge;

– ricorrente –

contro

C.M., elettivamente domiciliata in Roma, via Giannetto

Valli 95, presso l’avv. Tommaso Laporta che la rappresenta e difende

giusta delega in calce al controricorso;

– controricorrente –

avverso la sentenza della Commissione Regionale del Lazio (Roma),

Sez. 35, n. 5068/35/14 del 7 maggio 2014, depositata il 4 agosto

2014, non notificata.

Udita la relazione svolta nella camera di consiglio del 19 novembre

2020 dal Consigliere Raffaele Botta;

Preso atto che le parti non hanno prodotto memorie e che il P.G. non

ha depositato conclusioni scritte.

 

Fatto

FATTO E DIRITTO

1. La controversia concerne l’impugnazione di una cartella di pagamento con la quale era chiesta alla contribuente il pagamento dell’imposta di registro su una sentenza pronunciata ai sensi dell’art. 2932 c.c. che aveva disposto il trasferimento a suo favore di un immobile in Roma subordinandolo al pagamento del corrispettivo pattuito;

2. Il giudice adito rigettata il ricorso ritenendo la condizione apposta meramente potestativa con assoggettamento immediato della sentenza ex art. 2932 c.c. all’imposta proporzionale di registro. A conclusioni opposte giungeva il giudice d’appello sulla base della sentenza della Corte di cassazione n. 18180 del 2013 che assumeva a fondamento della propria decisione. Avverso tale decisione l’amministrazione propone ricorso per cassazione con unico motivo. Resiste la contribuente con controricorso;

3. Con l’unico motivo di ricorso, l’Ufficio denuncia violazione e falsa applicazione del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 19 in quanto il giudice, pur avendo preso atto della regolarità della notifica dell’avviso di liquidazione, ha comunque proceduto a valutare nel merito la controversia nonostante la preclusione derivante dalla conseguita definitività della pretesa tributaria per mancata impugnazione dell’atto impositivo validamente notificato.

4. Il ricorso è fondato considerato anche – per tener conto delle eccezioni opposte da parte controricorrente – che nel caso di specie si tratta di una pretesa tributaria effettivamente dovuta. Invero la decisione della CTR oggetto della presente impugnazione si fonda su un orientamento di questa Corte che è rimasto del tutto isolato nell’evoluzione giurisprudenziale che è attualmente saldamente fermo sul seguente principio: “In materia d’imposta di registro, la sentenza ex art. 2932 c.c., che abbia disposto il trasferimento di un immobile in favore del promissario acquirente, subordinatamente al pagamento del corrispettivo pattuito, è soggetta ad imposta proporzionale e non in misura fissa, anche se ancora impugnabile, trovando applicazione il D.P.R. n. 131 del 1986, art. 27 alla stregua del quale non sono considerati sottoposti a condizione sospensiva gli atti i cui effetti dipendano, in virtù di condizione meramente potestativa, dalla mera volontà dell’acquirente, ovvero, nella specie, dall’iniziativa unilaterale del promittente acquirente” (Cass. n. 14470 del 2018; Cass. n. 27902 del 2018; n. 30778 del 2019).

5. Pertanto il ricorso deve essere accolto e la sentenza impugnata deve essere cassata. Ricorrendone le condizioni la causa può essere decisa nel merito con il rigetto dell’appello del contribuente. Stante il recente consolidamento del principio applicato si ritiene giustificata la compensazione delle spese della presente fase del giudizio e di quella d’appello.

PQM

Accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e, decidendo nel merito, rigetta l’appello della contribuente. Compensa le spese della presente fase del giudizio e di quello d’appello.

Così deciso in Roma, il 19 novembre 2020.

Depositato in Cancelleria il 24 marzo 2021

 

 

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