Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 7813 del 05/04/2011

Cassazione civile sez. I, 05/04/2011, (ud. 02/03/2011, dep. 05/04/2011), n.7813

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE PRIMA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. SALME’ Giuseppe – Presidente –

Dott. DI PALMA Salvatore – Consigliere –

Dott. ZANICHELLI Vittorio – rel. Consigliere –

Dott. SCHIRO’ Stefano – Consigliere –

Dott. DIDONE Antonio – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ordinanza

sul ricorso proposto da:

Q.F.C.F., con domicilio eletto in Roma, Via G.

Palumbo n. 12, presso l’Avv. CRISCI Simonetta che lo rappresenta e

difende come da procura a margine del ricorso;

– ricorrente –

contro

MINISTERO DELL’INTERNO E QUESTURA DI ROMA;

– intimati –

per la cassazione del decreto del Giudice di pace di Roma depositato

in data 17 aprile 2009;

Udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio del

giorno 2 marzo 2011 dal Consigliere relatore Dott. Vittorio

Zanichelli.

Fatto

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

Q.F.C.F. ricorre avverso il provvedimento con il quale il giudice di pace non ha prorogato il già convalidato trattenimento del medesimo presso il centro di permanenza temporaneo in attesa dell’espulsione.

L’intimata Amministrazione non ha proposto difese.

La causa è stata assegnata alla Camera di consiglio in esito al deposito della relazione redatta dal Consigliere Dott. Vittorio Zanichelli con la quale sono stati ravvisati i presupposti di cui all’art. 375 c.p.c..

Diritto

MOTIVI DELLA DECISIONE

Con il terzo motivo di ricorso, che per priorità logica deve essere preliminarmente valutato, si deduce, tra l’altro la nullità del provvedimento di convalida in quanto emesso senza previa audizione dell’interessato con l’assistenza del difensore.

La censura è manifestamente fondata, avendo di recente la Corte affermato il principio secondo cui “Al procedimento giurisdizionale di decisione sulla richiesta di proroga del trattenimento presso un Centro di permanenza temporanea dello straniero, già sottoposto a tale misura per il primo segmento temporale previsto dalla legge, devono essere applicate le stesse garanzie del contraddittorio, consistenti nella partecipazione necessaria del difensore e nell’audizione dell’interessato, che sono previste esplicitamente, ai sensi del D.Lgs. n. 286 del 1998, art. 14, comma 4, nel procedimento di convalida della prima frazione temporale de trattenimento, essendo tale applicazione estensiva imposta da un’interpretazione costituzionalmente orientata del successivo comma 5, relativo all’istituto della proroga, tenuto conto che un’opposta lettura delle norme sarebbe in contrasto con gli artt. 3 e 24 Cost.” (Cassazione civile, sez. 1^, 24 febbraio 2010, n. 4544).

Gli ulteriori motivi risultano assorbiti.

Il decreto impugnato deve dunque essere cassato senza rinvio al giudice di pace, non essendo più possibile alcuna proroga del trattenimento.

L’epoca in cui si è formata la richiamata giurisprudenza giustifica la compensazione delle spese.

P.Q.M.

la Corte accoglie il terzo motivo di ricorso nei termini di cui in motivazione, assorbiti gli altri, e cassa senza rinvio il decreto impugnato; compensa le spese.

Così deciso in Roma, il 2 marzo 2011.

Depositato in Cancelleria il 5 aprile 2011

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