Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 8025 del 28/03/2017

Cassazione civile, sez. VI, 28/03/2017, (ud. 08/02/2017, dep.28/03/2017),  n. 8025

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE T

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. IACOBELLIS Marcello – Presidente –

Dott. MOCCI Mauro – rel. Consigliere –

Dott. IOFRIDA Giulia – Consigliere –

Dott. CRUCITTI Roberta – Consigliere –

Dott. CONTI Roberto Giovanni – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 3364/2016 proposto da:

EQUITALIA SUD SPA, (OMISSIS), in persona del procuratore speciale,

elettivamente domiciliata in ROMA, VIA SAN GIOVANNI IN LATERANO

226/210, presso lo studio dell’avvocato BIANCA MARIA CASADEI,

rappresentata e difesa dall’avvocato MICHELA NOCCO;

– ricorrente –

contro

L.G., elettivamente domiciliato in ROMA, P.ZZA APOLLODORO

26, presso lo studio dell’avvocato NURI VENTURELLI, che lo

rappresenta e difende;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 1493/1/2015 della COMMISSIONE TRIBUTARIA

REGIONALE della PUGLIA, depositata il 29/06/2015;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio non

partecipata dell’08/02/2017 dal Consigliere Dott. MAURO MOCCI.

Fatto

FATTO E DIRITTO

Preso atto:

che la Corte, costituito il contraddittorio camerale sulla relazione prevista dall’art. 380 bis c.p.c., delibera di procedere con motivazione sintetica;

che la Equitalia Sud s.p.a. propone ricorso per cassazione nei confronti della sentenza della Commissione tributaria regionale della Puglia, che aveva respinto il suo appello contro la decisione della Commissione tributaria provinciale di Bari. Quest’ultima, a sua volta, aveva accolto il ricorso di L.G. avverso una cartella di pagamento e relativa intimazione;

che, nella decisione impugnata, la CTR ha affermato come la mancata notifica della cartella di pagamento fosse dimostrato dalla carenza di una prova certa circa la relazione effettiva tra il numero della raccomandata e l’intimazione di pagamento. E neppure la copia conforme dell’estratto di ruolo della stessa cartella sarebbe stata sufficiente, non essendo l’estratto titolo esecutivo;

Ritenuto:

che il ricorso è affidato ad un unico, articolato motivo, col quale si lamenta violazione e falsa applicazione del D.P.R. n. 602 del 1973, art. 26 e L. n. 30 del 1997, art. 5, comma 5, ai sensi dell’art. 360 c.p.c., n. 3: la copia dell’estratto di ruolo avrebbe costituito prova di quanto in esso contenuto fino a querela di falso. Infatti, la copia conforme, e non una semplice fotocopia dell’estratto e della relata di notifica avrebbe dimostrato il credito ed il contenuto della cartella di pagamento, ai sensi del citato art. 26. Inoltre, la CTR avrebbe ignorato il potere certificativo del concessionario, sicchè alle copie conformi dei ruoli e delle relate di notifica avrebbe dovuto riconoscersi il valore di prova sino a querela di falso;

che l’intimato si è costituito con controricorso ed ha depositato altresì memoria ex art. 380 bis c.p.c.;

che il Collegio reputa il motivo fondato;

che questa Corte, in tema di notifica della cartella esattoriale del D.P.R. n. 602 del 1973, ex art. 26, comma 1, seconda parte, la prova del perfezionamento del procedimento di notificazione e della relativa data è assolta mediante la produzione dell’avviso di ricevimento, non essendo necessario che l’agente della riscossione produca la copia della cartella di pagamento, la quale, una volta pervenuta all’indirizzo del destinatario, deve ritenersi ritualmente consegnata a quest’ultimo, stante la presunzione di conoscenza di cui all’art. 1335 c.c., superabile solo se il medesimo provi di essersi trovato senza sua colpa nell’impossibilità di prenderne cognizione (Sez. 3, n. 15795 del 29/07/2016);

che non è dunque affatto necessario che l’agente della riscossione produca l’originale o la copia della cartella di pagamento notificata nè che dia la prova del contenuto del plico spedito con lettera raccomandata (Sez. 3, n. 9246 del 07/05/2015);

che, pertanto, a fronte della produzione documentale di Equitalia Sud, i principi di cui sopra non sono stati correttamente applicati dal giudice del merito, sicchè le censure di parte ricorrente meritano di essere accolte;

che deve in definitiva procedersi alla cassazione della sentenza con rinvio alla CTR della Puglia, in diversa composizione, anche per le spese del giudizio di cassazione.

PQM

Accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e rinvia alla CTR Puglia, in diversa composizione, cui demanda di provvedere anche sulle spese dei giudizio di legittimità.

Motivazione semplificata.

Così deciso in Roma, il 8 febbraio 2017.

Depositato in Cancelleria il 28 marzo 2017

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