Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 7724 del 30/03/2010

Cassazione civile sez. I, 30/03/2010, (ud. 11/12/2009, dep. 30/03/2010), n.7724

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE PRIMA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. ADAMO Mario – Presidente –

Dott. RORDORF Renato – Consigliere –

Dott. DOGLIOTTI Massimo – rel. Consigliere –

Dott. RAGONESI Vittorio – Consigliere –

Dott. CULTRERA Maria Rosaria – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

sentenza

sul ricorso 30764/2005 proposto da:

INTESA GESTIONE CREDITI S.P.A. (c.f. (OMISSIS)), nella sua

qualità di procuratore di BANCA INTESA S.P.A. (già Banca

Commerciale Italiana s.p.a.), in persona del Procuratore pro tempore,

elettivamente domiciliata in ROMA, VIA AURELIANA 2, presso l’avvocato

PETRAGLIA ANTONIO U., rappresentato e difeso dall’avvocato SORRENTINO

Ugo, giusta procura a margine del ricorso;

– ricorrente –

contro

G.F. (c.f. (OMISSIS)), N.E.

(c.f. (OMISSIS)), elettivamente domiciliati in ROMA, VIA G.

BETTOLO 54, presso l’avvocato SALES ENRICO, rappresentati e difesi

dall’avvocato GIORDANO Giovanni, giusta procura in calce al

controricorso;

– controricorrenti –

avverso la sentenza n. 2252/2005 della CORTE D’APPELLO di NAPOLI,

depositata il 11/07/2005;

udita la relazione della causa svolta nella Pubblica udienza del

11/12/2009 dal Consigliere Dott. MASSIMO DOGLIOTTI;

udito il P.M., in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott.

SORRENTINO Federico, che ha concluso per il rigetto del primo motivo

del ricorso, accoglimento del secondo.

 

Fatto

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

Con ricorso depositato il 5/4/2001, G.F. e N. E., quali proprietari dell’immobile posto a garanzia, mediante ipoteca, del mutuo fondiario da essi contratto con la Banca Cariplo, proponevano opposizione all’esecuzione immobiliare, richiesta in loro danno dalla predetta Banca. Chiedevano dichiararsi l’insussistenza del credito azionato o, in subordine, la sua riduzione ad equità.

Costituitosi il contraddittorio, la Banca Cariplo chiedeva rigettarsi la domanda dei ricorrenti.

Con sentenza in data 30/9/2002, il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, in parziale accoglimento dell’opposizione, disponeva, rispetto al credito chirografario azionato dalla Cariplo, la riduzione degli interessi convenzionali, a far data dal 31/12/2000, ai minori interessi di sostituzione, via via previsti in base alla L. n. 24 del 2001; nonchè la riduzione degli interessi di mora a far data dal 30/6/94, ai minori interessi legali, secondo i tassi via via vigenti.

Con atto di appello notificato in data 19/2/2003, proponeva impugnazione davanti alla Corte di Appello di Napoli Intesa BCI Gestione Crediti, quale procuratore di Banca IntesaBci (già Cariplo).

Costituitosi il contraddittorio, gli appellati chiedevano rigettarsi l’appello proposto.

Con sentenza in data 14/6/2005, La Corte di Appello di Napoli rigettava l’appello.

Ricorre per cassazione la Intesa Gestione Crediti s.p.a., quale procuratore di Banca Intesa s.p.a., sulla base di due motivi.

Resiste, con controricorso, il G..

L’Intesa BCI Gestione Crediti ha depositato memoria difensiva per l’udienza.

Diritto

MOTIVI DELLA DECISIONE

Va preliminarmente rigettata l’eccezione di tardività del ricorso proposto dal controricorrente. Si tratta, nella specie, di “termine lungo”, non essendo stata notificata la sentenza impugnata: una copia autentica della sentenza, munita di formula esecutiva, era stata notificata a Intesa Gestione Crediti s.p.a., presso la sua sede legale, come emerge dalla documentazione in atti, ma non al suo procuratore costituito nel giudizio di appello; tale notifica dunque non rileva ai fini del termine di impugnazione di cui all’art. 325 c.p.c..

Passando all’esame del ricorso, con il primo motivo, la ricorrente lamenta violazione e falsa applicazione del D.P.R. n. 7 del 1976, art. 14, nonchè omessa, insufficiente e contraddittoria motivazione, contestando la riduzione degli interessi di mora ai minori interessi legali, secondo i tassi via via vigenti.

Il motivo va dichiarato inammissibile: il giudice a quo, con valutazione di fatto, insuscettibile di controllo in questa sede, e che comunque non costituisce oggetto di specifica censura da parte del ricorrente, precisa che nel contratto di mutuo era pattuita la prestazione degli interessi di mora nella misura di legge presente e futura, e comunque con riferimento alla “computazione” ex lege di tali interessi.

Con il secondo motivo, la ricorrente lamenta violazione del D.L. n. 394 del 2000, art. 1, convertito con L. n. 24 del 2001, nonchè omessa, insufficiente e contraddittoria motivazione, sostenendo che gli interessi convenzionali non potevano essere assoggettati al meccanismo sostitutivo di cui alla predetta legge.

Il motivo è fondato.

La L. n. 24 del 2001, art. 1, che introduce un “tasso di sostituzione” si applica pacificamente ai ratei scaduti dopo il 2/1/2001.

Altrettanto pacifico tra le parti (e riconosciuto dal giudice a quo) che i ratei del mutuo de quo erano scaduti nel 1998 (il contratto, stipulato nel 1977, prevedeva che la somma mutuata dovesse essere restituita entro venti anni, mediante ratei periodici). A nulla rileva, evidentemente – come invece ritiene il giudice a quo – che la restituzione non si fosse perfezionata, perchè i ratei non erano stati pagati.

Va pertanto cassata la sentenza impugnata, là dove essa ha ritenuto legittima la riduzione degli interessi convenzionali, effettuata dal primo giudice, a far data dal 31/12/2000, secondo i tassi sostitutivi di cui alla predetta L. n. 24 del 2001; con rinvio alla Corte d’Appello di Napoli, in diversa composizione, che pure si pronuncerà sulle spese del presente giudizio.

PQM

La Corte dichiara inammissibile il primo motivo del ricorso; accoglie il secondo; cassa la sentenza impugnata, con rinvio alla Corte di Appello di Napoli, in diversa composizione, che si pronuncerà pure sulle spese del presente giudizio.

Così deciso in Roma, il 11 dicembre 2009.

Depositato in Cancelleria il 30 marzo 2010

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