Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 779 del 13/01/2017

Cassazione civile, sez. I, 13/01/2017, (ud. 16/11/2016, dep.13/01/2017),  n. 779

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE PRIMA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. DI PALMA Salvatore – Presidente –

Dott. BERNABAI Renato – Consigliere –

Dott. CAMPANILE Pietro – Consigliere –

Dott. DE CHIARA Carlo – Consigliere –

Dott. TERRUSI Francesco – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 10430/2016 proposto da:

C.F., domiciliato in ROMA, PIAZZA CAVOUR, presso la

CANCELLERIA CIVILE DELLA CORTE DI CASSAZIONE, rappresentato e difeso

dall’avvocato UMBERTO ERCOLESSI, giusta procura in calce al ricorso;

– ricorrente –

contro

RICORSO NON NOTIFICATO AD ALCUNO;

– intimato –

avverso la sentenza n. 2985/2016 della CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE di

ROMA, depositata il 16/02/2016;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio del

16/11/2016 dal Consigliere Dott. FRANCESCO TERRUSI;

udito il P.M., in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott.

CERONI Francesca, che ha concluso: nulla da osservare.

Fatto

RITENUTO IN FATTO

che C.F. ha proposto istanza di revocazione della sentenza n. 2985-16 di questa corte;

che con la detta sentenza era stato dichiarato inammissibile il ricorso per cassazione avverso il decreto col quale la corte d’appello di Trieste aveva a sua volta dichiarato inammissibile il reclamo del C. nei riguardi di un provvedimento assunto dal giudice tutelare ai sensi dell’art. 405 c.c., comma 4;

– che il ricorrente denunzia l’esistenza di un errore di fatto consistito nell’avere la sentenza attribuito al decreto in questione carattere non decisorio;

– che l’istanza di revocazione è inammissibile, essendo prospettato un errore di valutazione della corte relativamente alla natura del decreto in quella sede impugnato per cassazione;

– che l’essere un provvedimento caratterizzato, o meno, da decisorietà, ai fini del ricorso per cassazione, rappresenta una questione giuridica, non di fatto, come tale sottratta alla possibile deduzione di un errore revocatorio;

– che l’inammissibilità del ricorso induce a soprassedere sulla questione, astrattamente pregiudiziale, della mancata notifica del ricorso medesimo, poichè, risultando il ricorso all’evidenza inammissibile, deve farsi applicazione del principio della “ragione più liquida” al fine di evitare il compimento di una attività processuale del tutto ininfluente sull’esito del giudizio e lesiva del principio della ragionevole durata (art. 111 Cost.).

PQM

La Corte dichiara l’inammissibilità del ricorso.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della Sezione Prima Civile, il 16 novembre 2016.

Depositato in Cancelleria il 13 gennaio 2017

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