Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 8160 del 23/03/2021

Cassazione civile sez. VI, 23/03/2021, (ud. 16/12/2020, dep. 23/03/2021), n.8160

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE L

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. LEONE Margherita Maria – Presidente –

Dott. ESPOSITO Lucia – Consigliere –

Dott. PONTERIO Carla – Consigliere –

Dott. MARCHESE Gabriella – rel. Consigliere –

Dott. DE FELICE Alfonsina – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 23498-2019 proposto da:

D.G.C., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA VITO GIUSEPPE

GALATI 100/C, presso lo studio dell’avvocato ANNA D’ALISE,

rappresentato e difeso dagli avvocati GAETANO IROLLO, SEBASTIANO

SCHIAVONE;

– ricorrente –

contro

INPS – ISTITUTO NAZIONALE DELLA PREVIDENZA SOCIALE, in persona del

legale rappresentante pro tempore, elettivamente domiciliato in

ROMA, VIA CESARE BECCARIA 29, presso l’AVVOCATURA CENTRALE

DELL’ISTITUTO, rappresentato e difeso dagli avvocati LIDIA

CARCAVALLO, ANTONELLA PATTERI, GIUSEPPINA GIANNICO, SERGIO PREDEN;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 495/2019 del TRIBUNALE di NAPOLI NORD,

depositata il 04/02/2019;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non

partecipata del 16/12/2020 dal Consigliere Relatore Dott. MARCHESE

GABRIELLA.

 

Fatto

RILEVATO

CHE:

con sentenza n. 495 del 2019, il Tribunale di Napoli Nord, pronunciando ai sensi dell’art. 445 bis c.p.c., comma 7, ha rigettato la domanda di D.G.C. volta ad accertare la sussistenza del requisito sanitario per beneficiare della pensione ordinaria di inabilità o, in subordine, dell’assegno di invalidità ex L. n. 222 del 1984;

per quanto rileva in questa sede, il giudice della cd. “opposizione ad ATP” ha respinto la richiesta concernente l’esame di documentazione utile ai fini del richiesto accertamento e consegnata, brevi manu, all’ausiliario;

a tale riguardo, il Tribunale ha ritenuto decisivo il rilievo che, come riportato nella relazione peritale, “la visita ortopedica e (quella) cardiologica richieste dal ctu per una più approfondita valutazione dei disturbi (…) non (erano) state effettuate”;

avverso la decisione, D.G.C. ha proposto ricorso affidato ad un solo motivo cui ha resistito, con controricorso, l’Inps;

la proposta del relatore, ai sensi dell’art. 380-bis c.p.c., è stata ritualmente comunicata alle parti unitamente al decreto di fissazione dell’adunanza in camera di consiglio.

Diritto

CONSIDERATO

CHE:

con un unico e articolato motivo il ricorrente denuncia -ai sensi dell’art. 360 c.p.c., nn. 3, 4 e 5 – violazione e/o falsa applicazione dell’art. 149 disp. att. c.p.c. e dell’art. 445 bis c.p.c.;

la parte ricorrente deduce – ed indica specificamente la sede processuale – di aver depositato, in sede di ricorso ex art. 445 bis c.p.c., comma 6, due certificati (rispettivamente del 13.4. 2017 e del 23.5.2017) che attestavano la diffusa patologia artrosica di cui era affetto D.G.C., operaio calzolaio. Il ricorrente censura la mancata valutazione della predetta documentazione, attestante un aggravamento della condizione originariamente indicata nel ricorso per ATP, ed assume che il Tribunale ne avrebbe dovuto tenere conto, tanto più che l’importanza degli approfondimenti era stata evidenziata dallo stesso ausiliario durante le operazioni di consulenza;

il motivo è fondato nei termini che seguono;

questa Corte ha chiarito che la previsione di cui all’art. 149 disp. att. c.p.c. che, in materia di controversie sull’invalidità pensionabile, impone la valutazione in sede giudiziaria di tutte le infermità, pur sopravvenute nel corso del giudizio, si applica anche ai giudizi introdotti ai sensi dell’art. 445 bis c.p.c., essendo pienamente compatibile con la sua ratio di deflazione del contenzioso e di velocizzazione del processo (così espressamente Cass. n. 30860 del 2019; in motivazione, v. anche Cass., sez, VI, n. 23149 del 2020);

di tale principio il Tribunale non ha fatto corretta applicazione;

invero, seppure non eseguiti, nella fase dell’ATP, i richiesti approfondimenti diagnostici, gli stessi (id est: le certificazioni sanitarie rilasciate all’esito degli stessi), poi prodotti nel successivo giudizio, ex art. 445 bis c.p.c., comma 6, dovevano essere valutati dal Tribunale, ai fini dello scrutinio del dedotto aggravamento, non potendo, invece, il Giudice escluderne, tout court, l’ammissibilità sul solo presupposto della mancata e tempestiva produzione in sede di operazioni di consulenza;

la sentenza impugnata è, pertanto, incorsa nei denunciati errori di diritto e va cassata; la causa va rinviata al Tribunale di Napoli Nord, in persona di diverso magistrato, che procederà all’accertamento domandato alla luce del principio di diritto sopra indicato;

al giudice di rinvio è rimessa, altresì, la regolazione delle spese del giudizio di cassazione.

PQM

La Corte accoglie il ricorso. Cassa la sentenza impugnata e rinvia la causa al Tribunale di Napoli Nord, in persona di diverso magistrato, che provvederà anche in ordine alle spese del giudizio di cassazione.

Così deciso in Roma, nell’adunanza camerale, il 16 dicembre 2020.

Depositato in Cancelleria il 23 marzo 2021

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