Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 8121 del 23/03/2021

Cassazione civile sez. VI, 23/03/2021, (ud. 09/12/2020, dep. 23/03/2021), n.8121

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE T

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. GRECO Antonio – Presidente –

Dott. ESPOSITO Antonio Francesco – Consigliere –

Dott. CROLLA Cosmo – Consigliere –

Dott. LUCIOTTI Lucio – rel. Consigliere –

Dott. RUSSO Rita – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 17217-2019 proposto da:

AGENZIA DELLE ENTRATE (OMISSIS), in persona del Direttore pro

tempore; ADER – AGENZIA DELLE ENTRATE RISCOSSIONE, in persona del

Presidente pro tempore, elettivamente domiciliate in ROMA, VIA DEI

PORTOGHESI 12, presso AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che le

rappresenta e difende, ope legis;

– ricorrenti –

contro

B.E., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA PREMUDA 6, presso

lo studio dell’avvocato CALCAGNI LUCA, rappresentato e difeso

dall’avvocato RECCHINO MARCO;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 164/2019 della COMMISSIONE TRIBUTARIA

REGIONALE del PIEMONTE, depositata il 05/02/2019;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non

partecipata del 09/12/2020 dal Consigliere Relatore Dott. RUSSO

RITA.

 

Fatto

RILEVATO

Che:

1. – Il contribuente ha impugnato l’avviso di iscrizione ipotecaria emesso a seguito di omesso pagamento di due cartelle. Il ricorso della contribuente è stato accolto in primo grado. Ha proposto appello l’Agenzia conferendo mandato all’avvocato Boglione Stefano del foro di Torino e la CTR della Lombardia con sentenza depositata in data 5 febbraio 2019 ha dichiarato inammissibile l’appello in quanto proposto conferendo mandato a un avvocato del libero foro.

2. – Avverso la predetta sentenza propongono ricorso per cassazione

l’Agenzia e Agenzia riscossione affidandosi a due motivi.

Assegnato il procedimento alla sezione sesta, su proposta del relatore è stata fissata l’adunanza camerale ai sensi dell’art. 380-bis c.p.c. notificando la proposta e il decreto alle parti.

Diritto

RITENUTO

Che:

3. – Con il primo motivo del ricorso, si lamenta la violazione del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 11 comma 2, art. 12 comma 1, art. 15 comma 2-sexies e D.L. n. 193 del 2016, art. 1, comma 8. Si deduce che le norme in questione non escludono del tutto la difesa affidata al libero foro e che ciò è possibile anche senza una preventiva delibera da sottoporre agli organi di vigilanza sulla base di specifici criteri definiti, in atti di carattere generale. Con il secondo motivo si lamenta, in subordine, la violazione dell’art. 182 c.p.c. e del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 12 perchè la CTR avrebbe dovuto concedere un termine per regolarizzare la difesa tecnica. La CTR, invece, ha dichiarato inammissibile l’appello perchè l’Agenzia ha conferito procura a un difensore del libero foro in violazione del D.Lgs. n. 546 del 1992, artt. 11 e 12 in mancanza di apposita motivata da sottoporre agli organi di vigilanza.

Il motivo primo è fondato.

Si applicano qui i principi enunciati sezioni unite di questa Corte con sentenza del 19.11.2019 n. 30008, che così possono riassumersi per quanto di interesse nel caso di specie: l’Agenzia riscossione si avvale dell’Avvocatura dello Stato nei casi previsti come riservati ad essa dalla Convenzione intervenuta, oppure ove vengano in rilievo questioni di massima o aventi notevoli riflessi economici; di avvocati del libero foro, senza bisogno di formalità, nè della delibera prevista dal citato R.D., art. 43, comma 4 – nel rispetto degli artt. 4 e 17 del D.Lgs. n. 50 del 2016 e dei criteri di cui agli atti di carattere generale adottati ai sensi del D.L. n. 193 del 2016, art. 1, comma 5, conv. in L. n. 225 del 2016 – in tutti gli altri casi; quando la scelta tra il patrocinio dell’Avvocatura erariale e quello di un avvocato del libero foro discende dalla riconduzione della fattispecie alle ipotesi previste dalla Convenzione tra l’Agenzia e l’Avvocatura dello Stato o di indisponibilità di questa ad assumere il patrocinio, la costituzione dell’Agenzia a mezzo dell’una o dell’altro postula necessariamente ed implicitamente la sussistenza del relativo presupposto di legge, senza bisogno di allegazione e di prova al riguardo, nemmeno nel giudizio di legittimità.

L’Avvocatura di Stato osserva che nella fattispecie non si verte in uno di quei casi che, secondo quanto disposto al punto 3.4.1. dalla Convenzione tra Agenzia e Avvocatura, sono riservati al patrocinio della Avvocatura; inoltre il par. 3.4.2. della suddetta Convenzione dispone: l’Ente sta in giudizio avvalendosi direttamente di propri dipendenti o di avvocati del libero foro, iscritti nel proprio Elenco avvocati, nelle controversie relative a: liti innanzi al Giudice di Pace (compresa la fase di appello); liti innanzi alle Sezioni Lavoro di Tribunale e Corte d’Appello; liti innanzi alle Commissioni Tributarie”.

In conclusione, nel caso in esame, l’A.d.E.R. poteva proporre appello con avvocato del libero foro, contrariamente a quanto ritenuto dal giudice di merito.

Il secondo motivo è assorbito.

Ne consegue, in accoglimento del ricorso la cassazione della sentenza impugnata, il rinvio alla CTR del Piemonte in diversa composizione per un nuovo esame di merito e per la liquidazione delle spese anche del giudizio di legittimità.

P.Q.M.

Accoglie il primo motivo del ricorso, assorbito il secondo, cassa sentenza impugnata, e rinvia alla CTR del Piemonte in diversa composizione per un nuovo esame di merito e per la liquidazione delle spese anche del giudizio di legittimità.

Così deciso in Roma, in camera di consiglio, il 9 dicembre 2020.

Depositato in Cancelleria il 23 marzo 2021

 

 

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